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Uomo danneggia circolo Arci di Santa Maria, Burgassi (Lega): "Anni di politiche d'integrazione fallimentari"

L'episodio nella serata del 10 settembre. Il consigliere della Lega chiede più controlli sul territorio e rilancia il protocollo 'Strade Sicure'

"Esprimiamo piena solidarietà ai gestori e ai frequentatori del circolo Arci di Santa Maria, costretti ad assistere all’ennesimo grave episodio di violenza e degrado. Quanto accaduto in via Livornese non può essere liquidato come una semplice intemperanza".

Commenta così Burgassi Stefano, consigliere della Lega di Castelfiorentino, sezione Empolese, l'episodio avvenuto la sera del 10 settembre al circolo Arci Santa Maria di Empoli, in cui un uomo, già noto alle forze dell'ordine e in stato di alterazione, avrebbe danneggiato le fioriere in cemento prospicienti la struttura, colpito dei cestini e iniziato a urlare.

"È particolarmente preoccupante che il giovane responsabile, dopo essere stato fermato dalle forze dell’ordine, si sia ripresentato sul posto già la mattina successiva, come se nulla fosse accaduto - prosegue il consigliere della Lega -. Un fatto che alimenta nei cittadini un comprensibile senso di insicurezza".

Burgassi ha aggiunto che la Lega sta portando avanti il protocollo 'Strade Sicure', con l'obiettivo di rafforzare la presenza dei militari a supporto delle forze dell'ordine e garantire una vigilanza più capillare e continuativa nei centri urbani e nelle aree maggiormente esposte a episodi di violenza e degrado. "Liberare risorse delle forze di polizia dai servizi di vigilanza statica - prosegue la nota - consentirebbe inoltre di rafforzare il controllo dinamico del territorio".

"Purtroppo questa situazione è il risultato di anni di politiche d’integrazione fallimentari - commenta Burgassi -, che come parte politica non abbiamo mai condiviso né avallato, ma che ci troviamo ad affrontare cercando di rafforzare anche i Centri di rimpatrio".

Per la Lega, "nonostante gli sbarchi siano drasticamente diminuiti, resta ancora molto da fare per affrontare le criticità ormai presenti all’interno dei nostri territori. A ciò si aggiunge un sistema giudiziario che troppo spesso non riesce a fornire risposte tempestive e adeguate. È evidente, quindi, che la riforma della giustizia rimane tra le nostre priorità e non ci arrenderemo nel portarla a termine, nonostante il risultato del referendum", conclude Burgassi.

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