“Oriana Fallaci. L’eretica”: il ricordo a vent’anni dalla scomparsa

Una voce riconoscibile, pungente, fuori dal coro. Una voce eretica. Oriana Fallaci è stata uno delle voci più riconoscibili, interessanti e intelligenti del giornalismo italiano e non solo. Capace di racconti ineccepibili, interviste e analisi scomode. Una giornalista a tutto tondo, un’intellettuale di grande spessore. Tutti elementi che sono stati messi in rilievo nel convegno ‘Oriana Fallaci. L’eretica – A vent’anni dalla sua scomparsa’, tenutosi oggi pomeriggio nella sala Gonfalone di palazzo del Pegaso, e al quale sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni, studiosi e persone che hanno conosciuto e lavorato con Fallaci, per ripercorrerne la vicenda umana e professionale a vent’anni dalla sua morte. Un appuntamento che ha richiamato un grande afflusso di pubblico, tanto che è stato necessario trasmettere la diretta dell’evento anche in altre sale del palazzo.
Il convegno è stato solo uno dei momenti che il Consiglio regionale della Toscana, in collaborazione con il Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux, ha dedicato alla grande giornalista e scrittrice fiorentina, sulla sua figura e sulla sua eredità culturale. Accanto a questo momento di riflessione e approfondimento, infatti, sempre a palazzo del Pegaso si è inaugurata la mostra ‘Oriana. Donna, giornalista, scrittrice’, che propone un percorso articolato attraverso le diverse dimensioni della vita e dell’opera di Oriana Fallaci, mentre presso la Biblioteca regionale Pietro Leopoldo e l’Archivio del Consiglio regionale si è svolta una visita guidata al Fondo Fallaci.
“Ricordare Oriana Fallaci a vent’anni dalla sua scomparsa - ha detto la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi - significa rendere omaggio a una fiorentina che ha fatto della libertà di pensiero e dell’indipendenza una forma di vita. Con il convegno, la mostra e le visite guidate al Fondo Fallaci, l’Assemblea legislativa toscana vuole proporre non una semplice celebrazione, ma un’occasione di conoscenza, approfondimento e confronto su una donna, una giornalista e una scrittrice che ha saputo raccontare il proprio tempo con straordinario coraggio, senza mai rinunciare alla propria voce e senza temere di essere scomoda. La mostra ci permette di entrare nella sua storia attraverso le carte, i libri, i manoscritti e gli oggetti personali, mentre il Fondo custodisce una parte preziosa della sua eredità culturale. È una memoria che abbiamo il dovere di conservare e rendere accessibile, perché possa continuare a parlare anche alle nuove generazioni e a stimolare domande, riflessioni e discussioni”.
Il presidente del Gabinetto Vieusseux Riccardo Nencini, a cui è stata affidata la prolusione che ha preceduto gli interventi del dibattito, ha voluto sintetizzare così la giornata: “Finalmente, oggi, con la cronaca che diventa storia, Oriana e Firenze si riconciliano e lei può tornare a casa. Oriana ne sarebbe stata felice. Amava il suono delle campane e delle chiarine”.
“Oggi superiamo le polemiche politiche del passato e finalmente celebriamo una donna e un punto di riferimento culturale per l'intera comunità”, ha sottolineato il presidente della Regione, Eugenio Giani. Il presidente ha ricordato la quindicenne Oriana Fallaci che contribuì alla lotta di Liberazione svolgendo il ruolo di staffetta partigiana e ha accostato il suo spirito “allo spirito schietto e senza compromessi dei ‘maledetti toscani’ di Curzio Malaparte. Una figura senza compromessi, che ha anticipato temi decisivi sui diritti civili e sulla libertà, e che siamo orgogliosi di ricordare”.
Secondo Cristina Manetti, assessora regionale alla cultura, Oriana Fallaci, con l’altro grande giornalista e scrittore toscano Tiziano Terzani, “è un esempio di grande pensatore libero” e per questo ha auspicato che “si superino le contrapposizioni ideologiche legate alle loro figure”. “La Fallaci – ha aggiunto – è stata ed è un punto di riferimento per i giovani e per chi intraprende il giornalismo, ricordata per il coraggio di esprimere opinioni forti e scomode. È stata una grande femminista che ha dato voce alle donne nel mondo. La sua volontà di farsi definire "scrittore", anche sulla sua tomba, è una scelta legata al suo tempo per affermare una conquista in un ambito, come il reportage di guerra, allora dominato dagli uomini”. Manetti ha ribadito l'importanza di preservare la memoria della Fallaci e di prendersi cura del patrimonio documentario lasciato in Toscana e ha proposto di valorizzarlo tramite visite guidate, selezioni e letture delle sue opere.






