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Intitolato il giardino a Monsignor Cavini, Proposto per 36 anni

Mantellassi: "Oggi restituiamo un pezzo di quell'affetto verso di lui". Il giardino di via Cavour, davanti alla biblioteca Fucini, ricorda la guida della Collegiata dal 1972 al 2008

Un uomo prima di tutto, una figura di profonda cultura e umanità, un sacerdote ‘paterno’ che ha ricoperto la carica alla guida della parrocchia della Chiesa Collegiata dal 1972 al 2008, incontrando nel suo cammino di fede tantissime generazioni di empolesi: a Monsignor Cavini, uno storico Proposto di Empoli è stato intitolato il giardino di via Cavour, davanti l'ingresso della biblioteca comunale 'Renato Fucini', a pochi passi dalla Propositura dove Cavini svolse il suo compito con grande senso del dovere.

Tra commozione, ricordi ed emozioni, alla cerimonia istituzionale di intitolazione che si è tenuta questa mattina (sabato 19 settembre 2026) c’è stata una numerosa partecipazione da parte della cittadinanza. Dopo l’Inno di Mameli e lo svelamento della targa, sono seguiti gli interventi del sindaco del Comune di Empoli, Alessio Mantellassi, dell'attuale Proposto don Guido Engels, di Lorenzo Ancillotti, presidente dell'associazione Mons. Giovanni Cavini, della consigliera comunale con delega alla Toponomastica Cristina Marconi e dei membri della famiglia Cavini.

GLI INTERVENTI DEI FAMILIARI: "Ringrazio l'amministrazione comunale per lo spazio a Monsignor Cavini. Studioso, amante dell'arte, capace Proposto e guida spirituale, fu una persona molto semplice, che aveva venerazione per sua mamma. Rimasta vedova con figlio in tenera età, lo seppe crescere con amore nonostante le difficoltà. Prime esperienze pastorali come parroco di montagna in comunità bisognose di istruzione religiosa e civile. Profondo amore per tutte le mamme. Questo spazio centrale così frequentato da bambine e bambini accompagnati da mamme premurose, così la nipote Tullia Cavini."

"Come familiari siamo grati alla città di Empoli che ha accolto don Giovanni per i suoi lunghi anni di servizio presso la Collegiata di Sant’Andrea – ha sottolineato Marcello Campomori, pronipote -. Ha amato con crescente generosità il popolo empolese, mantenendo una costante gratitudine verso il suo paese di origine Palazzuolo sul Senio. Amava le persone affidate al suo ministero e sapeva riflettere sui loro bisogni. I suoi progetti non erano legati alla fragilità del consenso, ma alla crescita integrale della comunità. Siamo altresì contenti che venga dedicato a don Giovanni uno spazio aperto e di tutti, uno spazio che non prevede privilegi se non quello del rispetto radicale delle persone. È qui, sulla piazza pubblica, che si celebra l’incontro delle culture. La sua opera vorremmo che fosse ricordata e vissuta come una tessitura costante delle relazioni dove carità e politica si fondono nella comunità che tutti vorremmo abitare".

LE DICHIARAZIONI – "Figure che nella nostra comunità servito pastori nel nome del Vangelo. Tutti davano per scontato che Monsignore fosse Monsignor Giovanni Cavini, così era conosciuto e quando si pronuncia il nome si capisce l'autorevolezza della sua figura - ha affermato il sindaco Alessio Mantellassi -. È qualcosa che si costruisce con la credibilità e la vicinanza, con la coerenza e la sincerità delle proprie posizioni, con le buone relazioni con il prossimo. Nel suo nome la vita dell'Oratorio è stato qualcosa di importante per la vita della comunità. Quel ricordo ancora vivo ci porta a dire che questo spazio in un luogo di cultura e vicino alla Misericordia, nel cuore della città che ha servito per 30 anni. Possiamo essere grati di aver ricevuto un pastore che ha svolto un servizio (questo il significato della parola) con autorevolezza, cura e affetto. Oggi restituiamo un pezzo di quell'affetto verso di lui. Empoli non si dimentica mai dei suoi figli, anche se non era nato fisicamente qui".

"Con grande piacere ho accolto la notizia dell'intitolazione del giardino, davanti alla Biblioteca Comunale e di fianco alla sede della Misericordia, a Mons. Giovanni Cavini – ha dichiarato Don Guido Engels, attuale Proposto di Empoli - Ringrazio per l'iniziativa l'amministrazione comunale e il sindaco di Empoli, Alessio Mantellassi, per aver voluto onorare la memoria del mio predecessore, che ha tanto amato Empoli, tanto da dimenticare Firenze, dove pure si era fatto stimare come rettore e insegnante nel Seminario. Non ci poteva essere posto migliore per lui, che ha dedicato fino alla fine della sua vita tempo sia allo studio che alle opere a favore dei cittadini in particolare i più bisognosi. Aveva così accumulato una profonda cultura in dialogo tra la fede in Dio e la sapienza umana, tanto che il mangiare con lui era un nutrirsi di buon cibo e soprattutto di conoscenza aperta e critica verso la storia e la filosofia contemporanea. Aveva un modo particolare di leggere ogni giorno 3 giornali per restare al corrente di quanto succedeva nel mondo. Non mancava di aprire la porta a chiunque suonava per chiedere aiuto materiale e spirituale. Grazie a tutti gli empolesi, Mons. Cavini vi ha amato e continua ad aiutarvi dal cielo".

"Quando sono venuto a conoscenza della scelta dell’amministrazione comunale di dedicare a Mons. Cavini il giardino antistante alla Biblioteca il primo pensiero è stato quello di immaginare come avrebbe reagito il dedicatario stesso a una notizia del genere, data la sua proverbiale riservatezza – ha sottolineato Lorenzo Ancillotti, presidente dell'associazione Mons. Giovanni Cavini -. Di sicuro, ne sarebbe stato orgogliosissimo, anche se avrebbe fatto fatica a dimostrarlo pubblicamente, “alleggerendo” l’evento con una battuta spiritosa. Il legame tra Mons. Cavini e la nostra città è stato profondo e pieno di amore vicendevole. Raccontava di essere venuto per la prima volta a Empoli alla fine degli anni ’40 per sostenere l’esame di maturità da privatista presso il Liceo Virgilio e di aver provato una grande serenità nel percorrere le strade del giro e soprattutto una grande meraviglia nel contemplare la facciata della Collegiata. Mai avrebbe immaginato di tornarci trent’anni dopo, proprio nella veste di Proposto, quindi di custode attentissimo di quella chiesa. La Bellezza, il sapere, la formazione dei giovani, la vicinanza a chiunque avesse bisogno di lui: questi sono stati i pilastri fondamentali sui quali si è saldamente appoggiata la sua esperienza di uomo e di sacerdote ed è bello constatare che questi semi sparsi sul terreno buono portano ancora oggi frutto nelle menti e nei cuori di tanti empolesi".

Fonte: Ufficio stampa Comune di Empoli

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