Allagamenti a Empoli, gli alluvionati chiedono interventi e lo stop alle nuove edificazioni nelle aree a rischio

Dopo l'ondata di maltempo di ieri e i conseguenti allagamenti che hanno interessato strade, sottopassi, attività commerciali e abitazioni a Empoli, l'Unione Cittadini Alluvionati torna a porre l'attenzione sul problema del rischio idraulico in città, rivolgendosi all'amministrazione comunale e chiedendo nuove scelte per affrontare una situazione che, secondo il comitato, dopo gli eventi degli ultimi anni, non può più essere considerata eccezionale o episodica: "il problema ormai è strutturale e come tale deve essere affrontato", sostengono gli alluvionati.
Una questione che, sottolinea l'Unione, non riguarda soltanto la sicurezza, ma anche le conseguenze economiche e igienico-sanitarie degli allagamenti: "ogni allagamento significa danni alle abitazioni, alle attività commerciali e artigianali, alle imprese, all'agricoltura e al sistema produttivo locale", si legge nella nota, con costi che ricadono anche sulla collettività attraverso gli interventi di emergenza, soccorso e ripristino. Un problema che ha colpito duramente i commercianti nell'emergenza di ieri (qui il link all'articolo).
Per il comitato cittadino, dunque, la prevenzione non deve limitarsi alla gestione dell'emergenza, ma tradursi in nuovi interventi strutturali, manutenzione e una pianificazione complessiva del sistema delle acque. Tra le richieste c'è quella di realizzare un nuovo studio sull'intero sistema, coinvolgendo Genio Civile, Autorità di Bacino, Regione, Consorzio di Bonifica, AIT, Acque Spa e Alia, dal quale far scaturire un vero e proprio Piano straordinario di riduzione del rischio. E, soprattutto, l'Unione chiede lo stop alle nuove edificazioni nelle aree a rischio idraulico finché il rischio esistente non sarà concretamente ridotto.
"Aiutateci a ottenere insieme più sicurezza, più manutenzione, nuove opere e nuovi studi, e dove esiste rischio idraulico stop immediato a nuove edificazioni - dichiarano -. Perché chi oggi ha avuto l'acqua in casa e nella propria attività commerciale non può più aspettare il prossimo temporale, Empoli ha urgente bisogno di ridurre il rischio esistente non di aggiungerne altro".
Di seguito la nota completa
Ancora una volta Empoli si è allagata, strade, sottopassi, attività economiche, garage e abitazioni ancora una volta le stesse famiglie hanno guardato l’acqua salire aspettando di capire se sarebbe
entrata in casa e nelle loro attività.
Oggi sono caduti 75 millimetri di pioggia in mezz’ora, è un fenomeno meteorologico molto intenso, ma ciò che non possiamo più considerare eccezionale è che ad ogni pioggia intensa parti della nostra città vadano in crisi.
Dopo gli eventi del 2019, del novembre 2023, del marzo 2025 e quelli successivi, fino ad oggi, non possiamo continuare ad affrontare ogni allagamento come se fosse un episodio isolato attribuibile
ad un evento eccezionale accompagnato ogni volta da comunicati quasi giornalieri su allerta meteo che non giustificano i disagi per mancato intervento del comune per adeguamenti strutturali
necessari, ma segnalano una nuova normalità.
Il problema ormai è strutturale e come tale deve essere affrontato. E non è soltanto un problema di sicurezza, e anche un enorme problema economico.
Ogni allagamento significa danni alle abitazioni, alle attività commerciali e artigianali, alle imprese, all’agricoltura e al sistema produttivo locale. Significa giornate di lavoro perse, merci e attrezzature da buttare, locali da ripristinare, raccolti danneggiati, e poi arrivano i costi sostenuti dalla collettività: emergenza, soccorsi, ripristini, raccolta e smaltimento dei materiali alluvionati,
contributi e ristori pubblici.
Alla fine il conto dell’assenza di prevenzione non scompare, lo pagano gli alluvionati e lo paghiamo tutti. Lo paghiamo attraverso risorse pubbliche che devono essere destinate all’emergenza e alla ricostruzione anziché poter finanziare altri servizi e investimenti per la collettività come la sanità o l’istruzione, e attraverso i costi necessari a gestire le conseguenze degli allagamenti.
Per questo investire nella prevenzione non significa soltanto proteggere le persone significa anche evitare di continuare a pagare, alluvione dopo alluvione, danni enormemente superiori.
C’è poi un problema che spesso resta in secondo piano: quello dell’igiene e della salubrità degli ambienti. Dopo ogni allagamento, acqua, fango, reflui fognari e materiali contaminati entrano in abitazioni, garage, cantine e attività, rendendo necessari interventi di pulizia, disinfezione e smaltimento. Non si tratta soltanto di ripristinare ciò che è stato danneggiato: significa anche garantire condizioni igienico-sanitarie sicure per chi torna nelle proprie case e nei propri luoghi di lavoro. La gestione di queste conseguenze non può essere lasciata esclusivamente ai singoli cittadini, ma deve rientrare nella programmazione preventiva e nelle procedure di emergenza.
Circa un empolese su sette vive in aree a elevato rischio idrogeologico, sono nostri concittadini che convivono con la paura ed il rischio ogni volta che arriva un’allerta. Servono quindi scelte straordinarie e concrete.
Nel Pratese sono già state sperimentate strade che possiamo seguire: studi integrati tra reticolo idraulico, fognature e drenaggio urbano con Genio Civile, gestore idrico e AIT; coordinamento preventivo tra Comune, gestori e manutentori; pulizia programmata delle caditoie e squadre dedicate durante le allerte; programmazione delle opere strutturali necessarie.
E oggi esiste anche un nuovo disciplinare AIT-Publiacqua pensato proprio per programmare e cofinanziare il potenziamento delle fognature miste o meglio duali nelle zone soggette a frequenti allagamenti che potremmo proporre anche per il nostro ambito.
Chiediamo che anche Empoli faccia immediatamente altrettanto: un nuovo studio complessivo dell’intero sistema delle acque — Arno, Elsa, rii, reticolo minore, fognature, caditoie e loro
reciproche interferenze — e da quello un vero Piano straordinario di riduzione del rischio, coinvolgendo Genio Civile, Autorità di Bacino, Regione, Consorzio di Bonifica, AIT, Acque Spa e
Alia.
Ma c’è una cosa ancora più semplice e urgente che possiamo fare da subito:
NON AGGIUNGERE NUOVO RISCHIO DOVE IL RISCHIO ESISTE GIÀ.
Finché non avremo ridotto concretamente quello esistente, le nuove edificazioni previste dal Piano Operativo nelle aree a rischio idraulico devono essere fermate, non basta più promettere che una nuova costruzione, attraverso il principio dell’invarianza idraulica, non peggiorerà la situazione come sempre promesso in passato, qui abbiamo bisogno di migliorarla.
Per questo come cittadini alluvionati facciamo un appello a tutti gli empolesi, la solidarietà verso chi viene allagato non può cominciare quando servono gli stivali per svuotare una cantina dal fango, deve cominciare prima, adesso.
Aiutateci a ottenere insieme più sicurezza, più manutenzione, nuove opere e nuovi studi, e dove esiste rischio idraulico stop immediato a nuove edificazioni.
Perché chi oggi ha avuto l’acqua in casa e nella propria attività commerciale non può più aspettare il prossimo temporale, Empoli ha urgente bisogno di ridurre il rischio esistente non di aggiungerne altro.
Alluvionati 14 Marzo, Carraia, San Martino-Serravalle, Santa Maria, Trasparenza per Empoli