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Rsa Le Civette, presidio davanti alla Regione Toscana: "No alla chiusura"

Familiari degli ospiti e sindacati chiedono di fermare la chiusura della struttura di San Salvi. Consegnata una petizione con 300-400 firme

Presidio davanti alla sede della Regione Toscana a Firenze contro la chiusura della Rsa Le Civette, nella zona di San Salvi. Familiari degli ospiti e sindacati hanno esposto uno striscione con la scritta "Giù le mani da Le Civette. Questa è casa nostra", chiedendo di bloccare il progetto di chiusura della struttura, che attualmente ospita 19 persone.

La vicenda, spiegano i familiari, va avanti dal 2023, quando fu approvata una delibera per la chiusura temporanea della struttura, necessaria per interventi di messa a norma di un padiglione. All'epoca gli ospiti erano 40, distribuiti in due ali della Rsa, mentre altre 15 persone frequentavano il centro diurno dedicato ai malati di Alzheimer.

"Domani l'Asl Toscana centro ci ha convocato a Villa Fabbri, ci aspettiamo che inizino a comunicare gli spostamenti dei genitori in altre strutture. Noi non vogliamo che accada", ha spiegato Marco Papini, portavoce delle famiglie e figlio di una delle ospiti.

Familiari e sindacati hanno raccolto tra 300 e 400 firme in una petizione che sarà consegnata alla Regione e al Comune. Tra le richieste figura quella di "Bloccare immediatamente qualsiasi provvedimento di chiusura della struttura", oltre al ritorno alla situazione precedente al 2023 e alla riapertura del centro diurno per i malati di Alzheimer.

I familiari chiedono un intervento anche al Comune di Firenze, sostenendo che "non può assistere passivamente alla chiusura di una struttura totalmente pubblica, una delle ultime tre, senza dire niente". Secondo Papini, inoltre, la domanda di assistenza resta elevata: "Solo alle Civette - prosegue Papini - esiste una lista d'attesa di 40 persone. Ci risulta che in tutta l'Asl Toscana Centro siano 1800 e su Firenze oltre 300".

Al presidio ha partecipato anche il parroco di San Salvi, don Pierfrancesco, che ha espresso fiducia nella possibilità di trovare una soluzione: "Credo che ancora si possa sperare qualcosa di buono per la soluzione del problema".

La vertenza riguarda anche i 28 lavoratori della Rsa, tutti dipendenti della cooperativa Proges. "Siamo convocati per mercoledì dalla Asl", ha spiegato Paola Sabatini del sindacato Cub, aggiungendo che, in caso di chiusura, la cooperativa potrebbe avviare una procedura di licenziamento collettivo. L'Asl avrebbe già contattato altre cooperative per valutare il possibile riassorbimento del personale, ma secondo il sindacato senza garanzie sul mantenimento degli scatti di anzianità e dei diritti acquisiti.

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