"Come sindacato dei medici di medicina generale siamo pronti a collaborare con la Regione Toscana alla realizzazione del codice di buone pratiche per affrontare le ondate di calore proposto dal presidente Giani. Il caldo non è più un’emergenza e non è più una questione soltanto ambientale: è un elemento che cambia strutturalmente la medicina territoriale”.
A dirlo è Niccolò Biancalani, segretario regionale di Fimmg Toscana, dopo che il presidente Eugenio Giani ha annunciato la realizzazione del codice regionale di buone pratiche contro le ondate di calore.
"Come Fimmg Toscana nei giorni scorsi avevamo proposto l'attivazione di un Piano Estate regionale – ricorda Biancalani -. La scelta di coinvolgere i medici di famiglia nella definizione di un codice delle buone pratiche rappresenta un primo passo importante e siamo fin da ora a completa disposizione della Regione per contribuire alla sua elaborazione. E voglio ringraziare il presidente Giani e l'assessora regionale Monia Monni per l'attenzione dimostrata nei confronti della medicina territoriale”.
"Il medico di famiglia è il professionista che conosce meglio la storia clinica, le fragilità e il contesto sociale dei propri assistiti. Per questo può individuare precocemente le persone più esposte agli effetti del caldo, monitorarle nei periodi più critici, rivalutare le terapie quando necessario e promuovere comportamenti corretti, prevenendo aggravamenti, accessi al Pronto soccorso e ricoveri. Il rapporto diretto e continuativo tra medico e paziente – sottolinea il segretario regionale di Fimmg Toscana – è uno degli strumenti più efficaci per proteggere la salute durante le ondate di calore".
“Un codice delle buone pratiche, se ben strutturato, può rappresentare un riferimento importante sia per i cittadini sia per gli operatori sanitari, inserendosi in una strategia più ampia di adattamento ai cambiamenti climatici. Le estati che stiamo vivendo dimostrano che non siamo più di fronte a un'emergenza occasionale, ma a una nuova normalità. Per questo servono strumenti permanenti di prevenzione e una medicina territoriale sempre più protagonista”, conclude Biancalani.
Fonte: Ufficio Stampa
