Inaugurazione del Cippo a Gino Cecco e Domenico Lombardo, i due partigiani uccisi il 24 agosto 1944

E’ stato inaugurato domenica pomeriggio 23 agosto il cippo in memoria dei partigiani Gino Cecco e Domenico Lombardo, nel piazzale del cimitero di Campiglio.
Gino Cecco e Domenico Lombardo erano due combattenti partigiani fucilati dai tedeschi in località “boscone”, fra Campiglio e Valenzatico, il 24 agosto 1944.
Il monumento viene posto nel piazzale del cimitero di Campiglio, luogo dove i cittadini della frazione, 82 anni fa, sistemarono provvisoriamente i cadaveri dei due partigiani in attesa che i famigliari riportassero i corpi a casa.
Alla cerimonia, allietata dalle note del gruppo musicale “I Cantografi”, oltre alle autorità, le istituzioni e le associazioni, era presente anche una rappresentanza del Liceo Artistico “P.Petrocchi” di Pistoia – sede di Quarrata.
Il monumento inaugurato domenica nasce dalla collaborazione tra ANPI sezione Quarrata e il Liceo Artistico “P.Petrocchi” di Pistoia – sede di Quarrata, con il patrocinio di Città di Quarrata e Regione Toscana, il contributo di Banca Alta Toscana, la collaborazione della Diocesi di Pistoia e della Parrocchia di Santo Stefano di Campiglio, ed è stato pensato dalla 4ªG del Liceo Artistico “P. Petrocchi” di Pistoia – sede di Quarrata.
Un’apposita commissione ha poi scelto, tra tutti i bozzetti presentati dai ragazzi nell’ambito del concorso “Io non ho paura”, quello di Agnese Costantini come progetto vincitore. Questi tutti gli studenti che hanno partecipato: Matteo Baiocchini, Noemi Carlini, Jacopo Cianci, Alessia Cosci, Agnese Costantini, Cornel Frumuzachi, Giada Giuranna, Serena Hu, Giulia Jia, Jessica Lu, Sushma Lucci, Caterina Mastropasqua, Alessio Mauro, Alessio Paoletti, Azzurra Tagliaferri, Virginia Tilli coordinati dal professore Nicolò Lorenzi e il supporto della professoressa Angela Borselli.
Il monumento si pone come un segno fisico permanente sul territorio, pensato per rendere viva e tangibile la memoria storica della Resistenza trasmettendola alle future generazioni.
L'opera è composta da due grandi lastre in marmo ad andamento verticale, tagliate con forme geometriche e spezzate che svettano verso l'alto. Sulla lastra di sinistra è inciso il nome del partigiano Domenico Lombardo.
Sulla lastra di destra è inciso il nome del partigiano Gino Cecco.
L’intero monumento poggia su una base circolare circondata da una fascia in bronzo che reca incisa la scritta “Caddero ribelli in onore della tua libertà”.
“I valori dell'antifascismo si dimostrano con le parole, ma soprattutto con i fatti – sottolinea il Sindaco di Quarrata Gabriele Romiti - La straordinaria risposta e creatività dimostrata dagli studenti dimostra come la memoria della Resistenza non sia un semplice ricordo del passato, ma un impegno vivo e condiviso per difendere la libertà ogni giorno. Grazie a questo monumento, fortemente voluto dall’amministrazione comunale e da ANPI Quarrata, la creatività degli studenti è diventata un segno permanente per tramandare la storia della Resistenza”.
“Questo è il primo monumento esplicitamente legato alla Resistenza sul territorio comunale di Quarrata – afferma Piergiorgio Pacini, presidente ANPI Quarrata - Un monumento che rappresenta l’universale lotta degli Italiani contro la dittatura Fascista. «Non ho avuto paura», scriveva Domenico Lombardo nella lettera d’addio ai genitori poco prima di morire fucilato: a noi oggi spetta la volontà di non avere tentennamenti nel difendere la nostra Democrazia Costituzionale. Grazie a tutti perché questo monumento non rappresenta solo la nostra storia recente, ma è qui per ricordare dove è iniziata la nostra storia democratica e sarà da stimolo per lavorare a un futuro di solidarietà e pace”.
Alcuni cenni su Gino Cecco e Domenico Lombardo
(raccolti dal consigliere comunale Antonio Guidotti, grazie alle testimonianze di Ilio Gori, Fiorenzo Gori e Silvana Guidotti):
Partigiano nato a Palermo, Domenico Lombardo (detto “Mimmo”) era stato fatto prigioniero nelle colline del Montalbano e incarcerato nella frazione di Campiglio di Quarrata insieme ad un gruppo di altri partigiani. Alcuni di essi riuscirono a fuggire.
Mimmo Lombardo invece fu fucilato dai tedeschi (insieme al partigiano Gino Cecco, originario della provincia di Modena) nella zona tra Valenzatico e Campiglio nota come il “boscone”.
Prima di essere ucciso Mimmo Lombardo chiese la possibilità di un conforto religioso, ma gli fu negato dandogli soltanto la possibilità di scrivere un’ultima lettera d’addio.
Fonte: Comune di Quarrata - Ufficio Stampa