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Mattia Ciampalini, il talento di San Romano vola nel trofeo MES MotoEstate 2026

A 14 anni il giovane pilota gareggia in Premoto3 con il Team Bucci di Parma: dopo il vice-titolo italiano 2025, la stagione di crescita nel CIV e i sogni europei per il futuro

Ha solo 14 anni ma corre già nel campionato più importante d'Italia. Mattia Ciampalini, pilota di San Romano tesserato con la scuderia Hammers Racing Team di Ponte a Egola, sta vivendo una stagione di crescita nel Campionato Italiano Velocità (CIV), il torneo che ogni anno mette in pista i trenta piloti più forti del Paese.

Una passione nata in famiglia, per la precisione dal nonno di Mattia, scomparso giovane ma capace di trasmettere l'amore per le due ruote al nipote, che negli anni l'ha trasformata in un percorso agonistico vero e proprio: nel 2022 il titolo italiano nella cilindrata 110 tra gli Esordienti, nel 2025 il vice-titolo italiano nella 250 Esordienti e oggi il debutto nella prestigiosa categoria Premoto3.

In sella alla Honda del Team Bucci

Da questa stagione Mattia corre su una Honda ufficiale HRC di proprietà del Team Bucci di Parma, una delle squadre più blasonate del panorama nazionale, con cui ha firmato un contratto biennale 2026-2027. Il 2026 è stato pensato dalla squadra come anno di apprendistato: pur essendo il più giovane dell'intera categoria 250, l'obiettivo fissato per Mattia era stabilizzarsi tra i primi dieci in classifica, in vista di un 2027 in cui il team punterà a farlo lottare per posizioni più alte.

Risultati che, in effetti, non si sono fatti attendere: lo scorso fine settimana, nel Trofeo MES sulla pista di Varano de' Melegari (provincia di Parma), Mattia ha conquistato la seconda posizione in qualifica ed è arrivato primo in Gara 1, per poi cedere la vetta in Gara 2 al photo finish, dopo un'accesa "bagarre" decisa da un solo decimo di secondo.

Il prossimo appuntamento è già fissato: il 19 e 20 settembre Mattia sarà in pista sul circuito di Cremona per la quinta tappa del CIV in Premoto3. A novembre, invece, il giovane pilota volerà in Spagna per una sessione di test, sempre supportata dal Team Bucci, in vista della crescita programmata dalla squadra: l'obiettivo dichiarato per il 2027 è restare tra le prime tre posizioni del campionato, mentre per il 2028 si guarda già al Campionato Europeo, che si disputa in Spagna.

Una famiglia (e un territorio) al suo fianco

Dietro ai risultati in pista, racconta Jonathan Ciampalini, papà di Mattia, c'è un impegno organizzativo ed economico non da poco. "È uno sport che richiede grosse risorse economiche" spiega "per fortuna ci sono gli sponsor che ci sostengono": tra questi il Treccificio RCG, Smaltimento Rifiuti Suprema, Gronchi Safety Group, Komunica Pubblicità, M&G Impianti Elettrici, New Car Ufficina Gommista e Albatros San Romano.

Un altro nodo è quello degli allenamenti: in Toscana, spiega Jonathan Ciampalini, gli impianti sono pochi e per lo più a vocazione amatoriale, mentre l'Emilia-Romagna — la cosiddetta Motor Valley — offre piste e la possibilità di allenarsi fianco a fianco con altri agonisti. Per questo Mattia si reca in Emilia-Romagna due volte a settimana, un impegno che si somma a una preparazione fisica e alimentare sempre più strutturata, necessaria in uno sport che richiede fiato e resistenza.

Scuola e sacrifici da ragazzo

Da quest'anno Mattia frequenterà il primo anno delle scuole superiori, dopo aver concluso le medie all'Istituto Comprensivo M. Buonarroti – Ponte a Egola, istituto che gli ha riconosciuto lo status di "studente atleta", con alcune agevolazioni legate agli impegni sportivi, a condizione però di mantenere la sufficienza in tutte le materie.

Non mancano le rinunce: molte feste di compleanno saltate, uscite con gli amici spesso impossibili. "È una vita di sacrificio per un bambino di 14 anni che poi è sempre un bambino" racconta Jonathan Ciampalini, sottolineando come Mattia trovi comunque il tempo per giocare alla Playstation e vivere qualche momento di normalità. Anche l'indipendenza cresce insieme ai risultati: in occasione dei test in Spagna, spesso Mattia parte da solo con il team, senza la famiglia. "È spesso lui stesso a chiedere di provare a stare da solo" racconta il papà "perché solo così si cresce piano piano."

 

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