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Sollicciano: consegnate quattro lavatrici alla sezione femminile, economia circolare e solidarietà per i diritti delle detenute

Il carcere di Sollicciano

L'iniziativa, promossa da La Società della Ragione, si amplia grazie alla donazione di Dismeco Srl e alla collaborazione con Butali Euronics. Il Garante regionale Giuseppe Fanfani: "Gesto concreto per la dignità quotidiana, mi impegno a promuovere questo modello negli altri istituti della Toscana"

Più lavatrici del previsto e un forte valore simbolico legato all'economia circolare: si è conclusa con la consegna di 4 lavatrici rigenerate la gara di solidarietà per la sezione femminile del carcere di Sollicciano. L'intervento risponde all’appello lanciato dalle donne ristrette lo scorso 14 luglio, durante la giornata dell’Alleanza per l’articolo 27 ‘Bisogna aver visto’.

I macchinari, perfettamente funzionanti e riportati a nuova vita, sono stati donati da Dismeco Srl, azienda leader nel settore del recupero e riciclo di RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Le lavatrici provengono da una virtuosa filiera di recupero realizzata in collaborazione con la grande distribuzione Butali Euronics.

L'operazione è il frutto di una sinergia istituzionale e sociale tra l’Associazione La Società della Ragione, con la presidente Giulia Melani e il presidente onorario Franco Corleone, e il Garante regionale per i detenuti Giuseppe Fanfani che hanno raccolto la richiesta delle detenute facendosi promotrice dell'iniziativa insieme al consigliere toscano Lorenzo Falchi e all'azienda guidata da Claudio e Francesco Eugenio Tedeschi.

L'iniziativa di Sollicciano rappresenta solo il primo tassello di un modello replicabile. Alla luce del forte bisogno espresso dalle strutture penitenziarie della regione, il Garante si è ufficialmente impegnato a promuovere un'interlocuzione con il provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria e con l'assessore regionale Alessandra Nardini. L'obiettivo è favorire analoghe donazioni negli altri istituti penitenziari della Toscana che ne abbiano necessità.

I piccoli risultati contano davvero quando migliorano la vita quotidiana all'interno delle strutture penitenziarie e restituiscono dignità alle persone ristrette. Al contempo – dichiara Fanfani -, interventi come questo ci ricordano quanta strada resti ancora da fare affinché l'articolo 27 della Costituzione non rimanga soltanto una promessa sulla carta”.

Il progetto unisce la tutela dei diritti fondamentali della popolazione carceraria alla sostenibilità ambientale. Simili esperienze di recupero e rigenerazione sono già in fase di sviluppo attraverso collaborazioni con altre realtà del territorio, tra cui Zero Waste Italy di Capannori e Scapigliato Srl di Rosignano.

Fonte: Regione Toscana

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