L’assessore alla Cultura del Comune di Firenze, Giovanni Bettarini, ha ricordato che l’amministrazione comunale, a seguito di una petizione firmata da 131 cittadini, ha riqualificato e intitolato ‘Giardino Fallaci’ l'area precedentemente nota come Piazzale Oriana Fallaci. “Oriana Fallaci”, ha detto, “è stata una figura di grande forza e singolarità, capace di sostenere le proprie idee con coraggio e di schierarsi fermamente, senza la pretesa di rappresentare tutti ma lasciando un'impronta profonda. Diceva ‘Parlo fiorentino, penso fiorentino, sento fiorentino’, e questa è proprio l’espressione più riuscita del carattere forte della città, di cui l'amministrazione intende preservare e tramandare l'eredità”.
“Il fondo archivistico donato al Consiglio regionale della Toscana è na risorsa fondamentale per preservare la memoria storica italiana”, ha detto Edoardo Perazzi, nipote di Oriana Fallaci. “Grazie alla digitalizzazione, l'archivio è oggi accessibile a tutti, permettendo al pubblico di scoprire nuovi aspetti della vita e delle opere della giornalista”. Perazzi ha condiviso inoltre un ricordo intimo, rivelando la sfida di bilanciare l'immagine pubblica di superstar della cultura con il legame affettivo privato e a proposito del Fondo ha poi evidenziato come “la sua istituzione non sia solo un deposito di documenti, ma un investimento culturale vivo che continua a crescere nel tempo”.
Daniela Di Pace, storica assistente della giornalista fiorentina, ha definito Oriana Fallaci “estrema e dura. Era un'autrice dal perfezionismo maniacale, ed era solita apportare continue correzioni ai testi fino a mettere a rischio le scadenze di stampa. Per lei non esistevano ferie né orari. Oriana oggi bacchetterebbe le nuove generazioni di giornalisti per l'uso dell'intelligenza artificiale, gli errori grammaticali e la scarsa preparazione con cui affrontano le interviste”. Tanti anche i ricordi legati alla sfera personale della Fallaci. “Consapevole della gravità delle sue condizioni, pretese di tornare nella sua città natia per trascorrervi gli ultimi giorni – ha raccontato Di Pace. - A Firenze venne accudita dal nipote Edoardo, dalla dottoressa Pirella e da Aligi Cioni, figura a lei molto cara. Negli ultimi anni di vita emerse in lei un forte bisogno di affetto e la nostalgia per la maternità mancata”.
Ai lavori del convegno, coordinati da Elena Pianea, dirigente del Consiglio regionale, sono intervenuti anche Gianluca Bavagnoli, già editor di Oriana Fallaci, Riccardo Baronti, già dirigente della casa di cura Santa Chiara, Michele Rossi, direttore del Gabinetto Vieusseux, Giulia Bassi, borsista di ricerca dell’Università di Siena, e Monica Valentini, responsabile dell’Archivio del Consiglio regionale.
In occasione del convegno è stata messa a disposizione una copia in Braille del volume “Lettera a un bambino mai nato”, realizzata in collaborazione con la Stamperia Braille della Giunta regionale Toscana. Un’ulteriore copia del volume sarà consultabile e disponibile per il prestito presso la Biblioteca della Toscana Pietro Leopoldo (piazza dell’Unità Italiana 1, Firenze). I lavori del convegno, che sono stati trasmessi in diretta streaming sul sito web del Consiglio regionale della Toscana, sono stati accompagnati dal servizio di interpretariato in lingua dei segni italiana (LIS) a cura di ANIOS (Associazione Nazionale Interpreti di Lingua dei Segni Italiana).






In sala erano presenti i consiglieri regionali Roberta Casini, Alessandro Tomasi, Matteo Zoppini, Alessandro Capecchi, Jacopo Cellai e Claudio Gemelli.
La mostra ‘Oriana. Donna, giornalista, scrittrice’ resterà aperta fino al 10 ottobre e sarà visitabile dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19. Allestita nella Galleria dipinta di palazzo del Pegaso, è curata da Giovanni Aprea, Katia Ferri, Elena Michelagnoli e Monica Valentini, l’esposizione propone un percorso articolato attraverso le diverse dimensioni della vita e dell’opera di Oriana Fallaci: quattro teche che si focalizzano su singoli aspetti: la donna, la giornalista, la scrittrice, il rapporto tra Fallaci, Panagulis e Pasolini. Quella dedicata alla donna ne restituisce un ritratto più intimo attraverso oggetti personali e le pagine de Il sesso inutile e Penelope alla guerra, dedicate alla libertà e ai diritti delle donne; quella dedicata alla giornalista ripercorre il cammino dagli anni a L’Europeo alle grandi interviste che la resero celebre nel mondo, fino alle edizioni italiane e straniere di Intervista con la storia. Il nucleo dedicato alla scrittrice presenta manoscritti, bozze e correzioni di Un uomo, il romanzo dedicato ad Alekos Panagulis, insieme alla macchina da scrivere donata al Consiglio regionale con il Fondo Fallaci. Una quarta sezione, ‘Fallaci, Panagulis e Pasolini’, raccoglie lettere e documenti inediti che raccontano per la prima volta il legame tra i tre intellettuali. Un video a cura di Giulia Bassi, realizzato per SCRIPTA Scrittrici e poete negli archivi della Toscana consentirà di navigare tra le carte e i libri del ‘Fondo Oriana Fallaci’.


Quattro, invece, sono le visite guidate straordinarie al Fondo Fallaci che si svolgeranno tra il 15 settembre all’8 ottobre. Le visite – curate da Katia Ferri, Elena Michelagnoli per la Biblioteca della Toscana Pietro Leopoldo, e Monica Valentini, dell'Archivio storico del Consiglio regionale – offrono l'occasione di conoscere da vicino il patrimonio librario, archivistico e personale donato dal nipote ed erede universale di Oriana Fallaci Edoardo Perazzi.
Guida all’ascolto dei nastri: l’Archivio storico del Consiglio regionale ha predisposto una guida all’ascolto dei nastri e delle interviste digitalizzate del Fondo Oriana Fallaci, con un percorso tematico dedicato agli incontri della giornalista con alcune grandi figure femminili del Novecento. L’ascolto è fruibile presso una postazione dedicata nella sede dell'Archivio storico (via Cavour 4, Firenze), previa prenotazione all’indirizzo: fondo.fallaci@consiglio.regione.toscana.it
Per partecipare alle visite guidate sarà necessaria la prenotazione online a partire dall’8 settembre.
Per ulteriori informazioni: Archivio storico - via Cavour 4, Firenze; Biblioteca della Toscana Pietro Leopoldo - piazza dell’Unità Italiana 1, Firenze, biblioteca@consiglio.regione.toscana.it
Fonte: Toscana Consiglio Regionale