“La promozione dell’energia rinnovabile a misura d’uomo e di ambiente”, questo l’obiettivo della Toscana, ribadito dal presidente della Regione Eugenio Giani, questa mattina nella seduta congiunta delle commissioni Ambiente e territorio, presieduta da Gianni Lorenzetti (Pd,) e Sviluppo economico e rurale, presieduta da Brenda Barnini (Pd), dove ha illustrato gli atti in materia di aree idonee per realizzare impianti di produzione di energia alimentati da fonti rinnovabili e per la semplificazione dei regimi amministrativi per la costruzione e l'esercizio degli impianti di produzione di energia alimentati da fonti rinnovabili.
“E’ una legge molto attesa – ha detto Lorenzetti - sia dai soggetti interessati all’installazione di impianti per la produzione dell’energia alternativa che dai territori, sindaci e presidenti delle province. C’è attenzione verso una legge che ha avuto una serie di traversie e un’incertezza normativa durata nel tempo”. “Partiamo avvantaggiati – ha aggiunto – perché l’Emila Romagna e la Lombardia hanno approvato la legge alcuni mesi fa, legge che ha passato anche il vaglio del Consiglio dei Ministri, così abbiamo la certezza di un quadro normativo entro il quale muoverci, tenendo presenti le necessità dei territori e l’esigenza di arrivare al 2030 alla potenza aggiuntiva pari ad almeno 4,25 gigawatt da fonti rinnovabili” rispetto a dicembre 2020.
Il presidente Giani ha spiegato il contesto normativo, costituito da due testi di legge e uno di pianificazione che il Consiglio regionale affronterà a breve. “Con la proposta di legge si intende procedere all’individuazione di aree idonee ulteriori rispetto a quelle individuate dallo Stato – ha detto - cercando un punto di equilibrio tra l’esigenza di assicurare una transizione energetica, realizzando impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili solare, eolica e idroelettrica, e l’esigenza di salvaguardare il paesaggio, le aree agricole e la loro funzione produttiva”. Giani ha spiegato alcune novità: “Nella legge nazionale – ha detto- c’era la possibilità di poter realizzare impianti fotovoltaici a 300 metri dall’autostrada, noi l’abbiamo ampliata anche alle strade di grande comunicazione regionale” e ancora “tra le aree pubbliche destinate abbiamo inserito anche le proprietà regionali e di enti pubblici, di comuni e di enti di gestione”. In sintesi “assecondiamo le opportunità previste dalla legge nazionale e facciamo alzare la voce dei comuni facendogli fare un documento di indirizzo perché possano avere un ruolo da protagonisti”.
“La proposta che riguarda le procedure – ricorda Giani- che nasce dal lavoro di interlocuzione con il M5S, prevede misure di semplificazione nelle procedure per gli impianti fotovoltaici ma anche eolici e geotermici”. “Questa legge ‘jolly’ ci deve consentire di fissare i principi procedurali”, “in una logica di co-progettazione tra Regione e Comuni”, ribadendo il ruolo del pubblico nel fare gli impianti “ci apriamo ad una dimensione di apertura verso i Comuni”.
“Anche i nostri lavori dovranno essere adeguati dal punto di vista della tempistica - ha detto Brenda Barnini – perché questo provvedimento è estremamente atteso anche da tante attività produttive della nostra Regione”. “La seconda commissione ha la competenza dell’energia ma facciamo una trattazione congiunta di questa materia perché ha un risvolto immediato anche sulla pianificazione e sul territorio. Non ci dobbiamo dimenticare il punto di partenza che ha a che fare con una visione molto vicina al dibattito sulla necessità della reindustrializzazione e di un sostegno più forte al nostro sistema manifatturiero”. Questo punto, secondo Barnini “va messo in evidenza e ci deve guidare nell’eventuale esame delle proposte di emendamento, nella lettura degli articoli, dei contributi dei soggetti che audiremo giovedì”. “Allo stesso tempo – aggiunge – quell’elemento di salvaguardia del paesaggio, asset strategico di sviluppo, è l’altro punto che ci deve guidare”. “Accolgo con estremo favore l’idea di lavorare su un emendamento che dia tempo ai comuni per avanzare uno ‘sorta di stato dei luoghi’, soprattutto perché di fronte a proposte di investimento che hanno a che fare con l’obbiettivo di generare un pezzo di economia legato alle rinnovabili, i comuni sono deboli nell’interloquire con i grandi gruppi, quindi chiamarli in causa, rendendoli protagonisti, è un elemento virtuoso”. Barnini ha proposto un tavolo tecnico per valutare il tutto in una visione d’insieme, tenendo fermi i principi cardine.
L’assessore all’ambiente David Barontini ha spiegato “gli atti sono stati pensati per essere letti insieme e concepiti come un unico pacchetto di un’unica strategia, la legge sulle aree idonee individua dove e quali tipologie di impianto realizzare, la legge sulla semplificazione serve per dare accelerazione ai procedimenti autorizzativi e amministrativi”. L’impianto “si completa con il Priz, il Piano Regionale di Individuazione delle Zone di Accelerazione Terrestri”, lo strumento normativo e pianificatorio utilizzato dalle Regioni italiane per mappare le aree idonee e le zone di accelerazione destinate all'installazione di impianti a fonti energetiche rinnovabili.
L’assessore ha ricordato “gli unici divieti come fotovoltaico nelle aree agricole e aree Unesco sono stabiliti a livello statale e non possono essere aggiunti dalla regione” e “la pdl non si sottrae al tema dell’agrivoltaico prevedendo un modello dove l’imprenditore agricolo e il progetto di sviluppo dell’attività agricola restano centrali e fissa all’1per cento su scala regionale e al 3per cento su scala comunale la soglia di sau (superficie agricola utilizzabile) massima occupabile da impianti rinnovabili”. Si prevedono anche compensazioni economiche per i comuni che installeranno impianti, anche in ambito ambientale. “La pdl 40 – conclude - è un unicum nazionale perché introduce elevati standard di semplificazioni, aumentando le soglie di accesso alle procedure amministrative semplificate e anche semplificazioni burocratiche”.
Giovedì 17 settembre le due commissioni terranno le consultazioni delle categorie economiche della Toscana e rappresentanti sindacali sulle proposte di legge sulle aree idonee.
Fonte: Consiglio regionale della Toscana - ufficio stampa
