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La professoressa dell'UniPi Anna Anguissola fra i curatori della nuova mostra di Fondazione Prada

Anna Anguissola

"Global Antiquity", firmata con Salvatore Settis e Chiara Ballestrazzi, aprirà a Milano dal 5 novembre 2026 al 1° marzo 2027

La professoressa Anna Anguissola, docente di Archeologia Classica dell'Università di Pisa, è tra i curatori, con Salvatore Settis e Chiara Ballestrazzi, di "Global Antiquity", la nuova mostra della Fondazione Prada presentata a Milano il 30 luglio scorso. Allestita da Rem Koolhaas e AMO/OMA, l'esposizione sarà aperta nella sede milanese della Fondazione dal 5 novembre 2026 al 1° marzo 2027

"Global Antiquity" riunisce oltre 150 opere provenienti da musei e collezioni internazionali per raccontare le relazioni artistiche, culturali, commerciali e politiche che, tra il 700 a.C. e il 1000 d.C., hanno collegato il Mediterraneo e l'Asia. Statue, rilievi, monete, tessuti, gioielli e oggetti d'uso quotidiano ricostruiscono una rete di scambi che attraversava continenti e mari, restituendo l'immagine di un mondo antico profondamente interconnesso.

Il percorso espositivo affronta temi come globalità e ibridazione culturale, mostrando come l'incontro tra popoli e tradizioni abbia generato nuove forme artistiche e culturali. L'allestimento, sviluppato attorno ai concetti di convergenza, simmetria e intersezione, accompagna il visitatore attraverso opere provenienti da alcune delle principali istituzioni museali del mondo, tra cui il Metropolitan Museum of Art di New York, il British Museum di Londra, il Louvre, i Musei Vaticani e il Parco Archeologico di Pompei.

Dopo "Serial Classic" (2015) e "Recycling Beauty" (2022), "Global Antiquity" segna la terza collaborazione di Anna Anguissola con la Fondazione Prada, proseguendo un percorso di ricerca che interpreta il patrimonio antico come strumento di lettura del presente.

"Il lavoro dell’archeologo consiste nel ricostruire paesaggi, reti di contatti, articolazioni e trasformazioni delle società umane a partire dai frammenti di cultura materiale sopravvissuti allo scorrere del tempo - spiega Anguissola - Partecipare a un progetto così articolato mi ha spinto a interrogarmi su come tradurre in un racconto accessibile i grandi scenari storici che la ricerca archeologica ricostruisce a partire da tracce frammentarie, seguendo lo stesso metodo che cerchiamo di trasmettere ai nostri studenti. All’Università di Pisa, il dialogo tra archeologi che studiano epoche e culture diverse, dalla preistoria all’età contemporanea, crea il terreno ideale per riflettere sui grandi temi al centro della mostra, come globalità e identità".

Fonte: Università di Pisa - Ufficio stampa

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