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Sesto Fiorentino, danneggiato acquedotto mediceo con collegamento abusivo: denunciato

Secondo quanto accertato dai carabinieri forestali l'acqua sarebbe stata utilizzata per irrigare campi e in un allevamento. Sanzioni fino a 30mila euro

Scoperto un collegamento abusivo per prelevare acqua pubblica dall'Acquedotto storico mediceo di Valcenni, nel territorio di Sesto Fiorentino, una persona è stata denunciata dai carabinieri del Nucleo forestale di Ceppeto e segnalata all'autorità giudiziaria per l'ipotesi di reato di furto aggravato. Accertato inoltre un danneggiamento della struttura storica.

Le indagini, viene spiegato in una nota dell'Arma, sono scattate a seguito della segnalazione dei residenti della località Valcenni, che avevano lamentato ripetute carenze nell’approvvigionamento idrico presso le proprie abitazioni. Nel corso delle verifiche è stata individuata una derivazione realizzata attraverso un sistema di captazione per caduta, costituito da una tubazione del diametro di circa 4 centimetri, interrata per una lunghezza di circa 200 metri e collegata direttamente alla conduttura principale dell’acquedotto.

Secondo quanto accertato dai carabinieri forestali, l’acqua sarebbe stata utilizzata per finalità irrigue e in un allevamento. Inoltre assume particolare rilievo, continuano i militari, anche il valore storico e culturale dell’infrastruttura interessata. L’Acquedotto mediceo di Valcenni, realizzato nella seconda metà del Cinquecento, era destinato originariamente ad alimentare i giardini di Villa La Pietraia e di Villa Castello. Nel corso dei secoli l’opera ha mantenuto una rilevanza storica e, ancora oggi, alcune famiglie residenti sulle colline di Sesto Fiorentino dispongono di concessioni per l’utilizzo delle acque a uso domestico.

Gli accertamenti hanno evidenziato un danneggiamento della conduttura principale dell’acquedotto, sottoposta a tutela quale bene culturale. Oltre al procedimento penale, sono state quindi contestate le violazioni amministrative previste dalla normativa in materia di derivazione e utilizzazione delle acque pubbliche: in particolare, la derivazione di acque pubbliche convogliate in un pubblico acquedotto, può comportare sanzioni amministrative da 3mila fino a 30mila euro.

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