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Dumarey Fauglia, mobilitazione dopo il no alla sospensione dei licenziamenti

(Foto Fiom Cgil)

Dopo la comunicazione della società proclamato sciopero: lo stop anche domani, con corteo a Pisa. Lenzi: "Azienda tradisce accordo". Sindacati: "Arroganza verso i lavoratori"

Giornata di sciopero alla Dumarey con presidio di fronte allo stabilimento di Fauglia, in provincia di Pisa. La mobilitazione è scattata dopo che ieri la società ha comunicato di respingere la proposta avanzata lunedì scorso da Ministero e sindacati, nell'ultima seduta del tavolo nazionale al Mimit a Roma, di sospendere i licenziamenti annunciati e ritrovarsi a settembre per riprendere la discussione sui livelli occupazionali, dietro la presentazione di un piano industriale.

Lenzi: "Al fianco dei lavoratori. Azienda tradisce accordo"

"Piena solidarietà mia personale e della Regione Toscana ai lavoratori, vittime di un atteggiamento dei vertici aziendali sordo e irresponsabile" ha dichiarato l’assessore al lavoro e alla formazione Alberto Lenzi in merito agli ultimi sviluppi della vertenza Dumarey Flowmotion Technologies di Fauglia, stabilimento del gruppo belga attivo nel settore dell’automotive, in particolare nella produzione dei sistemi di propulsione per motori a benzina e a diesel. "Non si può scaricare la crisi dell’automotive sugli operai", denuncia Lenzi che insiste su sulla "irresponsabilità" della posizione dell'azienda, che "per giunta ha comunque potuto contare sulla piena collaborazione delle istituzionali nazionali e territoriali". L’assessore ricorda che "non solo l’azienda ha usufruito di risorse pubbliche, ma ad aprile aveva sottoscritto un accordo con la Regione per accompagnare l’uscita di 93 lavoratori in staff leasing". Accordo quest’ultimo, che adesso, tuona Lenzi, "viene cinicamente tradito". "Chiediamo che l’azienda torni sui suoi passi e ritorni a confrontarsi per mantenere i livelli occupazionali e trovare una strada per un futuro solido. L’alternativa, è inutile essere ipocriti, è soltanto la chiusura che porterebbe elementi di desertificazione", conclude l’assessore, che ribadisce "la disponibilità della Regione a ristabilire il dialogo tra le parti".

Fim e Fiom: "Mobilitazioni continueranno"

"Abbiamo appreso con non poco sgomento la notizia giunta questa mattina del rifiuto categorico da parte di Dumarey" di Pisa e Fauglia (componentisca automotive), "di accogliere la proposta avanzata dal ministero durante l’ultimo incontro tenutosi il 27 luglio scorso" dichiarano Fim Cisl e Fiom Cgil nazionali, annunciando l'avvio di scioperi e presìdi. "A questo punto, dinanzi all’arroganza di Dumarey non ci resta che la strada del conflitto. Già da questa mattina sono partiti gli scioperi e le mobilitazioni continueranno nelle prossime settimane". Per i sindacati "accettare oggi che vengano licenziati 35 lavoratori, che sono in azienda da svariati anni, tutelati tra l’altro da un accoro firmato presso la Regione Toscana e tradito dall’azienda, significa mettere in discussione anche il futuro stesso del sito. Abbiamo la necessità di discutere di un piano industriale che prevede necessariamente il mantenimento dei livelli occupazionali e che dia prospettive solide per il futuro". "Al ministero va riconosciuto il merito di aver provato fino alla fine a trovare una soluzione – hanno osservato -, che evitasse i licenziamenti, prospettando anche un sostegno concreto mediante gli strumenti di cui dispone per sostenere l’azienda nel percorso di uscita dal momento di difficoltà. Ma neanche questo è bastato per Dumarey che si è dimostrata sorda anche alle richieste dei rappresentanti di uno Stato da cui in questi anni ha attinto risorse pubbliche consistenti".

Fiom toscana e pisana: "Arroganza verso lavoratori". Il 31 luglio sciopero e corteo a Pisa

Di fronte al no di Dumarey, i lavoratori oggi hanno scioperato ed effettuato un presidio davanti allo stabilimento di Fauglia (Pi), annunciando, assieme a Fim e Fiom, l’avvio di una fase di dura mobilitazione. Domani venerdì 31 luglio nuovo sciopero Fim-Fiom di otto ore (con cui si supereranno le 50 ore di sciopero nell’ultimo mese), con presidio a Pisa dalle 9 davanti al Comune in piazza XX settembre e a seguire corteo fino alla Prefettura.

"La scelta di Dumarey è un atto di arroganza e di prepotenza nei confronti dei lavoratori, delle istituzioni e del territorio. Parliamo di un’azienda che in questi anni ha beneficiato di importanti risorse pubbliche, anche per lo sviluppo di progetti innovativi, e che oggi restituisce a un territorio soltanto licenziamenti e chiusura a qualsiasi confronto" dichiarano Daniele Calosi (segretario generale Fiom Cgil Toscana) e Angelo Capone (segretario generale Fiom Cgil Pisa). "La richiesta avanzata dal Ministero era di semplice buon senso: sospendere i licenziamenti, rispettare gli impegni già assunti in Regione Toscana e aprire a settembre un confronto sul piano industriale e sul futuro dello stabilimento. Una proposta responsabile, accolta dalle organizzazioni sindacali, ma respinta senza alcuna disponibilità dall’azienda.
La disdetta dei contratti dei lavoratori in staff leasing significa non solo colpire 35 persone e le loro famiglie, ma alimentare il timore che questo sia il preludio a una crisi ben più ampia. Il settore dell’automotive sta attraversando una fase estremamente delicata e temiamo che questa scelta possa rappresentare il primo passo verso una pesante ristrutturazione del sito toscano. Sarebbe un colpo durissimo per un territorio in cui lo stabilimento di Fauglia rappresenta un presidio industriale strategico e occupa oltre 800 lavoratrici e lavoratori. Per questo la mobilitazione continuerà: non lasceremo soli i lavoratori e continueremo a chiedere il rispetto degli accordi sottoscritti, un vero piano industriale e garanzie occupazionali per il futuro dello stabilimento e dell’intero comparto".

Sindaco Cecchelli: "Andare fino in fondo, difendere tutti i posti di lavoro"

"Sono qui perché è doveroso esservi accanto in questa battaglia e perché in questo stabilimento lavorano da anni anche alcune decine di cittadini sangiulianesi che ho incontrato nei giorni scorsi e di cui ho avuto modo raccogliere le più che giustificate preoccupazioni" ha detto il sindaco di San Giuliano Terme Matteo Cecchelli al presidio dei sindacati. "È inaccettabile che si crei una crisi dove una crisi non c'è e che si vogliano trasferire altrove risorse e guadagni che sono il prodotto e la conseguenza del vostro lavoro. È qualcosa d’ingiustificabile e che va assolutamente fermato. La vostra – ha proseguito - sarà una battaglia epocale e voi siete già scesi in campo, con lo sciopero di oggi e le mobilitazioni che seguiranno, per combatterla. Bisogna andare fino in fondo, difendere tutti i posti di lavoro e pretendere dall'azienda un piano industriale che dia futuro e speranza a tutti i lavoratori. È impensabile che persone che lavorano qui da dieci anni, da un giorno all'altro, non abbiano più un’occupazione e uno stipendio per sé, le loro famiglie e i figli. Non è accettabile. Noi siamo al vostro fianco oggi, lo saremo domani e fino a quando questa vicenda non sarà giunta a una degna conclusione. Quindi forza e coraggio e resistenza".

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