Con il rientro di settembre e la ripresa dei ritmi lavorativi e familiari quotidiani, la gestione dell'assistenza agli anziani torna a essere una priorità per molte famiglie. È proprio al ruolo dei caregiver familiari, alle difficoltà che spesso si trovano ad affrontare e al valore dell'assistenza professionale che è stata dedicata una nuova puntata di 'Badante Subito'. Ai microfoni di Radio Lady, la titolare Stefania Masoni ha affrontato il tema partendo da un aspetto che va oltre la semplice organizzazione pratica: il rapporto con l'invecchiamento dei propri genitori.
L'intervista su Radio Lady
La puntata si è aperta con un momento di riflessione sul valore del rispetto per la terza età e sull'accettazione del cambiamento: "Molto spesso noi figli vediamo ancora i nostri genitori giovani e non accettiamo il loro invecchiare. Spesso ci diamo da fare, facciamo i caregiver dei nostri genitori - ha osservato Stefania Masoni -, ma non sempre questo è semplice: non abbiamo le competenze, perché abbiamo orari di lavoro prolungati e abbiamo poco tempo. Ecco che arriva Badante Subito, un aiuto importante per i figli caregiver".
È in questo spazio che, secondo Masoni, può inserirsi il lavoro di un professionista, non soltanto per rispondere alle necessità quotidiane, ma anche per tutelare la serenità e la dignità della persona anziana.
Nel corso dell'intervista è emerso infatti un concetto centrale: quando si parla di assistenza non si può guardare soltanto agli aspetti pratici. Anche una persona con un decadimento cognitivo conserva il diritto a essere rispettata, ascoltata e accompagnata nel proprio percorso.
"Questo non diminuisce il diritto" alla serenità e alla dignità, ha sottolineato Masoni, spiegando quanto possa essere importante mantenere l'anziano all'interno del proprio ambiente, tra i suoi oggetti e i suoi ricordi.
Anche quando le facoltà cognitive sono compromesse, alcuni ricordi possono riemergere in modo improvviso. Una fotografia, un oggetto familiare o una persona conosciuta possono diventare occasioni per creare un momento di relazione: "Se con la persona che la accudisce guardano una foto e la ricorda, oppure cerca il padre e la madre, perché dirgli che non esistono più? Diciamogli altro. Cerchiamo di aiutarli in questo percorso", ha detto Masoni.
Un percorso che, del resto, non è semplice neppure per i familiari, chiamati spesso a sostenere anche un forte carico emotivo.
Il ruolo del professionista
La componente emotiva può rendere particolarmente difficile l'assistenza da parte dei familiari: "Un figlio rischia di sbagliare, perché c'è l'affetto e non c'è la razionalità di aiutare la persona in questa situazione così difficile. Ecco che arriva il professionista, che deve comunque fare le cose con il cuore. Essendo più razionale, può aiutare l'anziano in queste fasi"».
Un altro elemento importante riguarda le aspettative delle famiglie. Quando si assiste un genitore, può essere naturale sperare che un miglioramento sia l'inizio di una vera e propria ripresa: "Noi figli pensiamo che da un momento all'altro guariscono", ha spiegato Masoni, ricordando come una giornata positiva non debba necessariamente essere interpretata come un'inversione definitiva della situazione.
I momenti positivi, naturalmente, hanno un valore e devono essere vissuti e riconosciuti. Ma senza costruire su di essi aspettative che potrebbero poi rendere ancora più difficile affrontare le fasi successive.
L'assistenza personale e la dignità dell'anziano
Durante la puntata è stato affrontato anche un tema molto concreto: l'assistenza personale. Masoni ha raccontato la propria esperienza familiare, ricordando le difficoltà incontrate nell'aiutare il padre allettato nelle operazioni di igiene personale: "A livello di dignità, per l'anziano essere lavato dai figli, soprattutto se capace di intendere e volere, è un imbarazzo. La figura professionale, invece, rende il tutto più leggero e tranquillo".
Inoltre, un'igiene eseguita in modo non corretto può esporre l'assistito a infezioni: "Non è facile fare un'igiene accurata - ha spiegato Masoni -. Se non facciamo un'igiene accurata, arrivano le infezioni". Per questo, l'intervento di una figura professionale esterna può permettere di gestire questi aspetti delicati con maggiore serenità, sia per l'anziano sia per i familiari.
Fare un passo indietro per recuperare il rapporto con i propri genitori
In questo contesto, essere caregiver significa anche saper fare un passo indietro. Delegare gli aspetti tecnici e pratici a personale qualificato può consentire ai figli di liberarsi da un peso eccessivo e recuperare la qualità della relazione con i propri genitori.
"Quando arriviamo dai nostri genitori, farli parlare, accarezzarli, dargli un bacio e cercare di dare loro, anziché del tempo a fare cose che non ci competono, quell'affetto che loro aspettano, quel tempo di qualità", ha rimarcato Masoni.
Essere un buon caregiver, infatti, non significa necessariamente occuparsi personalmente di ogni singola necessità. Può significare anche riconoscere i propri limiti, affidarsi a chi ha competenze specifiche e preservare, per quanto possibile, il rapporto tra genitore e figlio.
Badante Subito, i contatti
Per informazioni sui servizi di Badante Subito e per contattare la sede di Empoli, è possibile rivolgersi alla sede di via Chiarugi 20, con ingresso da via Pulidori 15. Il numero di telefono è 338 6017 363, attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7
Nel corso dell'intervista è stato inoltre anticipato l'obiettivo di ampliare i servizi disponibili per i cittadini di Empoli.

