"Fuori Posto", a Firenze il festival per ripensare tempi, lavoro e spazi dei giovani

Ci hanno raccontato che il lavoro avrebbe dato stabilità. Che impegnarsi e sacrificarsi sarebbe servito a conquistare il proprio “posto”. Che prendersi del tempo per sé significasse, in fondo, non impegnarsi abbastanza. Ma per tante ragazze e tanti ragazzi la realtà è un’altra: il lavoro è sempre più precario e performativo, il tempo si restringe, arrivare a fine mese e pagare un affitto diventano traguardi incerti, mentre diminuiscono anche gli spazi collettivi nei quali incontrarsi, partecipare e stare bene.
Parte da qui “Fuori Posto – Festival su tempo, spazio e lavoro tra generazioni”, in programma giovedì 10 e venerdì 11 settembre alla SMS di Rifredi, in via Vittorio Emanuele II 303 a Firenze, promosso da Under 35 CGIL Firenze, in collaborazione con CGIL Toscana, SMS di Rifredi e Scomodo. Due giornate che uniranno discussione e socialità, con talk, cene, musica e stand up comedy. Il senso del festival è provare a mettere in discussione un’idea diventata quasi scontata: che sia la vita a doversi adattare alle esigenze del lavoro e non il contrario. “Fuori Posto” vuole partire dalle esperienze delle nuove generazioni per parlare non soltanto di occupazione e salari, ma del rapporto tra lavoro, identità, tempo libero, benessere, partecipazione e diritto ad avere luoghi nei quali costruire relazioni e comunità.
La prima giornata, giovedì 10 settembre, si aprirà alle 18 con il talk “Riconquistare il tempo: giovani, lavoro e identità”. Al centro una domanda: che significato assume il tempo quando tutto è precario? Quando al lavoro vengono richiesti dedizione, disponibilità e sacrificio, mentre resta incerta perfino la possibilità di arrivare a fine mese, pagare un affitto o avere semplicemente del tempo per sé? Ne discuteranno Marta De Zolt di Scomodo Empoli, Mosè Vernetti della rivista Claim, l’antropologa culturale dell’Università di Firenze Costanza Lanzara e Bernardo Marasco, segretario generale della CGIL Firenze. Alle 20 la cena e alle 22.30 il dj set di Sarabamba.
Venerdì 11 settembre, sempre alle 18, il secondo talk, “Il posto che manca: stare insieme, stare bene”, allargherà la riflessione agli spazi della socialità e della partecipazione. Perché avere più tempo libero serve a poco se poi mancano luoghi nei quali viverlo al di fuori della sola logica del profitto. E come si può costruire partecipazione senza riprodurre quelle stesse logiche di prestazione continua che caratterizzano sempre di più il mondo del lavoro? A confrontarsi saranno Ottavia Cernuschi di Scomodo Roma x SpinTime, Edoardo Treviri di Connections Arci Ex Fila, Fabio D’Alfonso di Ritmo Lento Bologna, Zulqarnain Haider di Casa Rider e Claudio Cozzi Fucile, dottorando di ricerca in Scienza Politica all’Università di Siena. A seguire, cena alle 20, stand up comedy alle 21.30 a cura di Comici Miei e dj set alle 23 con Ghiaccioli e Branzini.
“Per due giorni proviamo a partire da qui: dal bisogno di riconquistare il nostro tempo e di costruire spazi nei quali stare insieme - spiega la Cgil -. Parlare del lavoro e delle condizioni materiali delle giovani generazioni significa parlare insieme di salario, precarietà, casa, tempo, relazioni, benessere e partecipazione”.
Fonte: Cgil Toscana e Firenze - Ufficio Stampa