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Allagamenti a Empoli, le domande delle opposizioni in Consiglio comunale

Carriero (FdI) e Ghezzi (Empoli del Fare) chiedono chiarimenti su rete fognaria, caditoie, manutenzioni e capacità di smaltimento delle acque

Il Consiglio comunale di Empoli di ieri, 21 settembre, si è aperto tornando sul nubifragio che si è abbattuto sulla città lo scorso 17 settembre. In quell'occasione sono caduti circa 75 millimetri di pioggia in un'ora, provocando allagamenti nel centro storico, in particolare in via del Giglio e piazza Farinata degli Uberti, e in altre zone della città, tra cui Ponzano, Serravalle e i sottopassi. A meno di una settimana dall'evento, l'opposizione ha portato in aula due domande di attualità, presentate dal consigliere Cosimo Carriero, capogruppo di Fratelli d'Italia, e dalla consigliera Claudia Ghezzi, capogruppo di Empoli del Fare.

Al centro delle richieste all'amministrazione comunale ci sono la gestione dell'emergenza, la capacità del sistema fognario di raccogliere e smaltire l'acqua in occasione di precipitazioni intense, le cause degli allagamenti e gli interventi realizzati e programmati dopo l'alluvione del marzo 2025.

Sul tema della rete fognaria e della gestione degli allagamenti erano già intervenuti nei giorni scorsi Fratelli d'Italia e Forza Italia, sottolineando sottolineando la crescente intensità e ricorrenza di questi eventi estremi e chiedendo chiarimenti su manutenzione, responsabilità e interventi strutturali.

Carriero: cause degli allagamenti, interventi dopo l'alluvione e misure di prevenzione

Ad aprire il confronto è stato il capogruppo di Fratelli d'Italia Cosimo Carriero, che ha chiesto all'amministrazione di chiarire se gli allagamenti del 17 settembre siano stati determinati "esclusivamente alla quantità di pioggia caduta in un arco temporale estremamente ristretto o se abbiano inciso anche criticità, limiti strutturali o insufficienze della rete di raccolta e smaltimento delle acque".

Il capogruppo di FdI ha quindi chiesto conto degli interventi effettuati dopo l'alluvione del marzo 2025 e, in particolare, dei 130 interventi di pulizia e ispezione delle caditoie annunciati dall'amministrazione. Infine, il gruppo consigliare ha chiesto quali saranno le iniziative che l'amministrazione assumerà per ridurre il "rischio di ripetersi di analoghe situazioni", e per "sostenere concretamente cittadini e attività economiche che hanno subito i danni".

A rispondere a Carriero è stato l'assessore alle Manutenzioni Simone Falorni, che ha ricondotto gli allagamenti all'eccezionale quantità d'acqua caduta in un arco di tempo molto ristretto, spiegando che "dai riscontri e dalle verifiche, l'acqua sul piano stradale è defluita in circa 30 minuti in autonomia" e che "le caditoie e le fogne non avevano ostruzioni tali da impedire il flusso delle acque". La grande quantità d'acqua, ha spiegato, ha richiesto soprattutto nei punti più bassi della città "un tempo di reflusso più alto". Inoltre, ha specificato l'assessore, il sistema di pompaggio dell'acqua nei sottopassi, compreso quello della stazione, che "ha avuto un recente rifacimento delle griglie di deflusso", era "funzionane e attivo", ma in quel caso la situazione è stata aggravata "dall'acqua che cadeva dall'area delle ferrovie".

Falorni ha poi distinto nettamente l'evento del 17 settembre dall'alluvione del marzo 2025, spiegando che "gli eventi del marzo 2025 sono di natura completamente diversa", ricordando come allora le piogge protratte per più giorni avessero innalzato i livelli dell'Arno e dell'Elsa e saturato il reticolo minore e il sistema fognario. Per l'evento del 17 settembre, invece, "si parla di una pioggia intensissima di 75 millimetri in un'ora", con il reticolo minore e i livelli di Arno ed Elsa che, secondo l'assessore, si trovavano invece su livelli bassi.

Proprio a partire dall'alluvione del 2025, Falorni ha quindi illustrato gli interventi realizzati e quelli in programma: dalle verifiche effettuate con Acque Spa sulla rete fognaria alla manutenzione straordinaria del reticolo minore da parte del Consorzio di bonifica, fino agli interventi sugli argini dell'Orme e dell'Arno e ai progetti per nuove casse di espansione. Per l'Orme, in particolare, "sono partiti i lavori di rifacimento degli argini dell'Orme più vetusti con un investimento di 2 milioni di euro", spiega Falorni, mentre sono in conferenza dei servizi i progetti per nuove casse di espansione sull'Orme nella zona di Martignana, per un valore di circa 5 milioni di euro già finanziati. Inoltre, ricorda l'assessore, "da marzo del 2025 è stato portato avanti il progetto di realizzazione delle casse di espansione di Fontanella e Sant'Andrea, condivise con la frazione e finanziate da uno specifico finanziamento regionale".

