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Mps, consiglio comunale su salvaguardia della banca: "Questione di rilevanza nazionale"

Presenti istituzioni locali, regionali e parlamentari, organizzazioni sindacali e categorie economiche. Sindaco Fabio: "Siena considera irrinunciabile l’integrità della banca. Crescere senza perdere forza, autonomia e competitività"

"In coerenza con la mozione approvata dal Consiglio comunale di mercoledì 24 giugno, torniamo a occuparci di Banca Monte dei Paschi, sulle iniziative istituzionali a salvaguardia della banca e del suo legame e radicamento con Siena e il territorio". Così il presidente del Consiglio comunale, Davide Ciacci, ha aperto questa mattina, mercoledì 2 settembre, la seduta straordinaria del consiglio comunale monotematico di Siena sul futuro di Banca Monte dei Paschi.

All’ordine del giorno del Consiglio, spiega in una nota il Comune, le iniziative istituzionali a salvaguardia della Banca Monte dei Paschi di Siena spa e del suo legame e radicamento con Siena e il territorio. Presenti alla seduta istituzioni locali, parlamentari, consiglieri regionali, rappresentanti delle organizzazioni sindacali, delle categorie economiche e dei lavoratori del territorio. Il presidente Ciacci ha letto in apertura una lettera di ringraziamento firmata dal presidente di Banca Monte dei Paschi, Cesare Bisoni. La scorsa settimana si è tenuto l'incontro al Mef con il ministro dell'economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti alla presenza del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, della sindaca di Siena Nicoletta Fabio e della presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti.

Sindaco Nicoletta Fabio: "Integrità di Monte dei Paschi questione di rilevanza nazionale"

“Siena considera irrinunciabile la tutela dei lavoratori e delle professionalità, il mantenimento in città delle funzioni direzionali, strategiche e operative, la tutela del marchio Monte dei Paschi di Siena, il radicamento territoriale, la salvaguardia dell'autonomia e dell'integrità della Banca, la tutela del suo straordinario patrimonio storico, artistico, archivistico e culturale”. Il Sindaco di Siena, Nicoletta Fabio, è intervenuto questa mattina, mercoledì 2 settembre, in apertura della seduta straordinaria monotematica del Consiglio comunale di Siena nella Sala del Capitano del Popolo del Civico Palazzo. “Credo che la vostra presenza così ampia e autorevole in quest’aula – ha esordito il Sindaco rivolgendosi agli ospiti presenti in Consiglio - rappresenti qualcosa di molto significativo: il futuro del Monte dei Paschi di Siena non riguarda soltanto una banca, non riguarda soltanto il Comune di Siena e non riguarda soltanto la Toscana. Riguarda un patrimonio economico, industriale, professionale e sociale che appartiene al sistema Paese. Ed è questo il punto dal quale vorrei partire. Noi non siamo qui per sostituirci agli azionisti. Non siamo qui per decidere operazioni che spettano al mercato, agli organi societari e alle Autorità di vigilanza. Non siamo qui per fare i banchieri. Le istituzioni però, come ho già detto nei giorni scorsi, non possono limitarsi ad assistere in silenzio a decisioni capaci di produrre conseguenze profonde sul lavoro, sul credito, sull'economia reale, sui territori e sulla permanenza in Italia di importanti centri decisionali. La politica non deve fare il banchiere. Ma le istituzioni hanno il dovere di tutelare il bene comune. È la linea che ho seguito fin dall'inizio di questa vicenda e che confermo oggi”.

