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Caregiver, interrogazione di Tomasi (FdI): Monni risponde

L’assessora regionale alla Sanità, Monia Monni, ha risposto in Aula ad una interrogazione del Portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi (Fratelli d’Italia) in merito “all'attuazione di interventi a sostegno dei caregiver familiari previsti dalla legge regionale n. 55/2025”. Nell’interrogazione, si chiedeva al Presidente della Giunta regionale e all'assessorato competente “quale sia stato, in termini quantitativi, l’utilizzo del servizio di supporto telefonico da parte dei cittadini toscani e, considerato che è trascorso un anno dall’entrata in vigore della legge, per quale motivo la Regione non abbia ancora dato attuazione alle iniziative previste dalla legge stessa per la promozione della conoscenza e la divulgazione della figura del caregiver familiare, in collaborazione/coprogettazione con associazioni, aziende sanitarie, comuni ed enti del Terzo settore”. Si chiedeva, inoltre, “se la relazione prevista ai fini della valutazione sia stata predisposta e, in caso affermativo, quando ne sia prevista la trasmissione alla competente Commissione consiliare”.

Le relazioni relative ai servizi forniti dal Centro di ascolto regionale (C.A.Re) hanno periodicità annuale, ha risposto in Aula l’assessora Monni. Gli ultimi dati disponibili, dicono che nel 2024 ci sono state “217 nuove pratiche; 403 colloqui con l’utenza; 569 mail (inviate e ricevute); 44 contatti con la rete territoriale (mail e colloqui). Nel 2025, “311 nuove pratiche; 695 colloqui con l'utenza; 896 mail (inviate e ricevute); 78 contatti con la rete territoriale (mail e colloqui)”.

La Regione, ha proseguito Monni, “ha operato in particolare per l’applicazione delle indicazioni previste dall'art. 6 (Interventi di promozione a favore del caregiver familiare), facendosi promotrice nei diversi contesti istituzionali e nei diversi percorsi operativi della divulgazione dei contenuti della norma”. Attività “orientate a disseminare i concetti connessi al pieno coinvolgimento dei caregiver nella rete dei servizi sociali, socio-sanitari e sanitari, quale presupposto programmatico ed operativo per assicurare nei diversi contesti il riconoscimento del ruolo e, quando necessario, il supporto e l’affiancamento, come previsto dagli articolo 3 e 4 della legge regionale 55 del 2025 (Rapporto con i servizi sociali, socio-sanitari e sanitari del sistema regionale, Rete di sostegno al caregiver familiare nell'ambito del sistema integrato dei servizi regionali)”.

Quanto alla relazione prevista ai fini della valutazione, ha risposto l’assessora, “gli adempimenti connessi all'attuazione della clausola valutativa di cui all'art. 7 della I.r. n. 55/2025 non si fondano su un sistema di monitoraggio già presente, ma piuttosto il livello delle informazioni richieste presuppone un coinvolgimento capillare del territorio e la programmazione di un complesso flusso informativo ex novo a cadenza annuale che, trattandosi di un nuovo flusso appunto, è attualmente in fase di progettazione”.

“Con questa interrogazione – ha osservato Tomasi nella replica in Aula –, volevamo fare principalmente un punto sullo stato dell’arte e sull’effetto che questa norma ha prodotto realmente sulle persone. Chiediamo che si apra una discussione. Controllerò i numeri – ha aggiunto il Portavoce dell’opposizione –, prendo atto che il numero informativo c’è, è autorevole e capace di dare risposte concrete. Credo che le pratiche siano poche e che si possa incrementarne la conoscenza. I caregiver sono tantissimi. Il principio della coprogettazione è fondamentale. Diamo risposte in modo concreto alle famiglie. Non condivido quando si individua il caregiver come un volontario”.

Fonte: Ufficio Stampa

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