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Allagamenti a Empoli, il Comitato Stadio Sì ma NON così: "Prima le priorità, la città non può finire sott'acqua"

Dopo il forte maltempo che si è abbattuto in città lo scorso 17 settembre e i conseguenti allagamenti, prosegue il dibattito sul tema della sicurezza idraulica e della capacità della rete fognaria empolese di sostenere le piogge intense. A intervenire sulla questione è il Comitato Stadio Sì ma NON così, che torna a interrogarsi sull'impatto delle nuove opere sul territorio, con particolare riferimento alla futura realizzazione del nuovo stadio Carlo Castellani. Il comitato chiede all'amministrazione comunale se sia stato adeguatamente valutato l'impatto che l'intervento potrà avere sulla città, sul quartiere di Serravalle e, in particolare, sul sistema fognario empolese. Inoltre, il Comitato invita a riflettere "sulle urgenze e le priorità per questa città", scelte che "condizioneranno il nostro futuro e quello dei nostri figli e nipoti".

"Prima di pensare a progetti faraonici, come ad esempio il nuovo stadio comunale 'Carlo Castellani' e tutti gli interventi a esso connessi - cessione a titolo gratuito di aree pubbliche per nuove edificazioni private e impermeabilizzazione di ulteriori superfici oggi permeabili - forse sarebbe il caso di fermarsi e guardare quello che succede già oggi, anche nel quartiere di Serravalle. Anche in questo quartiere, che dovrà ospitare la quasi totalità degli interventi direttamente o indirettamente connessi all'edificazione del nuovo stadio, i disagi dovuti ad allagamenti sono stati innumerevoli. E non è stata la prima volta", commenta il Comitato.

In particolare, il comitato si concentra sugli effetti che il nuovo impianto e le opere accessorie potrebbero avere sul quartiere di Serravalle, chiedendosi quale sarà "l'impatto sul sistema fognario e di smaltimento delle acque meteoriche di tutto quel nuovo cemento e nuovo asfalto". E, se il sistema è "già in crisi", il comitato domanda: "chi ci assicura che dopo non sarà peggio? E nel caso, chi pagherà i danni?".

Secondo il comitato, proprio quanto accaduto nei giorni scorsi dovrebbe rappresentare un ulteriore elemento di riflessione: "giovedì scorso è bastato un evento piovoso particolarmente intenso - ma in ogni caso purtroppo non infrequente - per vedere nuovamente strade, aree pubbliche e abitazioni private allagate anche nella zona dello stadio, che comunque iniziano ad andare sotto stress anche con eventi ancor meno intensi".

Un altro tema su cui si concentra il Comitato riguarda anche la capacità dell'attuale rete di smaltimento delle acque: "se, come appare da quanto accaduto - prosegue il Comitato -, gli allagamenti non sono riconducibili a esondazioni dell'Orme o dell'Arno, diventa ancora più urgente capire se l'attuale rete fognaria sia adeguata a ricevere e smaltire le quantità d'acqua che eventi meteorologici sempre più intensi possono scaricare sulla città in tempi molto brevi".

Da qui la posizione di Stadio Sì ma NON così, che precisa di non voler impostare la questione come "una battaglia contro qualcosa o qualcuno", ma come "una richiesta di sicurezza e buon senso nella programmazione della città".

"Perché prima dei rendering, prima delle grandi opere e prima dei progetti destinati a cambiare un quartiere e una città definitivamente, vengono le case, le strade e la sicurezza dei cittadini", conclude il Comitato.

La nota integrale

"Quello che è successo giovedì scorso, che è soltanto l’ultimo dei molti eventi meteorologici che, ormai periodicamente, a Empoli causano danni e disagi alla popolazione, dovrebbe spingere questa amministrazione a fermarsi un attimo e a riflettere sulle urgenze e le priorità per questa città. Le scelte di oggi sono quelle che condizioneranno il nostro futuro e quello dei nostri figli e nipoti.

Prima di pensare a progetti faraonici, come ad esempio il nuovo stadio comunale "Carlo Castellani" e tutti gli interventi ad esso connessi — cessione a titolo gratuito di aree pubbliche per nuove edificazioni private e impermeabilizzazione di ulteriori superfici oggi permeabili — forse sarebbe il caso di fermarsi e guardare quello che succede già oggi, anche nel quartiere di Serravalle. Anche in questo quartiere, che dovrà ospitare la quasi totalità degli interventi direttamente o indirettamente connessi all’edificazione del nuovo stadio, i disagi dovuti ad allagamenti sono stati innumerevoli. E non è stata la prima volta

Al di là della pubblica utilità di recente dichiarata, è stato valutato l'impatto ambientale che un'opera come il nuovo stadio, comprese le opere accessorie e le nuove cementificazioni previste, avrà sulla città e in particolare su tutto il quartiere di Serravalle? Quale sarà l’impatto sul sistema fognario e di smaltimento delle acque meteoriche di tutto quel nuovo cemento e nuovo asfalto profusi a piene mani?

E se il sistema è di fatto già in crisi adesso, chi ci assicura che dopo non sarà peggio? E nel caso, chi pagherà i danni?

Giovedì scorso è bastato un evento piovoso particolarmente intenso – ma in ogni caso purtroppo non infrequente – per vedere nuovamente strade, aree pubbliche e abitazioni private allagate anche nella zona dello stadio, che comunque iniziano andare sotto stress anche con eventi ancor meno intensi.

Se, come appare da quanto accaduto, gli allagamenti non sono riconducibili a esondazioni dell’Orme o dell’Arno, diventa ancora più urgente capire se l’attuale rete fognaria sia adeguata a ricevere e smaltire le quantità d’acqua che eventi meteorologici sempre più intensi possono scaricare sulla città in tempi molto brevi.

Ed è proprio qui che nasce la nostra domanda. Non è una battaglia contro qualcosa o qualcuno. È una richiesta di sicurezza e buon senso nella programmazione della città.

Perché prima dei rendering, prima delle grandi opere e prima dei progetti destinati a cambiare un quartiere e una città definitivamente, vengono le case, le strade e la sicurezza dei cittadini".

Comitato Stadio Sì ma NON così

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