Il Sindaco ha quindi ricostruito tutti i passaggi istituzionali effettuati. “L'8 giugno – ha detto -, quando cominciarono a delinearsi i nuovi scenari intorno al Monte dei Paschi, dissi che Siena non poteva essere considerata una variabile indipendente. Due giorni dopo, il 10 giugno, proposi pubblicamente la costituzione di un tavolo interistituzionale territoriale, coinvolgendo Comune, Provincia, Regione, consiglieri regionali e parlamentari, perché ritenevo e ritengo tuttora necessario costruire una voce comune capace di rappresentare gli interessi del territorio nelle sedi competenti. Il 12 giugno, insieme alla Presidente Carletti e al Presidente Giani, abbiamo iniziato quel percorso comune. E il 24 giugno questo Consiglio comunale fece un passo ancora più importante: approvò all'unanimità una mozione che individuava con grande chiarezza ciò che Siena considera irrinunciabile: la tutela dei lavoratori e delle professionalità; il mantenimento a Siena delle funzioni direzionali, strategiche e operative; la tutela del marchio Monte dei Paschi di Siena; il radicamento territoriale; la salvaguardia dell'autonomia e dell'integrità della Banca; la tutela del suo straordinario patrimonio storico, artistico, archivistico e culturale. E soprattutto stabilimmo un principio che ritengo fondamentale: il marchio non può essere separato dal contenuto industriale che gli dà valore. Ed è importante ricordarlo oggi, perché in una vicenda così complessa la forza più grande che possiamo mettere in campo è proprio questa: l'unità delle istituzioni e della comunità senese sugli interessi fondamentali da tutelare. Da allora gli scenari sono cambiati più volte e probabilmente continueranno a cambiare ancora. Interviste dell’ultimo momento, correttivi in corsa in base a questo o a quell’articolo di finanza internazionale, precisazioni, pareri di esperti e società di advisor, è successo di tutto e di tutto ancora accadrà. Non mi presto ai commenti minuto per minuto di questa o di quell’uscita. Non l’ho fatto finora e non lo farò in futuro perché deve essere chiaro quale è l’obiettivo finale delle Istituzioni. E so riconoscere le interviste dell’ultimo minuto per correggere errori di impostazione”.

“Il Cda del Monte dei Paschi – ha evidenziato il Sindaco – ha assunto nuove iniziative industriali e oggi sul mercato esistono proposte e prospettive diverse. Il 21 agosto la Banca ha formalizzato proprie offerte su Banco Bpm e Banca Generali. Un piano che determinerebbe la creazione, appena approvato, di una banca con quasi 10 milioni di clienti, 9,8 milioni per la precisione. La seconda o terza banca del Paese, con coperture dal mezzogiorno al nord del Paese, perfettamente in grado di rispondere alle esigenze delle Pmi italiane”.

“Non spetta al Sindaco – ha aggiunto Nicoletta Fabio - giudicare rapporti di cambio, convenienze finanziarie o probabilità di successo di un'operazione. L'ho detto anche al Ministro Giorgetti e lo ripeto oggi. A noi interessa cosa resterà del Monte dei Paschi al termine di questo processo. Su questo dobbiamo essere molto chiari. Per noi integrità non significa conservazione, non significa pretendere che nulla cambi. Una grande banca deve crescere, competere, aggregarsi, innovare e confrontarsi con il mercato. Integrità per noi è che continui a stare insieme ciò che costituisce il valore del Monte: il marchio; la rete; le professionalità; le funzioni direzionali; la capacità decisionale; il rapporto con famiglie e imprese; il patrimonio culturale; il legame con Siena e con i territori nei quali la banca opera. È stato detto un po' da tutti, nei giorni scorsi: il Monte dei Paschi vale più della somma dei suoi singoli asset. Separarne le componenti rappresenterebbe un errore strategico industriale. Si rischia di distruggere proprio quel valore che in questi anni è stato faticosamente ricostruito. È il principio che abbiamo portato al Ministro: marchio, rete, professionalità, funzioni e rapporto con i territori costituiscono insieme un patrimonio che non può essere semplicemente scomposto”.

“E qui – ha sottolineato Fabio – c'è anche un tema di identità che non è semplicemente un aspetto sentimentale. L'identità di una banca, della banca più antica del mondo è anche un valore industriale. È reputazione, fiducia, conoscenza dei territori, relazione con la clientela, competenze accumulate negli anni. A Siena la Banca occupa oltre duemila persone e alimenta un vastissimo indotto di professionalità, servizi e competenze. La Camera di Commercio, che ringrazio, proprio nelle scorse ore ha avviato la predisposizione di un dossier di valutazione, calcolando un impatto sul Pil provinciale pari al 10 percento di valore aggiunto in caso di perdita direzionale della banca. Ma il Monte non è soltanto senese e non è soltanto toscano. È presente dal Nord al Sud del Paese, dalla Lombardia al Nord Est, dal Centro al Mezzogiorno, dove in regioni come Campania, Puglia, Sicilia e Calabria rappresenta una presenza bancaria importante. Per questo continuo a dire che sarebbe profondamente sbagliato considerare questa come una battaglia localistica. L’ho detto e lo ripeto: la vicenda del Monte dei Paschi di Siena è una questione nazionale. Una questione decisiva per la concorrenza, le imprese, le famiglie, il credito di prossimità ed è importante perché concentrare ulteriormente il sistema bancario significa inevitabilmente allontanare anche i centri decisionali dai territori”.

