Video del femminicidio sull'A1, pressioni sui giornalisti per non pubblicarlo. OdG e AST: "Garantire parità di trattamento"

È girato nelle scorse ore un video che documenterebbe il tentativo delle forze di polizia di far desistere l'uomo che, lo scorso 3 settembre, avrebbe ucciso la compagna gettandola dal viadotto sull'A1 a Barberino del Mugello, per poi togliersi la vita, lanciandosi nel vuoto. Lo stesso filmato sarebbe successivamente arrivato anche alle testate nazionali, venendo trasmesso da telegiornali e programmi televisivi di approfondimento.
Secondo quanto riferito, però, alcuni giornalisti entrati in possesso del video sarebbero stati raggiunti da telefonate con l'"invito" a non pubblicare il filmato o, laddove fosse già stato messo online, a rimuoverlo. Nel frattempo, sarebbe stata avviata anche una ricerca della fonte attraverso i cronisti delle redazioni locali.
Sulla vicenda sono intervenuti l'Ordine dei Giornalisti della Toscana e l'Associazione Stampa Toscana, che esprimono "forte preoccupazione" e chiedono che venga fatta piena chiarezza su quanto accaduto.
"Se confermata, una simile disparità di trattamento sarebbe grave e non accettabile - affermano l'Ordine dei Giornalisti della Toscana e e l'Associazione Stampa Toscana in una nota -. Il lavoro delle testate e dei giornalisti del territorio non può essere considerato di rango inferiore rispetto a quello delle testate nazionali, né possono essere esercitate pressioni selettive capaci di incidere sull’esercizio del diritto-dovere di informare".
Ordine e AST ricordano inoltre che"i rapporti con gli organi di informazione devono essere improntati a criteri di correttezza, trasparenza e parità di trattamento", nel rispetto delle norme e delle disposizioni che regolano la comunicazione istituzionale e giudiziaria, nonché dell'autonomia professionale dei giornalisti.
Particolare attenzione viene richiamata anche sul principio di trattamento equilibrato e paritario tra le diverse testate richiamato dalla disciplina del Consiglio superiore della magistratura in materia di comunicazione degli uffici giudiziari.
L'Ordine dei Giornalisti della Toscana e l'Associazione Stampa Toscana chiedono quindi che sia fatta "piena chiarezza su quanto accaduto, sulle eventuali richieste rivolte alle redazioni locali e sulle ragioni per cui il medesimo materiale sia poi stato diffuso da testate nazionali".
"Qualora i fatti segnalati trovassero conferma, Ordine dei Giornalisti della Toscana e Associazione Stampa Toscana valuteranno ogni iniziativa opportuna a tutela dei colleghi e della libertà di informazione, compresa la segnalazione dell'accaduto agli organismi competenti affinché siano svolti i necessari accertamenti - dichiarano nella nota-. La libertà di stampa e il pluralismo dell'informazione si tutelano anche garantendo a tutti i giornalisti, locali e nazionali, pari dignità e pari condizioni nell’esercizio del proprio lavoro".