Sul fronte delle caditoie, l'assessore ha infine elencato le numerose zone interessate dagli interventi di pulizia effettuati nel corso del 2026, tra cui Avane, Cortenuova, Ponzano, Santa Maria, Serravalle, Marcignana, Ponte a Elsa, Carraia e diverse strade del centro città e del centro storico. L'obiettivo, ha spiegato, è "continuare con il lavoro di pulizia annualmente", dando la priorità alle zone più basse della città e dove sono presenti alberature che possono ostruire più facilmente le griglie stesse.

Per quanto riguarda il rischio di nuovi allagamenti, Falorni ha concluso spiegando che l'amministrazione continuerà a "portare avanti gli studi avviati insieme agli enti sul reticolo fognario e proseguirà negli interventi di manutenzione di propria competenza. "Ai fini di chiarire che i danni sono dovuti agli eventi climatici - conclude Falorni - l'amministrazione ha emesso un apposito comunicato che può supportare tutti coloro che stanno attivando appositi percorsi di ristoro con le assicurazioni. Qualora vi sia l'indizione di appositi percorsi di ristoro, ne daremo comunicazione".

Ghezzi: competenze sulla manutenzione, capacità del sistema fognario e stato degli interventi

La seconda domanda di attualità è stata presentata dalla capogruppo di Empoli del Fare Claudia Ghezzi, che ha posto l'attenzione sulle competenze relative alla pulizia e alla manutenzione di rete fognaria, caditoie e reticolo idraulico minore, chiedendo cosa spetti al Comune e cosa invece ad Acque Spa o agli altri enti competenti. Ghezzi ha inoltre chiesto quale sia l'attuale capacità del sistema fognario di gestire eventi meteorologici intensi come quello del 17 settembre, quali siano state le principali zone interessate dagli allagamenti e quali cause tecniche siano state individuate per le diverse criticità. Infine, Ghezzi ha chiesto di fare il punto sugli interventi già realizzati dopo l'alluvione del 2025 e sulle opere che restano ancora da realizzare.

Ricordando che il territorio di Empoli non è nuovo a fenomeni di maltempo che hanno prodotto criticità analoghe, come l'allagamento del novembre 2019 che interessò ampie zone del territorio comunale e durante il quale, ricorda Ghezzi, il Comune "aveva individuato come causa degli allagamenti la sofferenza del reticolo minore", Empoli del Fare ha chiesto quali interventi l'amministrazione abbia in programma per aumentare la capacità di smaltimento del sistema fognario.

Analogamente a Fratelli d'Italia, Ghezzi ha poi chiesto di contestualizzare i 130 interventi di pulizia e ispezione delle caditoie effettuati tra maggio e settembre, domandando quante siano complessivamente le caditoie presenti sul territorio comunale e se dalle verifiche siano emerse criticità ricorrenti o anomalie. Infine, la consigliera ha chiesto all'amministrazione se, alla luce dell'evento del 17 settembre, ritenga sufficiente l'attuale sistema fognario.

A rispondere è stato ancora Falorni, che ha innanzitutto ribadito la suddivisione delle competenze: "La gestione della fognatura è di Acque Spa. Il Comune ha in capo la gestione delle sole caditoie stradali di raccolta delle acque piovane", mentre Alia è competente per lo spazzamento stradale e il Consorzio di bonifica per la manutenzione del reticolo minore. L'assessore ha poi fornito i numeri degli interventi della Protezione civile, che nel corso dell'emergenza del 17 settembre sono stati circa 60 in tutto il territorio comunale: sette nel quartiere di Ponzano, due nella zona di Carraia-Cascine e sette nella zona est, con una maggiore concentrazione nel centro della città.

Quanto alla rete fognaria, Falorni ha spiegato che la capacità di smaltimento "dipende dalla tipologia, dalla dimensione e dalla pendenza delle condotte presenti su strada" e che la rete viene dimensionata considerando un volume massimo di pioggia con tempi di ritorno di "5 o 10 anni". L'evento del 17 settembre, ha sottolineato, ha invece avuto tempi di ritorno superiori ai 100 anni, con una quantità d'acqua che la rete è riuscita a smaltire, ma non immediatamente in tutti i punti della città. "Una pioggia di questa dimensione era avvenuta 33 anni fa e non ha precedenti più recenti - ha detto Falorni -. In altre piogge, anche intense di questi periodi, non vi sono stati allagamenti, a dimostrazione che il sistema comunque sia di smaltimento ha funzionato. Quella quantità di acqua è anomala e, per quanto smaltita dal sistema fognario, ha generato disagi".

L'assessore ha aggiunto che l'amministrazione continuerà a coinvolgere gli enti competenti nel monitoraggio della portata della rete e dovrà avviare ulteriori verifiche sulla sua adeguatezza anche alla luce dei cambiamenti climatici.

Sul fronte delle caditoie, Falorni ha infine ricordato gli interventi effettuati nel 2026 ad Avane, Cortenuova, Ponzano, Santa Maria, Serravalle, Marcignana, Ponte a Elsa e Carraia, oltre a numerose strade del centro città e del centro storico. L'obiettivo, ha spiegato, è proseguire con la pulizia annuale, dando priorità alle zone più depresse della città e a quelle dove la presenza di alberature può favorire l'ostruzione delle griglie.

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