“La nostra Costituzione – ha dichiarato il Sindaco – dedica al risparmio e all'esercizio del credito una particolare attenzione proprio perché dalla loro tutela dipende una parte rilevante della vita economica e sociale del Paese. Per questo motivo, come istituzioni possiamo rispettare pienamente il mercato e allo stesso tempo sostenere che esistano interessi generali che le istituzioni hanno il diritto e il dovere di rappresentare. È con questo spirito che il 25 agosto, insieme al presidente Giani e alla presidente Carletti, abbiamo incontrato il Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. Gli abbiamo rappresentato queste ragioni. Abbiamo trovato ascolto, disponibilità e attenzione. Abbiamo registrato la condivisione di un principio per noi essenziale: l'integrità di Monte dei Paschi è questione di rilevanza nazionale. Abbiamo inoltre ricevuto rassicurazioni sul fatto che, certamente in questa fase, la partecipazione pubblica residua del Ministero non verrà ceduta. Il Ministro ha manifestato disponibilità a valutare le diverse proposte presenti sul tavolo senza pregiudizi e con imparzialità. Abbiamo parlato anche degli strumenti che la legge mette a disposizione dello Stato. Sul Golden Power la nostra posizione è sempre stata equilibrata: non spetta al Comune affermare che ne ricorrano oggi i presupposti. Abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere che, qualora gli scenari lo rendano necessario, siano gli organismi competenti a verificarne formalmente l'applicabilità. Non invochiamo strumenti impropriamente, ma al tempo stesso non intendiamo neppure rinunciare preventivamente a nessuno degli strumenti che l'ordinamento prevede per tutelare interessi strategici nazionali. È esattamente la posizione rappresentata anche nei documenti preparatori dell'incontro con il Ministro”.

“In questo senso – ha aggiunto ancora - considero molto importanti anche le parole pronunciate nelle settimane scorse dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, quando ha espresso l'auspicio che Monte dei Paschi non venga smembrato, perdendo il proprio nome e la propria identità. Quelle parole individuano esattamente il cuore della questione. Perché sarebbe davvero difficile spiegare ai cittadini italiani che, dopo anni difficilissimi, dopo i sacrifici dei dipendenti, dopo l'impegno della governance, dopo l'intervento e le risorse dello Stato, dopo essere riusciti a restituire solidità, credibilità e capacità competitiva al Monte, proprio adesso quel patrimonio possa essere disperso. Il risanamento non può diventare la premessa dello smembramento. Sarebbe un paradosso economico prima ancora che politico. Oggi Monte dei Paschi è tornato ad avere la forza per stare sul mercato e persino per proporre proprie iniziative industriali. Le operazioni annunciate nelle ultime settimane dimostrano, quantomeno, che non siamo davanti a un soggetto passivo o privo di prospettiva, ma a una banca che rivendica un ruolo attivo nel processo di consolidamento del sistema finanziario italiano. Le istituzioni hanno perciò interesse a rispondere a questa domanda: quale banca vogliamo che esca da questo processo e quale sistema bancario vogliamo per l'Italia? Siena non chiede privilegi, non chiede di fermare il mercato e non chiede di portare indietro le lancette della storia. Chiede che ogni soluzione venga valutata anche sulla sua capacità di creare valore e non distruggerlo; di mantenere occupazione e competenze; di preservare un importante centro decisionale italiano; di garantire concorrenza; di conservare il rapporto fra banca, imprese, famiglie e territori. Il Monte dei Paschi deve rimanere integro, che non significa immobile. Integro significa forte, significa crescere senza perdere se stesso. Il Monte dei Paschi di Siena deve poter partecipare da protagonista al futuro del sistema bancario italiano conservando il proprio nome, la propria identità, le proprie professionalità, le proprie funzioni e il proprio rapporto con Siena e con i territori. Dopo l'incontro al Ministero ho detto che non è questione di essere ottimisti o pessimisti. È questione di fare il nostro dovere che consiste nel difendere l’integrità della banca perché le conseguenze di un'eventuale polverizzazione non sarebbero soltanto senesi: sarebbero economiche, sociali e nazionali. Oggi, guardando quest'aula, così partecipata, credo che il percorso iniziato a giugno abbia già prodotto un primo risultato. Dobbiamo trasformare questa unità in una voce permanente e nazionale. Siena rivendica legittimamente, che quando il futuro di Mps verrà deciso nessuno possa dire di non aver conosciuto fino in fondo il valore che era chiamato a tutelare”.

