Incendi, Coldiretti Toscana: "Con caldo record in fumo mille ettari di bosco, macchia mediterranea e pascoli"

(foto di archivio)
Quasi mille ettari di bosco, macchia mediterranea, olivi e pascoli bruciati in otto mesi in quello che sarà classificato con probabilità l’anno più caldo di sempre. Un polmone di biodiversità, grande come sei volte il Parco delle Cascine o tre volte Central Park a New York, andato in fumo a cui serviranno molti anni per riprendersi. Gli incendi, poco meno di 350 quelli domati in Toscana dall’inizio dell’anno, il 40% dei quali concentrati nelle settimane di massimo picco di temperature tra giugno, luglio ed agosto, sono una delle conseguenze devastanti e sottovalutate dei cambiamenti climatici. Un costo per la collettività da oltre 10 milioni di euro complessivi. E’ la stima dell’impatto economico degli incendi di Coldiretti Toscana che ora guarda con preoccupazione all’arrivo delle precipitazioni che cadono sui terreni bruciati compatti e duri che impediscono il normale assorbimento all’acqua di infiltrarsi aumentando il rischio di frane, smottamenti ed erosione.
Ai costi immediati per le operazioni di spegnimento e ai danni su flora e fauna, attività agricole, ambiente e biodiversità – spiega Coldiretti Toscana – vanno aggiunti quelli a lungo termine per la bonifica delle aree e per far rinascere tutto l’ecosistema forestale e tutte le attività umane tradizionali, dalla raccolta della legna a quella dei tartufi e dei piccoli frutti, dalla ricerca dei funghi all’ecoturismo. Pesanti le limitazioni nelle aree corse dal fuoco per pascolo e caccia: attività vietate per un lungo periodo.
La sequenza senza precedenti di ondate di calore, con punte che hanno superato i 40 gradi per più giorni in molte aree, hanno contribuito in maniera determinante allo sviluppo degli incendi che minacciano, con sempre più frequenza, il ricco patrimonio forestale regionale. Il 70% degli ettari devastati dal fuoco hanno interessato proprio le superfici boschive. Quasi mille dei 1.300 ettari totali. Agosto è stato il mese più nero: 109 incendi, il 5% in più rispetto alla media degli ultimi cinque anni secondo i dati della Regione Toscana.
Un bollettino di guerra che richiede per il prossimo futuro più sforzi, impegno ed investimenti sulla prevenzione. Secondo Coldiretti Toscana per difendere il bosco toscano occorre creare le condizioni economiche e sociali affinché si contrasti l’allontanamento dalle campagne e si valorizzino quelle funzioni di vigilanza, manutenzione e gestione del territorio svolte dagli imprenditori agricoli, anche nei confronti degli incendi di origine dolosa. La presenza degli agricoltori nelle aree rurali più remote evita l’abbandono contrastando il dissesto idrogeologico.
Peraltro i roghi che devastano le foreste – conclude Coldiretti Toscana – danneggiano le attività agricole che vivono grazie al bosco e al sottobosco e che sono presidi fondamentali nelle aree più marginali. Un ruolo chiave, tra gli strumenti di contrasto e prevenzione, è quello di laghi e laghetti aziendali, da recuperare e da realizzare, che possono avere una duplice funzione: garantire acqua per l’irrigazione delle colture e di soccorso facilitando l’approvvigionamento di acqua per lo spegnimento dei roghi. Infrastrutture in gran parte già presenti sul territorio che nel corso degli anni sono state svuotate dalla burocrazia e dai costi di gestione. Va in questa direzione la richiesta di semplificazione normativa avanzata da Coldiretti Toscana in occasione della manifestazione sotto la Regione Toscana; richiesta recepita nella legge Omnibus approvata dalla Giunta Regionale con l’obiettivo di favorire la realizzazione ed il ripristino degli invasi mettendo finalmente a disposizione di agricoltori e dei soccorsi una risorsa preziosa.
Fonte: Coldiretti Toscana - Ufficio Stampa