Scritte e simboli "fascisti" sulle mura della scuola Collodi, ma erano indicazioni di cantiere: è polemica

(Foto da Fb)
Scritte e simboli "fascisti" sulle mura della scuola primaria Collodi di Porta a Lucca, a Pisa. È quanto avevano denunciato nelle scorse ore alcuni esponenti del Partito Democratico, suscitando immediate reazioni e diverse polemiche. Ma quelle scritte, alla fine, non avevano alcuna matrice neofascista: si trattava di indicazioni lasciate dalla ditta impegnata nei lavori di rifacimento della facciata dell'edificio. A far scattare l'allarme erano stati alcuni segni comparsi sui muri della scuola, tra cui una scritta che poteva essere interpretata come "sì fasci" e alcuni simboli che sembravano richiamare la simbologia fascista.
Il vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo aveva parlato di "un gesto gravissimo e intollerabile", sottolineando come fosse ancora più grave perché avvenuto "in una scuola, luogo di educazione e democrazia". Anche la senatrice del Pd Ylenia Zambito era intervenuta sulla vicenda, parlando del continuo riapparire di "riferimenti all'oscuro passato fascista" e osservando come facesse impressione che ciò avvenisse proprio nel giorno del ritrovamento del corpo di Giacomo Matteotti.
Già nella serata del 16 agosto, però, sui social alcuni esponenti e gruppi della destra pisana avevano contestato l'interpretazione delle scritte, sostenendo che non si trattasse affatto di riferimenti al fascismo, ma di semplici indicazioni legate al cantiere.
Tra i primi a sollevare il dubbio anche Pro Italia Pisa, che ha sottolineato come la scritta "Si fascia" e le frecce tracciate sui muri fossero in realtà indicazioni lasciate dagli operai impegnati nei lavori di ristrutturazione. Sulla vicenda è intervenuto anche Roberto Vannacci, con un post ironico sui social, nel quale ha attaccato il Pd per aver interpretato come fasciste delle semplici indicazioni di cantiere: "Per il PD di Pisa anche i cantieri sono fascisti - scrive -. Bonelli, Fratoianni, Bonaccini, Salis e Fiano pronti al corteo al grido 'unici stranieri i fascisti nei cantieri'".
A chiarire definitivamente l'equivoco è stato poi il consigliere comunale dem Enrico Bruni, che inizialmente aveva segnalato le scritte e che successivamente è tornato sulla vicenda. Bruni ha spiegato che quelli che potevano sembrare simboli runici erano in realtà frecce utilizzate per indicare le lavorazioni da effettuare, mentre la scritta interpretata come "sì fasci" era in realtà "si fascia", riferita ai lavori in corso sulla facciata.
Dopo il chiarimento, Mazzeo ha riconosciuto pubblicamente l'errore sui suoi canali social: "Ho commesso un errore. Può capitare. E quando capita si deve avere l'onestà di dirlo -, ha scritto, spiegando di aver pubblicato la denuncia dopo aver ricevuto la segnalazione di alcuni genitori preoccupati per una scritta che sembrava inneggiare al fascismo -. Non sarebbe stata la prima volta, purtroppo, e in questi tempi di troppe nostalgie l'allarme è scattato subito», ha aggiunto. Fortunatamente, però, "non era così". Il vicepresidente del Consiglio regionale ha poi allargato la riflessione al tema delle fake news e immagini falsificati con la IA, auspicando che la stessa attenzione riservata al suo errore venga mostrata anche quando compaiono realmente scritte di stampo fascista o nazista: "Sarebbe bello che la stessa solerzia della destra pisana, oggi così attenta a commentare questo 'errore', si manifestasse anche nel prendere le distanze senza ambiguità quando, ed è accaduto tante volte, compaiono davvero scritte inneggianti al fascismo o al nazismo", ha concluso.
Anche la senatrice Zambito ha ammesso l'errore sui social, spiegando di aver scambiato le indicazioni del cantiere per scritte di matrice fascista: "La destra pisana mi prende in giro perché ho commesso un errore, ed è giusto ammetterlo. Aver scambiato le scritte di cantiere per scritte inneggianti al fascismo è stato un errore commesso per un eccesso di preoccupazione per i rigurgiti fascisti che proliferano a Pisa e nel Paese. Quella preoccupazione che alla destra manca del tutto, tanto da tacere quando scritte simili sono comparse ed erano vere".
Anche Enrico Bruni, nel suo intervento, ha voluto distinguere l'equivoco sulle scritte della Collodi dal contesto più ampio degli episodi di matrice fascista denunciati negli ultimi mesi a Pisa. Il consigliere ha ricordato diversi episodi vandalici e intimidatori avvenuti in città, citando le scritte comparse sul muro del circolo Alberone, il raid nella zona della lapide dedicata a Franco Serantini, dove era stata disegnata una svastica, e le scritte apparse anche al Cantiere San Bernardo. "In un simile contesto, non deve stupire che l'allerta sia alta e che chi coltiva un sincero sentimento antifascista guardi con particolare preoccupazione a ogni nuovo episodio -, ha scritto Bruni -. Le scritte apparse sul muro della scuola primaria Collodi non avevano, come inizialmente temuto, un significato fascista. Erano indicazioni legate a lavori in corso. Possiamo anche sorridere dell'equivoco, ma non liquidare con battute il clima nel quale è maturato - conclude -. Riconoscere un errore non significa abbassare la guardia: Pisa ha bisogno di attenzione e di una condanna netta di ogni intimidazione fascista".