Grandine, bombe d’acqua e raffiche di vento che spezzano rami e piegano le recinzioni su vendemmia, olivi e strutture agricole. I due tesori del Made in Tuscany sono tra i più colpiti dal passaggio della violenta perturbazione di origine atlantica che ha interessato nelle scorse ore la regione. E’ ancora l’agricoltura a dover fare i conti con i danni causati dai cambiamenti climatici. Dopo mesi con caldo record e siccità che hanno “bruciato” le coltivazioni in campo e ridotto anche del 40% la produzione di latte negli allevamenti, ora gli agricoltori devono affrontare la grande preoccupazione di downburst, acquazzoni e fenomeni meteo sempre più estremi. Fenomeni che sono una diretta collegati alle lunghe settimane di alte temperature estive. A fornire una ricognizione, ancora parziale, è Coldiretti Toscana che attraverso la rete di uffici territoriali sta raccogliendo le segnalazioni degli agricoltori. Avviata nelle campagne la conta dei danni.
La grandine si è abbattuta a settori in diverse aree della regione a maggiore vocazione enologica andando a compromettere parte delle uve che i viticoltori stanno raccogliendo. Con la vendemmia a pieno regime e con i grappoli arrivati a maturazione perfetta, la grandine era l’ultima delle insidie che i viticoltori dovevano schivare. In alcune aree del Chianti, della piana fiorentina e della maremma, non è stato possibile. I chicchi, come proiettili, si sono abbattuti con furia su decine di ettari di filari carichi di uva provocando la rottura della buccia. Un imprevisto che sta costringendo i viticoltori a rivedere i piani di vendemmia per mettere al sicuro i grappoli ora più fragili ed evitare lo sviluppo di botriti che inficerebbero la qualità dell’uva una volta in cantina. Desolante è l’immagine di letti di olive staccati o “battuti” con chirurgica precisione dalle palline di grandine così come i rami piegati o spaccati. Decine sono le segnalazioni per l’olivicoltura attesa, fino a qui, da buone prospettive per il futuro raccolto.
La quantità eccezionale di acqua nella maremma ha trasformato in torrenti le strade di campagna che gli agricoltori utilizzando per raggiungere strade e capannoni limitandone l’accesso e richiedendo un intervento di ripristino urgente. In provincia di Massa Carrara la furia del vento e dell’acqua di mercoledì - era stata annunciata allerta gialla – ha danneggiato alcune strutture del mercato contadino che si tiene nelle piazze cittadine.
Coldiretti Toscana ricorda che è aperta sul sito di Artea la procedura per la segnalazione di danni alle colture ai fini di un eventuale riconoscimento di calamità da parte del Governo.
Fonte: Coldiretti - ufficio stampa
