Caccia in Toscana, fauna allo stremo per caldo e siccità: 17 Associazioni chiedono lo stop

(foto di Yuri Colleoni)
Dopo aver già scritto a tutti i Comuni della Toscana, 17 Associazioni ambientaliste e animaliste scrivono adesso alla Regione, sia al Presidente Giani che al Presidente e ai Capogruppo del Consiglio Regionale, chiedendo un intervento urgente da parte dell’Istituzione regionale che posticipi almeno all’1 ottobre l’inizio della stagione venatoria e nello stesso tempo annulli anche l’apertura anticipata per alcune specie prevista ai primi di settembre.
La fauna selvatica è stremata dall’eccezionale caldo di questa estate e da una siccità gravissima.
La Regione, sulla base delle norme nazionali e regionali in materia (art. 19 LN 157/92 e art.30 e 33 LR 3/94) ha la possibilità in situazioni di particolare difficoltà ambientale di vietare o ridurre l’attività venatoria.
Quando se non oggi, di fronte all’estate più calda della storia?
Si tratta di una possibilità fondamentale offerta dalle leggi vigenti, che non è solo una possibilità, ma anche una responsabilità, laddove la Regione decidesse di non procedere in tal senso. Come Associazioni ambientaliste e animaliste chiediamo con forza ed urgenza l’intervento della Regione e confidiamo che, di fronte all’eccezionalità della crisi ambientale, la Regione sappia anteporre gli interessi di tutti, e quindi la tutela della fauna, agli interessi di pochi, cioè chi, anche di fronte a questa situazione, è pronto a tirare fuori il fucile e colpire una fauna già ridotta allo stremo.
Ciò vale senza dubbio anche per l’apertura anticipata del 2 e 6 settembre. Se qualcuno volesse obiettare che tale apertura anticipata è limitata a poche specie (storno, tortora dal collare orientale e piccione), si fa presente che, oltre al danno per le specie in questione, permettere il prelievo anche di sole poche specie determina la diffusa presenza di cacciatori in azione sul territorio regionale con conseguente impatto non solo sulle specie suddette, ma anche su tutte le altre, quantomeno per il disturbo arrecato, in una fase delicatissima del ciclo biologico dell’avifauna, quest’anno resa ancora più difficile dalle condizioni climatiche estreme. Non si può inoltre non considerare pure la possibilità di danni diretti anche sulle altre specie, per possibili abbattimenti, accidentali o volontari, anche di soggetti di specie non consentite, come si è visto per esperienza avvenire in tutti gli anni scorsi. Ricordiamo che la preapertura agli inizi di settembre è una caccia di per sé di gravissimo impatto e che pertanto non dovrebbe essere mai permessa, a maggior ragione in una estate come quella attuale.
Per quanto riguarda il posticipo dell’apertura generale al giorno 1° ottobre, si fa presente come l’utilità e l’opportunità di una scelta di questo tipo è già stata più volte proposta dall’ISPRA anche indipendentemente da situazioni climatiche eccezionali. A maggior ragione tale disposizione diventa necessaria in un quadro di siccità estrema come l’attuale.
Le Associazioni, e tanti, tantissimi cittadini con loro, aspettano adesso la risposta della Regione.
Fonte: CABS, ENPA, GrIG, Italia Nostra, LAC, LAV, Legambiente Toscana, LIPU, ONDA, WWF, Amici del Padule di Fucecchio per la Biodiversità, Associazione Tutela Toscana Piccioni, C.A.A.R.T., CERM, Gabbie Vuote odv, Giardino dei Fenicotteri ETS, Gruppo Adorno Odv Toscana - Uffici Stampa