Fondazione Meyer, Carrai lascia la presidenza. Giani: "Sarà persona autorevole", critiche da FI

Marco Carrai non sarà più alla guida della Fondazione Meyer dopo mesi di polemiche legate soprattutto alle contestazioni del movimento Pro-Palestina, che hanno riguardato anche la sua appartenenza alla comunità ebraica e il suo ruolo di console onorario di Israele. Al suo posto è stato indicato Luigi Salvadori.
La successione è stata commentata dal presidente della Toscana Eugenio Giani, che ha invitato a non accelerare i tempi della nomina, in vista dell'insediamento di Federico Gelli come nuovo direttore generale dell'ospedale pediatrico fiorentino, previsto per il primo settembre.
"Direi di non correre, perché Federico Gelli, che sarà il nuovo direttore generale del Meyer entrerà in funzione il primo settembre" e "dovrà affrontare tutta una serie di aspetti legati sul suo insediamento. E fra questi ci sarà anche la composizione della rosa della Fondazione", ha spiegato Giani.
Il presidente della Regione ha ricordato il ruolo della Fondazione Meyer, che nell'ultimo bilancio ha portato all'ospedale pediatrico oltre 16 milioni di euro attraverso donazioni di privati, istituzioni e attività di beneficenza.
"La scelta del successore di Carrai, indubbiamente è importante, ma non è il primo dei 'problemi' che Gelli dovrà affrontare. Quindi avrà i suoi tempi, ci saranno le nomine per questo consiglio di amministrazione e sicuramente sarà una persona autorevole", ha aggiunto Giani.
La vicenda ha provocato anche la reazione di Forza Italia. Il capogruppo in Consiglio regionale Marco Stella ha definito la mancata riconferma di Carrai "una vergognosa epurazione di stampo comunista", sostenendo che la decisione sia riconducibile anche alla sua posizione di console onorario di Israele.
"Carrai viene cacciato soltanto perché è console onorario di Israele", ha affermato Stella, aggiungendo: "si può contestare il Governo attuale ma non mettere in discussione lo Stato di Israele".
Stella ha inoltre rivolto un appello proprio a Luigi Salvadori, chiedendogli di non accettare l'incarico: "Chiediamo a Luigi Salvadori di non accettare l'incarico, conosciamo la sua storia, i suoi valori liberali e la sua correttezza, se dovesse accettare sarebbe complice di questa vergognosa epurazione".