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Santa Verdiana, la Lega: "Solo 20 posti, una passerella". Per FdI "opera strategica" e rivendica finanziamenti

(Foto Fb Francesca Giannì)

Diversi i commenti dal Cdx: per Giglioli (Lega) "si festeggia il minimo", per Urso e Fabbrocini (FdI) "servizio importante per persone fragili, grazie ai fondi PNRR attuati dal Governo"

Commenti per certi versi opposti arrivano dal Centrodestra sul nuovo Ospedale di Comunità Santa Verdiana di Castelfiorentino, tra le forti critiche della Lega sulla limitata dotazione sanitaria e la lettura di Fratelli d’Italia che parla di "opera strategica".

Per la capogruppo leghista Susi Giglioli l’apertura del Santa Verdiana non può essere presentata come una vera e propria rinascita dell’ospedale: "dopo 13 anni appena venti posti letto di cure intermedie per un bacino di circa 100mila abitanti". Una dotazione che, sottolinea, corrisponde allo "standard nazionale di base", mentre restano senza tempi certi il centro per i disturbi del comportamento alimentare e l’hospice. Nel mirino anche l’assenza del Pronto soccorso e della presenza medica continuativa: "Non siamo davanti alla riapertura di un vero ospedale", sostiene Giglioli, secondo cui "festeggiare lo standard di base come se fosse un risultato straordinario restituisce perfettamente la fotografia della sanità gestita in Toscana: molte dichiarazioni, qualche inaugurazione e ancora troppe risposte rinviate al futuro.

Da Fratelli d’Italia arriva invece una valutazione positiva dell’apertura, considerata "un’opera strategica per tutta la Valdelsa". I consiglieri Serena Urso e Fabio Fabbrocini parlano di "una buona notizia per Castelfiorentino e per tutti i Comuni della zona", sottolineando il valore dei 20 posti di cure intermedie e degli investimenti realizzati. FdI rivendica quindi in generale quanto fatto dal governo per la Sanità e non solo: "Oggi la realtà smentisce plasticamente quelle cassandre: i fondi non sono scomparsi, ma stanno diventando strutture, servizi e posti letto a disposizione dei cittadini", affermano, rivendicando il ruolo del governo Meloni nell’attuazione del Pnrr. Gli esponenti di FdI ricordano inoltre che "le risorse complessivamente destinate al rilancio del presidio raggiungono così circa 24 milioni di euro", tra interventi già realizzati e ulteriori stanziamenti statali.

 

LE NOTE INTEGRALI

La Lega: "Si festeggia...il minimo: 20 posti per centomila abitanti"

Dopo tredici anni dalla chiusura del vecchio ospedale Santa Verdiana, la Regione Toscana e tutta la compagnia cantante celebrano come un grande traguardo l’apertura di appena venti posti letto di cure intermedie, destinati a un bacino di circa centomila abitanti. Un posto letto ogni cinquemila persone. Venti posti rappresentano lo standard nazionale di base previsto dal DM 77 del 2022, ma non costituiscono affatto il massimo consentito.

La normativa permette infatti di realizzare fino a due moduli da quindici-venti posti ciascuno, arrivando quindi anche a quaranta posti letto, qualora la programmazione regionale e le esigenze del territorio lo richiedano. La Regione Toscana, pertanto, avrebbe potuto scegliere una dotazione superiore. Ha invece deciso, per una precisa scelta di programmazione sanitaria e finanziaria, di fermarsi allo standard essenziale: venti posti per centomila abitanti.

È bene chiarire anche che non siamo davanti alla riapertura di un vero ospedale. Il Santa Verdiana non avrà un Pronto soccorso e non potrà gestire le emergenze sanitarie. Ma c’è di più: neppure la presenza medica sarà garantita fisicamente ventiquattro ore su ventiquattro. Altra criticità da non sottacere è che nelle ore notturne e nei giorni festivi si dovrà ricorrere alla continuità assistenziale tramite il 116117, che è però il numero destinato alle cure non urgenti. In presenza di una vera emergenza sarà necessario attivare il 112 e trasferire il paziente in un ospedale per acuti, con ogni probabilità ancora una volta a Empoli. Dunque, anche i pazienti ricoverati nel nuovo Ospedale di Comunità, qualora dovessero subire un aggravamento improvviso, continueranno a dipendere dai mezzi di soccorso, dai tempi di percorrenza e dalla capacità di risposta dell’ospedale San Giuseppe.

Restano poi tutte le altre promesse. Per il centro dedicato ai disturbi del comportamento alimentare si parla di lavori interni da portare avanti, ma ancora non sono stati indicati pubblicamente un cronoprogramma vincolante, una data certa di apertura, il piano delle assunzioni e il momento in cui i dieci posti annunciati potranno realmente accogliere i pazienti. Ancora più incerta appare la situazione dell’hospice. Si continuano ad annunciare otto posti letto, ma non emerge un finanziamento autonomo, immediatamente disponibile e chiaramente destinato alla sua realizzazione. I tredici milioni richiamati nelle dichiarazioni pubbliche risultano inseriti in un programma pluriennale, con erogazioni previste dal 2026 fino al 2033, destinato principalmente all’adeguamento sismico, alla riqualificazione funzionale e alle finiture della parte vecchia del Santa Verdiana.

Mancano quindi una copertura finanziaria specificamente individuata per l’hospice, un progetto esecutivo con tempi definiti e una data credibile di apertura. L’auspicio dichiarato che la Regione anticipi le risorse statali conferma, inoltre, che allo stato attuale i tempi potrebbero essere molto lunghi.

