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Liberazione Sesto Fiorentino, Tombelli (Aned): "La scuola deve costruire coscienza critica"

Lorenzo Tombelli, presidente Aned Firenze

L'intervento nell'82esimo anniversario della Liberazione

“Una scuola repubblicana non deve plasmare identità obbedienti, ma formare cittadini capaci di comprendere la storia, esercitare il proprio giudizio e riconoscere le responsabilità”. È questo il messaggio lanciato da Lorenzo Tombelli, presidente di Aned Firenze, intervenendo a Sesto Fiorentino per l’82esimo anniversario della Liberazione, con un duro riferimento alle nuove linee guida per l’insegnamento della storia promosse dal ministro Giuseppe Valditara. “Non possiamo chiedere ai nostri ragazzi di amare la Repubblica attraverso una cultura che mette al centro la forza delle armi. Una scuola democratica deve fornire gli strumenti per capire il passato, leggere il presente e costruire una coscienza critica”.

Da qui, per Tombelli, il tema della memoria torna inevitabilmente all’attualità. “Il fascismo non è imploso. È stato sconfitto da donne e uomini che scelsero di organizzarsi, disobbedire e combattere”. E proprio per questo, ha sottolineato, “non dobbiamo aspettarci che torni con la camicia nera: occorre saper riconoscere la sua sostanza politica, quando svaluta la democrazia, esalta l’uomo forte, trasforma il diverso in un nemico e queste pulsioni diventano cultura politica, organizzazione e consenso”.

Un richiamo anche al disegno di legge sull’antisemitismo, sul quale Tombelli mette in guardia da “un rischio politico molto preciso”. “Combattere l’antisemitismo è un dovere della Repubblica, ma non possiamo accettare che la lotta all’antisemitismo diventi il pretesto per mettere sotto accusa chi manifesta, chi dissente, chi denuncia le responsabilità del governo israeliano e ciò che accade a Gaza. Una democrazia non si difende restringendo il diritto di protesta, bensì garantendo che anche le posizioni più scomode possano essere espresse nel rispetto della legge”.

Tombelli ha quindi richiamato il significato dell’anniversario anche attraverso la vicenda delle donne della Costituente. “La Costituzione non è la fotografia dell’Italia del 1948, ma un progetto e una promessa che ogni generazione deve misurare con la realtà”.

A chiusura dell’intervento, lo sguardo rivolto alle generazioni future. “Ottantadue anni fa una generazione ha avuto il coraggio di scegliere. Quando tra ottant’anni qualcuno ricorderà questa stagione, che cosa dirà di noi? Dirà che abbiamo guardato la storia da lontano, aspettando che fossero altri a difendere la libertà, oppure che, quando anche il nostro tempo ci ha chiesto di scegliere, abbiamo scelto di esserci?”. “È questa – ha concluso Tombelli – la vera eredità della Resistenza: non un ricordo da celebrare, ma una scelta che ogni generazione è chiamata a rinnovare”.

Fonte: Aned Firenze

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