Arci: "La Toscana è terra di accoglienza, non c’è posto per un Cpr"

Arci Toscana ribadisce la propria contrarietà alla realizzazione di un Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) in Toscana, dopo il ritorno del tema nel dibattito politico regionale. A intervenire è stato il presidente dell'associazione, Simone Ferretti, a margine della presentazione del 32/o Meeting internazionale antirazzista a Firenze.
"La Regione in questi anni ha fatto un grandissimo lavoro nei porti per dare accoglienza e dignità a delle persone che scappano da teatri di guerra, ma anche da situazioni umane sociali molto difficili. Noi crediamo di essere, come sempre, un luogo di accoglienza e una terra nella quale non c'è posto per un Cpr, né in Lunigiana né altrove", ha dichiarato Ferretti.
La questione era tornata al centro dell'attenzione dopo le dichiarazioni dell'esponente di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli, che aveva ribadito la volontà del Governo di realizzare un Cpr in ogni regione, compresa la Toscana.
Alla posizione del Governo si è contrapposto il nuovo no del presidente della Regione Eugenio Giani. Sul tema è intervenuta anche l'assessora regionale alla Promozione dei diritti umani, Alessandra Nardini, che ha ribadito la contrarietà dell'amministrazione regionale.
"Il modello toscano è quello dell'accoglienza diffusa, il nostro è un no convinto" all'ipotesi di un Cpr sul territorio regionale, ha affermato Nardini, estendendo la posizione anche ai centri presenti nel resto del Paese. Secondo l'assessora, infatti, i Cpr sono "luoghi dove vengono negati e calpestati dignità e diritti umani fondamentali".