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L'assessora Monni in visita a Cisanello tra eccellenze e sanità pubblica

Monni: "Dobbiamo tenere insieme il sistema sanitario più pubblico d'Italia, innovare e capire dove ci sono le eccellenze da spingere ulteriormente in avanti"

L'assessora regionale a sanità e politiche sociali Monia Monni è tornata a Pisa, in Aoup, per conoscere di persona alcune delle principali linee diagnostico-terapeutiche più innovative dell'Azienda ospedaliero-universitaria pisana, da anni punto di riferimento nazionale e internazionale per ricerca, assistenza e cura delle malattie complesse. Come spiegato in una nota della Regione Toscana, la visita, accompagnata dalla direttrice generale dell'Aoup Katia Belvedere, è servita anche per incontrare i professionisti sanitari e confrontarsi con loro sullo sviluppo di politiche orientate ai bisogni delle persone e all'universalità delle cure.

Il primo passaggio della visita è stato nelle sale dell'elettrofisiologia dell'Unità operativa di Cardiologia 2, dove operano le équipe di aritmologi interventisti che ricevono pazienti da tutta Italia per la cura dei disturbi del ritmo cardiaco (bradicardia, tachicardia, extrasistolia, flutter, blocchi), per la cura alternativa ai farmaci della fibrillazione atriale (con ablazione, cardioversione, impianto di dispositivi regolatori del ritmo cardiaco) e soprattutto, come spiegato da Aoup, per l'impianto di elettrocateteri cardiaci (pacemaker, defibrillatori, impianti di resincronizzazione cardiaca) e la rimozione di quelli infetti o malfunzionanti mediante approcci venosi multipli, con un metodo pionieristico nato a Pisa - il "Pisa approach" - poi copiato in tutto il mondo per la sua efficacia.

La delegazione si è poi spostata nell'Unità operativa di Radiologia interventistica, dove si trova uno degli angiografi di ultima generazione acquisiti di recente con i fondi Pnrr. Qui, come riferisce Aoup, si effettuano da anni procedure di alta tecnologia come rivascolarizzazioni periferiche endovascolari per salvataggio d'arto in pazienti con ischemia critica ulcerativa, shunt porto-sistemici trans-giugulari in pazienti cirrotici scompensati in attesa di trapianto, interventi di radioembolizzazione trans-catetere in pazienti oncologici, drenaggi biliari, embolizzazioni di arterie lesionate o di aneurismi viscerali, embolizzazioni innovative per l'ipertrofia prostatica e i fibromi uterini, oltre agli esami radiologici di routine. Nell'intero Dipartimento di medicina radiologica, nucleare e di laboratorio si contano, fra le grandi apparecchiature di ultima generazione, sette angiografi, nove Tc e cinque risonanze magnetiche, di cui una da 1.5 Tesla.

All'assessora è stato inoltre illustrato il progetto CARtoALL, come spiegato in una nota dalla Regione Toscana: uno studio multicentrico finanziato da Aifa di cui l'Aoup, con l'Ematologia, è capofila insieme all'Università di Pisa, in collaborazione con l'Irccs Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori "Dino Amadori" di Meldola e l'Università di Bologna, per sviluppare la prima terapia Car-T italiana per la cura della leucemia linfoblastica acuta T e dei linfomi periferici a cellule T recidivati o refrattari.

Spazio poi alla Farmacia ospedaliera dell'Aoup, con l'attività galenica clinica svolta al Santa Chiara per l'allestimento di terapie onco-ematologiche e i progetti innovativi di efficientamento del flusso gestionale dei medicinali. L'incontro si è infine concentrato sulle malattie rare, ambito in cui la Toscana ha da anni un ruolo di leadership: come precisa Aoup, l'azienda partecipa con molti professionisti e strutture alle European Reference Network (Ern), ed è in particolare centro di coordinamento europeo della Ern ReCONNET, la rete di riferimento per le malattie rare e complesse del tessuto connettivo e muscoloscheletriche, attraverso l'Unità operativa di Reumatologia, con attualmente otto membri attivi anche nei settori delle malattie respiratorie, neuromuscolari, ossee, neurologiche, endocrino-metaboliche e dei tumori della tiroide, dell'osso e dei tessuti molli dell'adulto.