“Il nostro auspicio – ha concluso il Sindaco Nicoletta Fabio – è dunque molto semplice e ambizioso al tempo stesso: al termine di questa fase Banca Monte dei Paschi di Siena resti integra, forte, autonoma, competitiva; profondamente legata alla propria città e ai propri territori, ma capace di svolgere un ruolo da protagonista nell'economia italiana ed europea. Perché Rocca Salimbeni appartiene alla storia di Siena, ma il Monte dei Paschi appartiene a Siena e anche al futuro della nostra Nazione. Quel futuro che oggi tutti insieme siamo chiamati a tutelare”.

Giani: "L'Italia ha bisogno di una banca come Mps"

Presente anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani: "L'Italia ha bisogno di una banca come Mps, per questo se lo stato ha quasi il 5% è importante, il Governo deve andare nell'assemblea con molta chiarezza e molta forza" ha affermato. Ricordando l'incontro al Mef ha aggiunto: "Ho trovato nel ministro Giorgetti un'impostazione costruttiva". L'obiettivo adesso, secondo Giani, deve essere portare la questione su un piano nazionale, coinvolgendo anche i parlamentari. Ricordando la "presa di posizione" delle istituzioni, ha aggiunto: "Siena può essere orgogliosa della sua banca. In Italia si deve cogliere il valore e il significato" di Monte dei Paschi e del ruolo che svolge per l'economia del Paese.

Carletti: "Chiederemo audizione in commissione parlamentare d'inchiesta"

"Chiederemo, come istituzioni, di essere auditi in Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo al Senato per rappresentare le istanze del territorio" ha annunciato la presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti spiegando che la richiesta sarà avanzata "nelle prossime settimane", mentre prosegue il confronto con tutti i parlamentari toscani. Carletti ha ribadito la contrarietà a qualsiasi ipotesi di ridimensionamento della presenza della banca a Siena. "L'identità, il valore direzionale e la testa operativa della banca devono rimanere qui. Rifiuteremo con la massima fermezza qualsiasi tentazione di smembramento" o "riduzione della sede di Siena a una mera facciata priva di reali poteri decisionali". Tra i punti irrinunciabili la presidente della Provincia ha indicato anche "la salvaguardia dell'occupazione e dell'indotto" e il mantenimento del ruolo di Mps nel credito all'economia locale. "Monte dei Paschi di Siena deve continuare ad adempiere alla sua storica missione di banca commerciale di prossimità", ha aggiunto. Sull'incontro al Mef Carletti ha detto: "Abbiamo ottenuto la conferma che il ministero dell'Economia, al momento attuale, manterrà congelata la propria quota del 4,8%. Lo Stato per ora non venderà sul mercato". Per la presidente della Provincia di Siena la difesa di Mps "non significa mantenere tutto fermo, né tanto meno fare un'operazione nostalgia". Qualsiasi futura evoluzione "dovrà passare da garanzie chiare ed esplicite".

Coppini, presidente Fondazione Mps: "Ridimensionamento sarebbe un dramma"

"Il ridimensionamento della banca sarebbe veramente un grosso dramma per Siena e per la sua gente, per il suo popolo, di cui io per primo faccio parte" ha detto il presidente della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Riccardo Coppini, intervenendo al Consiglio comunale. "L'altra cosa che a me preoccupa particolarmente, e che preoccupa particolarmente la Fondazione, sono le ripercussioni sul territorio", ha detto evidenziando le cifre sull'occupazione diretta e sull'indotto.
Coppini ha spiegato di aver ritenuto "prematuro parlare" fino ad oggi e di aver preferito evitare dichiarazioni pubbliche "che poi non avrebbero risolto niente". Sul piano finanziario ha aggiunto che la partecipazione della Fondazione nella banca è ormai "praticamente quasi azzerata", "noi assistiamo più che poter essere protagonisti di quanto sta avvenendo". Che però, sottolinea, continua ad essere presente sul territorio: "La Fondazione c'è. La Fondazione è la Fondazione Monte dei Paschi di Siena e rimarrà Fondazione Monte dei Paschi di Siena", annunciando l'avvio sul nuovo programma di interventi. Con l'amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, "siamo attenti a questa situazione, la seguiamo e vogliamo che finisca bene per Siena, per il suo territorio, per le sue Contrade, per la città".

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