Tra le tante occasioni da sfruttare che abbiamo sul nostro territorio, il passaggio della Via Francigena è forse quella più importante per storia, identità e potenzialità. Oggi il passaggio dei pellegrini non rappresenta certo la ricchezza che ha rappresentato nel corso dei secoli per le città più o meno grandi presenti sul percorso, ma è comunque una preziosa occasione di sviluppo di un tipo di turismo che non potendo ovviamente contare sui numeri delle città a noi vicine, deve puntare sulla qualità e la genuinità del nostro territorio.
I pellegrini "moderni" sono mossi da un sentimento religioso, ma anche dalla voglia di scoprire nuovi luoghi, viaggiare, conoscere e rinfrancarsi dalle fatiche giornaliere. Il fatto di non essere tappa di arrivo è purtroppo molto limitante e nonostante l'offerta che tanti privati cittadini mettono a disposizione, la stragrande maggioranza degli avventori allunga di pochi chilometri e conclude la tappa canonica a San Miniato.
Per la nostra comunità il tema è ormai più che pluriventennale quando alla fine degli anni 90 ci si preoccupò di attirare investimenti per la messa in sicurezza del tratto gallenese che è quello che dà il benvenuto a chi parte da Altopascio. Da allora tantissimi proclami, progetti e investimenti della cui effettiva ricaduta sul territorio possiamo effettivamente interrogarci. Recentemente ci sono state revisioni del tracciato creando anche alternative alla storica via diretta Galleno-Ponte a Cappiano-Fucecchio; provvedimenti che, nella mente di chi li ha ideati dovevano servire allo sviluppo del turismo sul nostro territorio, ma è andata davvero così? Siamo stati poi in grado di gestire qusti flussi nel migliore dei modi?
Se ci limitiamo agli ultimi due anni dell'attuale amministrazione, cosa si è riusciti a fare? Sicuramente non siamo i soli ad aver visto passare nei mesi di luglio e agosto centinaia di pellegrini che restavano nella nostra città a malapena i minuti necessari per attraversare il centro cittadino e per scattarsi una foto.
Le celebrazioni dei cammini storici vanno sicuramente bene se a queste poi viene data una continuità nelle azioni: servono eventi ed iniziative per far vivere realmente un itinerario culturale preziosissimo come quello della Francigena e per sfruttarne il valore connettivo con altri territori e farlo diventare un concreto volano di promozione e di sviluppo per Fucecchio e le sue frazioni. Non dimentichiamoci che tornare a curare il tratto che attraversa le Cerbaie sarebbe un grande deterrente per le ormai purtroppo note attività criminose che si sviluppano in questi boschi. Esempio lampante di poca attenzione sono le scalette di Sant'Antonio, porta di ingresso della Francigena nel centro storico ad oggi ancora incompiute rimandando (forse) la tanto decantata valorizzazione di questa parte del centro storico alla prossima stagione turistica della primavera del 2027.
Ribadiamo la disponibilità a supportare l'amministrazione sull'argomento e preannunciamo la presentazione di alcuni atti a riguardo così come avevamo proposto in campagna elettorale.
Vittorio Picchianti - Capogruppo in Consiglio Comunale a Fucecchio per Fratelli d'Italia
