Estate finita, stesso ritornello. È bastata circa un’ora di pioggia per mettere in difficoltà le fognature empolesi.
Come Buongiorno Empoli vogliamo innanzitutto esprimere la nostra vicinanza a tutti coloro che hanno subito danni a seguito dell’ennesimo evento meteorologico intenso che ha interessato il nostro territorio. Non vogliamo essere quelli del “ve lo avevamo detto”, né tantomeno strumentalizzare un momento di difficoltà. Ma, dato che l'argomento per noi è sempre stato cardine nel nostro discorso politico, sentiamo il dovere e la responsabilità di porre alcune questioni.
Gli eventi meteorologici estremi sono una realtà con la quale dobbiamo confrontarci sempre più frequentemente. E il problema non riguarda soltanto ciò che è accaduto oggi: dobbiamo chiederci quanto il nostro territorio sia preparato ad affrontare eventi ancora più intensi. Non possiamo dimenticare gli eventi drammatici accaduti nel nostro territorio come l'alluvione del novembre '19 (centro e Piazza dei Leoni completamente allagati)del marzo '25 e quello che è successo nella piana fiorentina nel '23.
Per questo continuiamo a ritenere sbagliata una politica urbanistica che, mentre parla di adattamento climatico e tutela del territorio, continua contemporaneamente a prevedere nuove trasformazioni e impermeabilizzazioni del suolo. Durante l'approvazione del Piano Strutturale Intercomunale abbiamo portato in Consiglio comunale osservazioni e preoccupazioni che, a nostro giudizio, non hanno ricevuto risposte adeguate. Quanto altro suolo possiamo impermeabilizzare senza aumentare la vulnerabilità idraulica della città? È vero: in pochissimo tempo sul territorio comunale è caduta una quantità enorme di acqua.
Eventi di questa intensità possono mettere in difficoltà qualsiasi sistema di drenaggio. Ma proprio per questo non possiamo limitarci ai tecnicismi o alla spiegazione dell'eccezionalità dell'evento. La direzione politica deve cambiare. Servono le opere di sicurezza idraulica che Empoli attende da anni, comprese le infrastrutture di laminazione e le casse di espansione dove tecnicamente necessarie. Ma le sole opere idrauliche non possono più essere considerate sufficienti.
Occorre soprattutto preservare il suolo agricolo e le aree verdi, aumentare le superfici permeabili e favorire l'infiltrazione naturale dell'acqua nel terreno. Infine, una nota sulla comunicazione durante le emergenze. Allo stesso modo riteniamo improprio che un'istituzione utilizzi con leggerezza espressioni come “bomba d'acqua”. Parlare semplicemente di un fenomeno eccezionale rischia di trasmettere l'idea che davanti a questi eventi non sia possibile fare nulla. Noi non siamo d'accordo.
Non possiamo impedire alla pioggia di cadere, possiamo però decidere che città costruire, quanto suolo consumare, quali opere realizzare e quanto prepararci agli eventi climatici che verranno. La sicurezza del territorio si costruisce prima dell'emergenza, non durante l'alluvione.
Buongiorno Empoli
