Presentata la collana "Rivoluzione appenninica" a Sambuca Pistoiese

Dalla montagna perduta alla montagna ritrovata, per una nuova centralità dell’Appennino, spina dorsale del Paese: può essere sintetizzato così il senso di Rivoluzione appenninica, una iniziativa nata dal basso e raccolta da un gruppo di studiosi e operatori territoriali, una rete che aspira a diventare laboratorio e movimento per tutto l’Appennino. Partito da "Terra Selvaggia" e "Amo la Montagna", associazioni dell’Appennino pistoiese, il progetto riguarda i problemi dell’abbandono e della possibile rinascita delle terre alte: dalla drammatica perdita di patrimonio umano, storico e ambientale al danno irreparabile che questo comporta anche per le zone a valle e per le realtà metropolitane. Martedì 25 agosto, a partire dalle 18, nei locali dell’Ostello a Sambuca Castello, alcuni membri del gruppo di Rivoluzione Appenninica presenteranno una collana editoriale, fuori dagli schemi, fatta di piccoli "Quaderni" che offrono analisi e proposte, integrando l’approccio culturale con pratiche di resistenza e di rigenerazione, in modo che la voce della montagna arrivi fino alla "grande politica", oggi lontana dalla vita di vecchi e nuovi montanari.
Al primo volume, Resistere per il futuro degli Appennini (2025) di Marco Breschi e Giovanna Gonano, che offre un quadro crudo della demografia montana e, più in particolare, di quella delle Montagne Pistoiesi, seguirà quello di Ugo Bugelli e Maurizio Ferrari, Il castagno dono del passato e risorsa per il futuro, frutto dai molti usi e centrale per le zone montane; poi sarà la volta della Montagna che conta, una contabilità dei servizi ecosistemici proposta da Massimo Rovai.
Le rivoluzioni non si fanno con le parole, ma con le azioni. I libri possono essere al tempo stesso parola e azione: e la poesia ancor di più. Ecco, dunque, la ragione, profonda e forte, della presenza di Azzurra D’Agostino, voce poetica dell’Appennino tosco-emiliano, che aiuterà a cogliere il carattere unitario tra mondo naturale, boschi, fiumi, animali, e la comunità.
Rivoluzione Appenninica è nata alla Sambuga – come la chiamano gli abitanti locali – comune policentrico delle nostre montagne che condivide con tante altre terre dell’Appennino l’assenza o l’estrema scarsità di servizi (medico, scuole, banche, benzinai, negozi, trasporti, cinema …), la rarefazione delle attività produttive e delle opportunità lavorative, lo spopolamento e l’invecchiamento della popolazione. Eppure, le terre alte con il loro alto grado di naturalità sono depositarie di storie e risorse, paesi e paesaggi, beni culturali e prodotti, tempo, spazio e silenzio.
Da qui è nata la spinta, un proclama di rivoluzione che inviti i politici a rimettere i territori montani al centro delle strategie e delle azioni. Il programma di Rivoluzione Appenninica è quello di indicare le possibilità di riabitare la montagna, a partire dall’analisi di quello che è successo, da una marginalità voluta che non è colpa del destino, da quello che si potrebbe fare e non si fa. Ma per riabitare o, per chi è rimasto, di continuare a farlo ci vogliono i servizi e i diritti essenziali alla vita.
"Oggi, purtroppo, per le popolazioni dell’Appennino i nemici sembrano essere le istituzioni e la politica che le sorregge, viste come responsabili di una privazione dei diritti fondamentali, accusate di disinteresse e di lontananza, spesso incapaci di lenire le condizioni di disagio territoriale e sociale – sottolineano i promotori del progetto -. Occorre recuperare un rapporto, una rappresentanza, una consapevolezza che si è progressivamente perduta, spenta dalla logica del numero e dell’algoritmo secondo la quale mantenere o ripristinare i servizi per le comunità di montagna, sarebbe una spesa. Invece dovremmo considerarlo un investimento per produrre uguaglianza, che resta il valore centrale, seppure ancora disatteso, della Costituzione Italiana. Anche per questo – concludono - si spera di avere tra noi, su a Castello, coloro che sono chiamati ad indirizzare e tracciare le linee della politica a livello territoriale".
Fonte: Ufficio stampa