Sanità, Tomasi (FdI): "Nei conti del secondo trimestre un buco di 231 milioni di euro"

Alessandro Tomasi (foto gonews.it)
"Il conto economico sanitario del secondo trimestre 2026 segna un buco di 231milioni di euro. È il dato che la Regione ha trasmesso sul portale del Ministero della salute nei giorni scorsi e che io ho richiesto agli uffici regionali affinché, documenti alla mano, si possa parlare di come realmente stanno le cose in Toscana sul fronte sanitario" dice il portavoce dell’opposizione in Consiglio regionale Alessandro Tomasi.
"Questo conto economico consolidato, frutto sicuramente anche di stime - comprese quelle sul Fondo nazionale sanitario stimato prudenzialmente - che possono portare ad alcune variazioni finali, ci dice una cosa precisa e incontestabile: la Regione nel 2026 rischia di raddoppiare il buco in sanità mettendo a repentaglio la tenuta dell’intero sistema, e a dircelo sono i conti certificati della Regione" incalza Tomasi.
Che poi mette in fila i dati: "Il 2025 ha chiuso l’ultimo trimestre con un debito di oltre 293milioni di euro. Nel 2026, nei primi sei mesi dell’anno, siamo già a 231milioni di buco. Nel primo trimestre – continua - il dato era già ampiamente preoccupante, con un -165milioni. Ma da gennaio a giugno, periodo oggetto degli ultimi conti economici trasmessi al Ministero, la sanità toscana di fatto – sottolinea Tomasi - è rimasta senza un direttore generale a causa dell’incastro di poltrone interno al Pd. La nomina di Marco Torre è stata colpevolmente tardiva ed è sintomo di un problema più profondo: l’incapacità di fare delle scelte e di decidere. Ci hanno rimesso i cittadini, chi lavora nel mondo sanitario e, più in generale, la sanità pubblica".
"L’emorragia del bilancio sanitario non è mai stata così intensa. Nel 2023 il buco era di 181milioni, una cifra quasi raggiunta nei soli primi tre mesi di quest’anno. È vero che sul debito pesano anche i costi legati ai consumi - così come avvenuto con la passata crisi energetica che ha raddoppiato la spesa per riscaldamenti e elettricità nel bilancio sanitario del 2022, chiuso con 72milioni di buco - ma non è più pensabile che di fronte a questi conti una Regione non faccia niente, non programmi, non riorganizzi, non efficienti le strutture, non proceda con le alienazioni, resti con fitti passivi alle stelle, non tagli gli sprechi e non incida in alcun modo su un’emergenza ormai strutturale. La Regione ha fatto un’unica manovra: quella di alzare le tasse, ma in un pozzo senza fondo non è dato neppure sapere con esattezza dove finisca l’Irpef pagato dai cittadini" conclude il portavoce.