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FORME, Montespertoli si racconta con la street art: le prime tre opere nel borgo

Forme Montespertoli (Luca Zamoc)

Prende forma la galleria a cielo aperto con il Festival di arte pubblica: a firmare i murale, che intrecciano storia e memoria locale, Thiago Mazza, Luca Zamoc e Ufo Cinque

Un muralista brasiliano porta viti e ulivi sulla pietra del borgo, mentre due artisti italiani reinterpretano la memoria rurale attraverso trattori, rivoluzioni tecnologiche, mappe medievali, forconi e stemmi antichi. FORME - Festival di Arte Pubblica a Montespertoli entra nel vivo con le sue prime tre opere, che stanno trasformando il borgo storico di Montespertoli in una galleria a cielo aperto, libera e accessibile a tutti.

Il festival è promosso dal Comune di Montespertoli in co-progettazione con l'associazione A Testa Alta A.P.S., con la curatela di Street Levels Gallery e il sostegno di Fondazione CR Firenze. Un progetto reso possibile anche grazie al contributo del main sponsor Livith S.p.A., degli sponsor tecnici Caparol e Aurora Color Srl e di una rete di imprese del territorio che hanno scelto di investire nella cultura della propria comunità.

Le opere nascono da un processo partecipato: prima dell’avvio ai lavori, gli artisti e i curatori hanno incontrato la cittadinanza, raccogliendo storie, memorie e testimonianze attraverso interviste e sessioni di documentazione sul campo. È da questo materiale vivo - fatto di voci, fotografie d'epoca e racconti - che hanno preso forma i concept e le immagini di ciascun intervento. Un metodo che fa di FORME non solo un festival di street art, ma un atto collettivo di restituzione identitaria al territorio.

FORME, le opere a Montespertoli

Forme Montespertoli (Thiago Mazza)

"Sangiovese e frantoio" di Thiago Mazza - Via Martini 36, Montespertoli

La prima opera di FORME è stata realizzata da Thiago Mazza, uno dei principali esponenti del muralismo brasiliano contemporaneo, riconosciuto a livello internazionale per la sua straordinaria capacità di restituire la flora nello spazio pubblico. Nato nel 1984 a Belo Horizonte, ha partecipato a festival in oltre venti paesi - tra cui Artscape in Svezia, Nuart in Scozia e UpFest nel Regno Unito - sviluppando una ricerca che si muove all'intersezione tra pittura classica, arte urbana e indagine botanica contemporanea.

Forme Montespertoli (Thiago Mazza)

A Montespertoli, Mazza ha scelto di lavorare con le due piante che da secoli definiscono questo paesaggio e la sua identità produttiva: la vite e l'olivo. Prima di dipingere, le ha studiate, osservate, fotografate sul territorio, indagandone la struttura, la texture e il modo in cui la luce le attraversa. Il risultato, su una superficie di via Martini 36, è un'opera in grado di raccontare il borgo oltre che decorarlo, restituendo allo sguardo del visitatore qualcosa che c'è sempre stato, ma che raramente si è fermato a guardare.

Forme Montespertoli (Thiago Mazza)

"Non trova posa" di Luca Zamoc - Angolo tra Via Roma 4 e Via Alighieri 3, Montespertoli

Forme Montespertoli (Luca Zamoc)

La seconda opera è di Luca Zamoc, artista visivo che lavora all'incrocio tra memoria, natura e spazio abitato, con una ricerca che indaga le radici dei sistemi di credenze e i sincretismi visivi che connettono il passato rurale alle narrazioni contemporanee. Ha insegnato Disegno e Illustrazione al Polimoda di Firenze, realizzato opere pubbliche in numerosi paesi europei ed extra-europei. Vive e lavora ad Atene.

Al centro del suo intervento per FORME c'è un grande trattore, immagine costruita a partire da fotografie d'epoca e materiali di repertorio raccolti durante le sessioni di documentazione con la comunità locale. Il tema è la battitura della paglia: un lavoro che per generazioni ha scandito la vita dei campi di Montespertoli, coinvolgendo gruppi numerosi di persone che lavoravano insieme, fianco a fianco con gli animali, in un ritmo fisico e collettivo. Poi è arrivato il trattore, e quelle scene si sono svuotate. Le persone sono scomparse dal campo, sostituite dalla macchina.

