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Paolo Sottani sul tetto del 30% degli studenti stranieri nelle scuole: "La scuola primaria di Panzano è un esempio di multiculturalità e integrazione"

Paolo Sottani

La primaria 'Dante Alighieri' è frequentata da 81 studenti di cui 43 stranieri e 38 italiani

"Le famiglie di origine straniera del nostro territorio scelgono di mandare i loro figli nelle scuole delle frazioni grevigiane, perché risiedono, lavorano e vivono in quelle aree, che spesso sono decentrate. Se il provvedimento sul tetto del 30 per cento di stranieri per classe, cui sta lavorando il governo Meloni, al vaglio nei prossimi giorni del Consiglio dei Ministri, dovesse diventare strumento normativo, che cosa ci ritroveremo a dire a queste famiglie? Andate altrove perché la scuola non vi può accogliere, il principio di prossimità non vale più, il contesto territoriale nel quale vivete non può più garantire né il diritto allo studio, che dovrebbe al contrario essere accessibile a tutti, soprattutto ai più deboli, né le condizioni per una reale ed effettiva integrazione?". Le parole del sindaco di Greve in Chianti Paolo Sottani, nonché presidente dell’Unione comunale del Chianti fiorentino, esprimono una netta contrarietà rispetto alla scelta del governo Meloni che intende mettere uno sbarramento agli studenti stranieri nelle scuole, proposta che andrebbe ad incidere inevitabilmente sulla qualità della vita delle famiglie, costrette a rinunciare alla scuola più vicina a casa e a spostarsi per chilometri senza disporre, spesso, di un mezzo proprio.

"Il ruolo della scuola - tiene a dire il sindaco - è al contrario quello di accogliere, educare, formare, fungere da primo presidio sociale, finalizzato all’interazione e al rispetto delle differenze, alla prevenzione e al contrasto delle diseguaglianze". La scuola che nel territorio chiantigiano da anni rappresenta un esempio di multiculturalità realizzata, in termini di presenza e formazione degli studenti e delle studentesse di nazionalità straniera, è la primaria di Panzano, la scuola che recentemente è stata oggetto di un complesso intervento di riqualificazione, messa in sicurezza e adeguamento statico, sostenuto dall’amministrazione comunale con un investimento del valore di 2 milioni e mezzo circa. Proprio nei giorni scorsi la “Dante Alighieri” ha aperto i battenti con una festa di comunità che ha salutato con emozione e grande partecipazione dei residenti la riqualificazione dell’edificio scolastico, rinnovato anche sotto il profilo della sostenibilità e dell’efficientamento energetico, frequentato oggi da 81 studenti di cui 43 stranieri e 38 italiani.

"La scuola di Panzano – insiste il primo cittadino - si regge sulla cospicua presenza degli stranieri nelle classi e rischia di essere minata alla base. Un simile provvedimento metterebbe a repentaglio la vita stessa della nostra scuola, dove peraltro proprio quest’anno abbiamo lavorato con impegno e fatica per l’apertura realizzata della prima classe con 11 studenti, di cui la metà circa è di origine straniera. Un risultato importante che ci ha permesso di avviare un nuovo ciclo scolastico, grazie alla collaborazione con l’ufficio scolastico regionale. Ci uniamo a quanto dichiarato dal presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, qualche ora fa, sul valore della scuola come leva per l’integrazione e ci allineiamo anche alle considerazioni dei tanti presidi d’Italia che si sono mostrati non favorevoli al provvedimento per la sua inapplicabilità. “La scuola è aperta a tutti”, recita l’articolo 34 della nostra Costituzione, e come tale non può rifiutare gli alunni e le alunne di nazionalità straniera, poiché verrebbe meno la sua principale funzione di inclusione".

Sulla questione interviene anche l’assessore alle Politiche educative Giacomo Amalfitano. "La scuola non può diventare terreno di propaganda politica - rimarca l'assessore Amalfitano - Il tetto del 30% per gli alunni stranieri è una proposta che, oltre a essere di difficile o impossibile applicazione in molte realtà, rischia di affrontare con una percentuale un problema che ha invece bisogno di strumenti educativi, risorse e competenze. Gli studenti e le studentesse non sono numeri da spostare da una classe all'altra in base alla loro cittadinanza. La vera domanda che dovremmo porci è se una bambina o un ragazzo abbia gli strumenti per imparare, partecipare, sentirsi accolto e costruire il proprio futuro insieme agli altri".

Fonte: Associato del Chianti Fiorentino - Ufficio Stampa

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