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Truffe porta a porta a oltre 1.200 anziane, anche in Toscana. Sei rinvii a giudizio

Tra le province coinvolte anche Arezzo, Firenze, Grosseto, Lucca, Prato e Siena. Sequestrati beni per 2,5 milioni di euro

Coinvolte anche diverse province della Toscana nella maxi inchiesta della Guardia di Finanza di Padova su una presunta organizzazione criminale specializzata in truffe ed estorsioni con vendite porta a porta ai danni di donne anziane. La Procura di Padova ha chiesto il rinvio a giudizio per sei persone, ritenute responsabili di aver raggirato oltre 1.200 vittime in numerose regioni italiane.

Secondo gli investigatori, il gruppo operava attraverso una rete di venditori che si presentavano nelle abitazioni di anziane, sostenendo, "in virtù di un pregresso contratto di acquisto", che fossero obbligate ad acquistare nuovi prodotti per la casa, tra cui materassi, pentole, poltrone reclinabili e dispositivi elettromedicali. Gli articoli venivano venduti a prezzi compresi tra 5.000 e 7.000 euro, spesso tramite finanziamenti.

Tra le province interessate figurano anche Firenze, Arezzo, Lucca, Prato, Siena e Grosseto, dove risultano residenti alcune delle persone raggirate. In diversi casi, secondo l'accusa, i venditori sarebbero tornati più volte dalle stesse vittime, inducendole a sottoscrivere ulteriori contratti e ad aumentare l'importo dei finanziamenti. Chi si opponeva veniva minacciato di azioni legali.

L'indagine, avviata dopo aver rilevato incongruenze tra il tenore di vita di alcuni indagati e i redditi dichiarati, ha già portato al sequestro preventivo di 2,5 milioni di euro tra disponibilità finanziarie, immobili, gioielli, orologi e beni di lusso. Secondo la Guardia di Finanza, i profitti derivavano sia da ricarichi fino all'800% sui prodotti venduti sia dalle provvigioni riconosciute dalle società di credito per i finanziamenti concessi.

Le accuse contestate sono, a vario titolo, di associazione per delinquere, estorsione, truffa e riciclaggio. Resta fermo il principio della presunzione di innocenza fino a un'eventuale sentenza definitiva di condanna.

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