Forme Montespertoli (Luca Zamoc)

Zamoc porta questo passaggio sul muro senza nostalgia e senza giudizio, ma con la consapevolezza che quella trasformazione parla ancora - e parla in modo urgente, in un momento in cui l'intelligenza artificiale sta ridisegnando con la stessa velocità i confini del lavoro umano. Il trattore gigante che campeggia sulla superficie di via Alighieri non è un monumento al progresso né un rimpianto per il passato: è una domanda aperta su come le tecnologie cambiano le società, e su cosa rimane quando il lavoro cambia forma.

"Istoria del cavaliere errante che per queste terre andò peregrinando" di Ufo Cinque - Via Sonnino 30, Montespertoli

Forme Montespertoli (Ufo Cinque)

A firmare la terza opera di FORME è Ufo Cinque, nome d'arte di Matteo Capobianco, artista visivo nato a Novara nel 1981, attivo dalla metà degli anni Novanta nella scena del writing e della street art italiana.

La sua ricerca intreccia pittura murale, illustrazione, installazione e scenografia, trasformando lo spazio in un luogo di racconto, memoria e apparizione. Parte centrale del suo lavoro è dedicata alla pittura murale, con interventi che raccontano storie del territorio, architetture, paesaggi, leggende, figure simboliche e frammenti di memoria collettiva, ricomposti in immagini dal carattere arcaico e sospeso. In questo percorso si inserisce il suo progetto delle mappe murali - ispirate ad atlanti antichi, cartografie medievali, stemmi, miniature e incisioni - non semplici rappresentazioni geografiche, ma dispositivi narrativi e simbolici in cui borghi, sentieri, figure storiche, elementi naturali e riferimenti popolari si dispongono come tracce di una geografia interiore.

Forme Montespertoli (Ufo Cinque)

Per FORME, Ufo Cinque riprende il linguaggio delle mappe antiche, dell'araldica e delle cronache medievali attraverso la figura di un cavaliere errante che impugna un forcone, in cammino tra i castelli delle terre di Montespertoli tra passato e presente, per raccontare paesaggi, vie antiche, stemmi e memoria locale.

Forme Montespertoli (Ufo Cinque)

A Testa Alta A.P.S. - A Testa Alta A.P.S. è un’associazione culturale fondata a Firenze nel 2017 con l’obiettivo di promuovere e diffondere la cultura artistica contemporanea, con particolare attenzione all’arte urbana. Si configura come uno spazio di incontro e confronto per artisti, operatori culturali e appassionati, nella convinzione che l’arte rappresenti una forma di educazione permanente, capace di contribuire allo sviluppo umano, alla crescita personale e alla partecipazione culturale. Le attività dell’associazione mettono in relazione arte, musica e formazione, utilizzando i linguaggi della cultura contemporanea come strumenti di apprendimento, espressione e dialogo attraverso pratiche di educazione non formale, laboratori e iniziative culturali. Nel corso degli anni ha ideato e realizzato numerosi progetti in Italia (Firenze, Arezzo, Prato, Orvieto, Acquapendente, Imola) e in contesti europei come Amsterdam, sviluppando collaborazioni con artisti, festival, musei, aziende e realtà culturali attive nel panorama internazionale dell’arte urbana.

Street Levels Gallery - Street Levels Gallery è la prima galleria internazionale di arte urbana contemporanea a Firenze. Nata dall’incontro tra artisti e produttori culturali, indaga i linguaggi nati nello spazio urbano e le loro evoluzioni più sperimentali e contemporanee, abbattendo i confini tra gesto pubblico e ricerca privata, tra strada e spazio espositivo. Punto di riferimento per artisti, istituzioni e collezionisti, collabora con comuni, musei, festival e aziende in Italia e nel mondo con l’obiettivo di sostenere e promuovere l’arte urbana contemporanea come pratica culturale in continua evoluzione.

Fonte: Comune di Montespertoli

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