Mps lancia la grande offensiva del credito: due OPS su Banco Bpm e Banca Generali da 34 miliardi

Banca Monte dei Paschi di Siena ha annunciato la promozione di due offerte pubbliche di scambio (OPS) volontarie, contestuali e parallele, per acquisire l’intero capitale di Banco Bpm e Banca Generali. L'operazione complessiva mette sul piatto un controvalore di circa 34 miliardi di euro, suddiviso in 25,3 miliardi di euro per la banca guidata da Giuseppe Castagna e circa 8,72 miliardi di euro per l'istituto del gruppo Generali.
Le condizioni e concambi previsti
Nel dettaglio, per quanto riguarda Banco Bpm, la proposta si configura come una combinazione "tra pari a valori di mercato" senza la previsione di un premio, mettendo sul piatto 1,567 nuove azioni del Monte per ciascun titolo della banca milanese. Diversamente, per Banca Generali il rapporto di cambio è stato fissato a 6,958 azioni Mps per ogni titolo assegnato, incorporando un premio del 10% rispetto ai prezzi ufficiali rilevati il 19 agosto scorso.
A corredo dell'operazione, il piano illustrato da Mps include una ricca remunerazione per i propri azionisti. È prevista infatti la "distribuzione di 4 miliardi di euro a favore degli azionisti Mps" a titolo di dividendo straordinario (pari a 1,208 euro per azione), corrisposto per 1 miliardo in cassa e per 3 miliardi tramite l'assegnazione di azioni Assicurazioni Generali (pari a circa il 4,5% del capitale del Leone di Trieste). Il piano stimerebbe inoltre 15 miliardi di dividendi complessivi nel quinquennio 2026-2030.
La mappa del nuovo gruppo e il razionale industriale
Qualora le offerte dovessero registrare un'adesione totalitaria, la nuova compagine sociale vedrebbe gli attuali azionisti di Mps detenere il 50,1% del nuovo gruppo, i soci di Banco Bpm il 37,2% e quelli di Banca Generali il 12,7%. L'aggregazione darebbe vita alla seconda realtà bancaria italiana per sportelli e impieghi alla clientela, posizionandosi tra i primi dieci gruppi nell'intero contesto europeo.
Mps ha sottolineato come la mossa sia "un progetto industriale di rilevanza sistemica volto a costituire un gruppo finanziario italiano più forte, più competitivo e più resiliente, con oltre euro 810 miliardi in total financial assets". Nella comunicazione ufficiale inviata alle autorità, Mps specifica che l'integrazione "garantirà l'integrità e la salvaguardia dei rispettivi brand, delle sedi storiche, del radicamento territoriale".
Le parole dell'Amministratore Delegato Luigi Lovaglio
Durante la conference call tenutasi con gli analisti finanziari, il CEO di Mps, Luigi Lovaglio, ha definito la manovra come una scelta di crescita e stabilità condivisa. "Sono profondamente convinto che le caratteristiche di questo progetto consentiranno di portare avanti questa operazione in modo amichevole perché crea moltissimo valore", ha dichiarato Lovaglio, rimarcando come Monte Paschi rappresenti "il partner naturale per un'aggregazione non ostile" poiché "il nostro modello crea valore attraverso l'integrazione, non attraverso lo spezzatino, come l'abbiamo chiamato".
Il top manager ha sottolineato la dimensione strategica e la solidità dell'entità integrata: "Stiamo creando un gruppo italiano più forte, di rilevanza europea, radicato nell'economia nazionale e pronto a competere in un settore in continua evoluzione".
Lovaglio ha inoltre confermato che "le due offerte non sono condizionate l'una all'altra" e che il Monte procederà anche a valutare una potenziale fusione con Mediobanca.
Reazioni dei mercati e tempistiche dell'operazione
Accolta con cautela da Piazza Affari, la notizia ha registrato in mattinata un rialzo dello 0,4% per Mps, a fronte del calo di Banco Bpm (-0,3%) e Banca Generali (-1,9%). Sul fronte degli azionisti di rilievo, Credit Agricole — principale socio di Banco Bpm con il 29,3% — non ha rilasciato commenti.
L'efficacia finale delle due offerte sarà condizionata al raggiungimento di una soglia minima di adesione pari al 50% del capitale più un'azione. Il calendario prevede l'approvazione dell'assemblea straordinaria dei soci Mps convocata per il prossimo 29 ottobre, con la previsione di chiudere le operazioni di scambio "entro metà febbraio 2027", una volta ottenute le dovute autorizzazioni da parte degli organi regolatori.