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Vandalismi e auto danneggiate a Vinci: il sindaco Vanni chiede intervento delle istituzioni

Da settimane episodi di danneggiamento: il responsabile fermato più volte, tornando però in libertà. Vanni: "Governo e Parlamento affronti problema"

Vetri delle automobili infranti a colpi di pietra, danni alle proprietà e una situazione che, secondo il sindaco Daniele Vanni, rischia di alimentare una crescente esasperazione tra i cittadini. È il quadro tracciato dal primo cittadino di Vinci in un intervento pubblicato sui social, nel quale denuncia una serie di episodi di vandalismo che si protrarrebbero ormai da diverse settimane.

Secondo quanto riferito da Vanni, la persona ritenuta responsabile degli episodi sarebbe stata fermata più volte dalle forze dell’ordine, tornando però ogni volta in libertà. Una situazione che il sindaco pone al centro di una riflessione più ampia sull'efficacia degli strumenti disponibili per contrastare comportamenti reiterati.

Vanni precisa innanzitutto di non voler rivolgere critiche ai militari impegnati sul territorio: "Voglio dirlo con chiarezza: non è una critica alle forze dell'ordine. Al contrario. I Carabinieri stanno facendo il loro lavoro, intervengono, fermano chi commette questi atti e cercano di tutelare i cittadini".

Il problema, secondo il sindaco, riguarda piuttosto ciò che accade successivamente. "Di fronte a comportamenti reiterati di danneggiamento, gli strumenti a disposizione non sembrano oggi sufficienti a impedire che tutto questo continui", sostiene Vanni, evidenziando il rischio che la ripetizione degli episodi possa trasformarsi in una situazione più grave.

"Se una persona viene fermata più volte per gli stessi comportamenti e, una volta tornata libera, continua a commetterli, è evidente che qualcosa nel sistema non sta funzionando", afferma il primo cittadino, secondo cui esisterebbe il rischio concreto di "un’escalation di violenza e una crescente esasperazione da parte dei cittadini".

Nel suo intervento Vanni introduce anche il tema di una possibile condizione di disagio psichico, precisando che eventuali problematiche personali dovrebbero essere affrontate attraverso il coinvolgimento dei servizi competenti.

"La presa in carico di una possibile situazione di disagio psichico non è in contrasto con la tutela della sicurezza dei cittadini" scrive il sindaco. Secondo Vanni, sicurezza e intervento sociale e sanitario non devono essere considerati alternativi: "Sicurezza, responsabilità e presa in carico sociale e sanitaria devono poter procedere insieme".

Una prospettiva che, nelle parole del primo cittadino, non dovrebbe tradursi in una rinuncia alla responsabilità individuale: "Prevenire non significa essere più indulgenti: significa provare a evitare che una situazione degeneri e che i problemi ricadano continuamente sulla comunità. Nessuna politica sociale o sanitaria può diventare un alibi per chi danneggia gli altri o mette in discussione la sicurezza dei cittadini". Da qui la richiesta di strumenti più efficaci per consentire alle istituzioni di intervenire nei casi di comportamenti reiterati.

"Non possono essere lasciate sole le forze dell’ordine, che sono chiamate ogni giorno a intervenire sul territorio. Non possono essere lasciati soli i Sindaci, che raccolgono le preoccupazioni delle proprie comunità e soprattutto non possono essere lasciati soli i cittadini che subiscono questi atti. Garantire la sicurezza vuol dire soprattutto tutelare i più deboli".

La richiesta al Prefetto ve alle istituzioni

Il sindaco annuncia quindi di aver nuovamente coinvolto le autorità provinciali. "Come Sindaco ad agosto avevo scritto al Prefetto per informarla di quanto sta accadendo sul nostro territorio. Oggi sono tornato a scrivere al Prefetto chiedendo di essere convocato e ascoltato al tavolo del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica".

La richiesta si inserisce in una riflessione che coinvolge, secondo Vanni, diversi livelli istituzionali: dalle forze dell’ordine ai servizi sociali e sanitari, fino al Governo e al Parlamento: "Credo sia necessario che anche il Governo e il Parlamento affrontino con maggiore decisione il tema degli strumenti per contrastare la reiterazione dei reati e dei comportamenti che mettono in difficoltà la sicurezza e la convivenza nelle nostre comunità".

Il passaggio più politico dell’intervento riguarda proprio la necessità di evitare che il tema della sicurezza venga affrontato soltanto sul piano dello scontro tra schieramenti. "La sicurezza dei cittadini e la tranquillità delle nostre comunità non possono essere un tema da utilizzare in campagna elettorale a piacimento, solo per interessi di parte", afferma Vanni.

La conclusione è un appello alle istituzioni a tradurre le prese di posizione in interventi concreti: "Se si vuole tutelare veramente l'interesse collettivo, servono meno proclami e più fatti concreti".

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