Vertenza Dumarey, sindacati e lavoratori in corteo a Pisa: "La battaglia va avanti"

(Foto da Facebook, Antonio Mazzeo)
Oltre cento persone questa mattina al corteo a Pisa durante lo sciopero indetto dai sindacati nella vertenza Dumarey. Dopo il presidio di ieri di fronte allo stabilimento di Fauglia scattata una nuova giornata di mobilitazione dopo che la società ha comunicato di respingere la proposta avanzata da Ministero e sindacati, di sospendere i licenziamenti annunciati e ritrovarsi a settembre per riprendere la discussione sui livelli occupazionali, dietro la presentazione di un piano industriale.
Contro la decisione di licenziamento di 35 lavoratori in staff leasing del sito in provincia di Pisa, attivo nel settore dell'automotive in particolare nella produzione di sistemi di propulsione per motori a benzina e diesel, questa mattina si è tenuta la manifestazione a cui hanno partecipato i sindacati di categoria metalmeccanici di Cgil e Cisl, lavoratori, amministratori e consiglieri regionali. Al centro la situazione dei 35 lavoratori ma anche la preoccupazione per gli oltre 90 dipendenti per i quali, secondo quanto denunciato dai sindacati, il posto di lavoro sarebbe a rischio.
Dumarey, corteo a Pisa: "Non un caso isolato. A rischio il futuro di intere comunità"
"Dumarey non è un caso isolato. È il simbolo di una deindustrializzazione che da anni colpisce la Toscana, impoverendo il tessuto produttivo e mettendo a rischio il futuro di intere comunità" scrivono da Fiom Cgil Toscana. "Non possiamo accettare che gruppi imprenditoriali, spesso multinazionali estere, ricevano milioni di euro di risorse pubbliche e poi lascino sul territorio licenziamenti, stabilimenti in difficoltà e crisi occupazionali. L'insicurezza nasce anche da qui: quando si perde il lavoro, si indeboliscono le famiglie, i territori e la coesione sociale. Per questo servono regole che vincolino chi beneficia di fondi pubblici al rispetto degli impegni assunti. Chi arriva nel nostro Paese per fare impresa deve assumersi anche la responsabilità delle proprie scelte. Se dopo aver incassato finanziamenti pubblici decide di abbandonare il territorio, deve restituire quelle risorse e contribuire ai costi sociali che scarica sulla collettività. Le testimonianze delle lavoratrici e dei lavoratori Dumarey raccontano tutto questo. Ascoltarle significa capire cosa c'è davvero dietro una crisi industriale". Di seguito il video di Fiom Cgil.
Per il segretario della Fim Cisl Yari Auli Casucci "quanto sta accadendo è inaccettabile ma anziché scoraggiarci ci unisce ancora di più nella battaglia che continueremo a portare avanti con determinazione".
Il corteo, passato sotto il Comune, si è concluso di fronte alla prefettura di Pisa dove una delegazione è stata ricevuta da un funzionario: "Abbiamo ribadito - ha detto Angelo Capone, segretario della Fiom Cgil di Pisa - che non possiamo accettare una ristrutturazione aziendale decisa unilateralmente e senza confronto sindacale. Lo diciamo, perché l'atto di non accettare la proposta del Governo è un chiaro indirizzo a non volere un confronto con le parti sociali".
Presente alla manifestazione anche il vicepresidente del consiglio regionale, Antonio Mazzeo (Pd): "Questa mattina sono stato al presidio davanti al Comune di Pisa con le lavoratrici e i lavoratori Dumarey di Fauglia e San Piero a Grado. Dopo l’incontro in Prefettura ho parlato con le rappresentanze sindacali e ascoltato le preoccupazioni di chi sta vivendo giorni difficili, insieme alla propria famiglia. Il lavoro è dignità. È autonomia, sicurezza, possibilità di costruire il proprio futuro. Per questo, quando il lavoro viene messo in discussione, le istituzioni hanno il dovere di esserci, ascoltare e fare fino in fondo la propria parte. Oggi era importante essere lì. Al loro fianco".