Questa è la fotografia reale, al di là delle passerelle e delle celebrazioni: dopo tredici anni Castelfiorentino ottiene venti posti di cure intermedie, senza Pronto soccorso e senza medico presente ventiquattro ore su ventiquattro; il centro per i disturbi alimentari non ha ancora una data certa e l’hospice rimane legato ad annunci, finanziamenti pluriennali e tempi tutti da definire. Per il rispetto verso i cittadini e degli operatori, sanitari, quindi, non possono essere presentati come la rinascita dell’ospedale Santa Verdiana. Dopo tredici anni di attesa, festeggiare lo standard di base come se fosse un risultato straordinario restituisce perfettamente la fotografia della sanità gestita in Toscana: molte dichiarazioni, qualche inaugurazione e ancora troppe risposte rinviate al futuro.

 

FdI: "Opera strategia per la Valdelsa. Fondi PNRR smentiscono la sinistra"

Il Gruppo consiliare Fratelli d’Italia Castelfiorentino esprime soddisfazione per l’apertura del nuovo Ospedale di Comunità “Santa Verdiana”, una struttura attesa da tempo e destinata a diventare un punto di riferimento per l’intero territorio dell’Empolese Valdelsa.

"La restituzione alla comunità di una parte così importante del Santa Verdiana rappresenta una buona notizia per Castelfiorentino e per tutti i Comuni della zona", dichiarano i consiglieri comunali Serena Urso e Fabio Fabbrocini.

Il nuovo Ospedale di Comunità dispone di 20 posti letto per le cure intermedie, distribuiti su due piani, e servirà un bacino stimato di circa 100 mila abitanti. La sua funzione sarà quella di assicurare continuità assistenziale ai pazienti che, superata la fase acuta della malattia, non necessitano più di un ricovero ospedaliero ordinario, ma non sono ancora nelle condizioni di rientrare autonomamente al proprio domicilio.

"È un servizio di prossimità particolarmente importante per le persone anziane, fragili o affette da patologie croniche e potrà contribuire a ridurre i ricoveri impropri, favorendo un passaggio più sicuro tra ospedale, assistenza territoriale e ritorno a casa. Adesso sarà indispensabile garantire alla struttura personale sanitario e sociosanitario in numero adeguato, perché un edificio moderno può svolgere pienamente la propria funzione soltanto se accompagnato da un’organizzazione efficiente e stabile".

L’intervento complessivo sul presidio ha interessato circa 3.500 metri quadrati, con la demolizione e ricostruzione del blocco “A”, destinato all’Ospedale di Comunità, e del blocco “F”, rivolto ai percorsi per i disturbi del comportamento alimentare. Secondo i dati ufficiali dell’Azienda USL Toscana Centro, l’investimento ammonta a circa 11 milioni di euro, dei quali quasi 7 milioni provenienti dal PNRR e circa 4 milioni da risorse regionali.

"Questi numeri hanno anche un evidente significato politico. Quando nacque il Governo Meloni, esponenti e forze politiche della sinistra descrissero scenari apocalittici, sostenendo che l’Italia avrebbe perso le risorse del PNRR e che i territori sarebbero stati privati di opportunità decisive. Oggi la realtà smentisce plasticamente quelle cassandre: i fondi non sono scomparsi, ma stanno diventando strutture, servizi e posti letto a disposizione dei cittadini".

Urso e Fabbrocini precisano che il PNRR è stato approvato prima dell’insediamento dell’attuale Governo, ma sottolineano come la responsabilità della sua concreta attuazione, della revisione concordata con l’Unione europea e del raggiungimento degli obiettivi sia ricaduta in larga parte sul Governo guidato da Giorgia Meloni.

"Riconoscere correttamente l’origine del Piano non significa ignorare il lavoro necessario per mantenerne le risorse, rimodularne gli interventi e portare avanti cantieri complessi. I fatti dimostrano che le previsioni catastrofiche formulate all’inizio della legislatura erano propaganda politica, non analisi fondate".

Al finanziamento già utilizzato si aggiungono inoltre 13 milioni di euro di risorse statali, previsti nell’ambito della programmazione riconducibile alla legge 30 dicembre 2018, n. 145 e distribuiti tra il 2026 e il 2033. Le somme saranno destinate all’adeguamento sismico del blocco “B”, alla sua riqualificazione funzionale e al completamento delle finiture interne. Considerando l’intervento da 11 milioni già realizzato e l’ulteriore stanziamento statale, le risorse complessivamente destinate al rilancio del presidio raggiungono così circa 24 milioni di euro.

"Siamo di fronte a un investimento pubblico rilevante, che deve essere seguito con attenzione in tutte le sue fasi. Vigileremo affinché i successivi interventi rispettino tempi e programmi e affinché al recupero degli edifici corrispondano servizi sanitari realmente accessibili e pienamente operativi".

"Il Santa Verdiana deve tornare a essere un presidio vivo e funzionale, non soltanto per Castelfiorentino ma per tutta la Valdelsa. Oggi esprimiamo quindi soddisfazione per un risultato concreto, senza rinunciare al nostro ruolo di controllo e di proposta. Quando le risorse europee, statali e regionali vengono impiegate correttamente nell’interesse dei cittadini, Fratelli d’Italia lo riconosce. Allo stesso modo, continueremo a chiedere che ogni finanziamento si traduca in personale, prestazioni e tempi di assistenza adeguati".

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