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Certificati medici 'anti-Cpr', Petrucci (FdI): "Confermati nostri dubbi, ora fare chiarezza"

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Consiglio regionale, Diego Petrucci, commenta la notizia delle perquisizioni a carico di alcuni medici toscani nell'ambito dell’inchiesta della Procura di Ravenna sui presunti certificati falsati per evitare il trasferimento dei migranti nei CPR; il consigliere rivendica l’interrogazione presentata nei mesi scorsi e chiede "una risposta completa" sul numero dei certificati di inidoneità emessi in Toscana. Secondo Petrucci, i nuovi sviluppi rendono la richiesta di trasparenza "più che mai necessaria".

 

“Le notizie di oggi relative alle perquisizioni a carico di alcuni medici a Firenze, nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Ravenna sui presunti certificati falsati per evitare il trasferimento dei migranti nei CPR, dimostrano che non ci sbagliavamo quando abbiamo sollevato il caso in Consiglio regionale. La nostra interrogazione all’Assessore Monni era doverosa e oggi si è rivelata più che mai necessaria. 

Stiamo ancora attendendo una risposta completa al nostro accesso agli atti per conoscere il numero esatto di certificati medici di inidoneità emessi ospedale per ospedale in tutta la Toscana. Lo scorso 15 aprile l’assessore Monni ci aveva risposto in Aula ed era emerso che nella Asl Toscana Centro circa il 30% delle persone sottoposte a visita nel 2025 era stato dichiarato non idoneo al trasferimento, evitando così l'espulsione. Avevamo chiesto la certezza assoluta che in Toscana non si replicasse la gestione ‘politica’ dei certificati come in Emilia-Romagna, una richiesta di trasparenza che oggi rinnoviamo alla luce dei recenti sviluppi. 

Se le ipotesi degli inquirenti venissero confermate, ci troveremmo di fronte a un chiaro e gravissimo tentativo di depotenziare l'azione del Governo nel contrasto all'immigrazione clandestina e nella tutela della sicurezza pubblica. Ricordo che gli immigrati destinati ai CPR sono soggetti responsabili di atti di violenza o reati che devono essere espulsi. Se ci sono medici che hanno violato le leggi dello Stato per garantire una sorta di impunità, devono essere identificati e puniti: nessuno può considerarsi al di sopra della legge.

La sicurezza dei cittadini deve restare la priorità assoluta, al riparo da qualsiasi condizionamento ideologico o di parte" 

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