"Questa visita, come le altre nelle varie Aziende che sto facendo dall'inizio della legislatura, è per toccare con mano quali sono le eccellenze del presidio pisano. Stiamo infatti ragionando su come fare per riuscire a mantenere insieme il sistema sanitario più pubblico d'Italia, con il paziente sempre più al centro del percorso di cura e in un'ottica di lavoro sempre più multidisciplinare. Per farlo dobbiamo efficientare il sistema sanitario pubblico spingendo ancora di più in avanti dove ci sono le eccellenze - quindi investire, continuare a crescere sull'innovazione e la tecnologia - e razionalizzare dove ci sono invece funzioni duplici, in modo che tutta la rete possa offrire una risposta di altissima qualità a tutte e tutti", ha dichiarato l'assessora Monia Monni.

Mazzeo: "Cisanello può diventare uno dei grandi poli d'Europa, ora bisogna investire su tecnologie e professionisti senza tagliare servizi"

"La Regione Toscana ha avuto un ruolo fondamentale nella trasformazione di Cisanello e continuerà ad averlo nella nuova fase che abbiamo davanti. In questi anni abbiamo investito centinaia di milioni di euro per costruire le condizioni perché Pisa possa avere uno dei grandi poli ospedalieri d’Europa. Adesso la sfida è riempire questo investimento di tecnologie, competenze, ricerca e professionalità". Lo dichiara Antonio Mazzeo, vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, che oggi ha partecipato insieme all’assessora regionale alla Sanità Monia Monni alla visita all’Azienda ospedaliero-universitaria pisana.

"Ringrazio l'assessora Monni per aver voluto essere qui a Cisanello e per l’attenzione che sta dedicando alle eccellenze della sanità pisana. È importante che questa nuova fase parta dall’ascolto diretto di chi ogni giorno lavora negli ospedali e dalla conoscenza delle tante esperienze di altissimo livello che già esistono nella nostra sanità". "Un grande ospedale – prosegue Mazzeo – non è fatto soltanto di mura. È fatto prima di tutto delle persone che ci lavorano, delle loro competenze, della qualità della ricerca e delle tecnologie che mettiamo a loro disposizione. Per questo dobbiamo avere un’ambizione molto chiara: quando il nuovo Cisanello sarà pienamente operativo, tra il 2027 e il 2028, deve poter contare sulle migliori tecnologie e deve essere capace di attrarre e valorizzare i migliori professionisti".

Secondo Mazzeo, "Pisa ha tutte le caratteristiche per diventare sempre di più uno dei luoghi nei quali si costruisce la sanità del futuro, mettendo insieme assistenza di altissimo livello, università, ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico. Le eccellenze che abbiamo visto anche oggi devono essere sostenute, messe in rete e fatte crescere. Questa non è soltanto una partita pisana: è una scelta strategica per tutta la sanità toscana".

"Anche quando parliamo di riorganizzazione e razionalizzazione – aggiunge – dobbiamo avere chiaro l’obiettivo: non tagliare servizi, ma utilizzare meglio le risorse per aumentare la qualità delle cure. Se riusciamo a eliminare inefficienze e sovrapposizioni possiamo investire di più sulle tecnologie, sulle professionalità e sui servizi che producono realmente valore per i cittadini".

"E dobbiamo tenere insieme due obiettivi che non sono affatto alternativi: avere grandi poli di eccellenza capaci di competere a livello europeo e, contemporaneamente, rafforzare la sanità territoriale, ridurre i tempi di attesa e dare risposte più rapide alle persone. È questa la forza del servizio sanitario pubblico e universalistico che la Toscana deve continuare a difendere e innovare".

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