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Inchiesta Keu, la procura ricorre in appello contro i proscioglimenti

L'impugnazione dopo le accuse ridimensionate dall'udienza preliminare. Deidda: "Mi affido di nuovo alla giustizia, con serenità"

Dopo le accuse ridimensionate si apre un nuovo capitolo dell'inchiesta Keu con il ricorso della procura. Come riportato oggi dai quotidiani locali, il pubblico ministero ha firmato il ricorso in appello nei confronti dei proscioglimenti stabiliti nell'udienza preliminare del marzo scorso.

Accuse cadute nell'udienza preliminare

In particolare, oltre a rinvii a giudizio e ad aver stabilito due processi a Pisa e ad Arezzo, erano caduti i reati di associazione per delinquere e corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio. Il quadro accusatorio si era così ridimensionato sia per Consorzi coinvolti, sia per alcuni politici. L'udienza preliminare aveva deliberato la non responsabilità per la contaminazione del Consorzio Aquarno e che "nessuna bonifica dovrà essere sostenuta" dal Consorzio stesso, Consorzio Depuratore di Santa Croce sull'Arno e Associazione Conciatori, dichiarando il "non luogo a procedere per la contestazione dell’associazione a delinquere avanzata dalla Procura". Stabilito "il rinvio a giudizio solo per singoli episodi di presunto inquinamento, - dichiaravano a seguito dell'udienza in una nota congiunta - per i quali nella fase dibattimentale vi sarà modo di dimostrare l’infondatezza, e quindi la piena regolarità della condotta delle società e delle persone coinvolte".

Prosciolti perché "il fatto non sussiste" l'ex sindaca di Santa Croce sull'Arno Giulia Deidda, Ledo Gori allora capo di gabinetto del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, vertici di aziende. Il processo, stabilito per 14 imputati a vario titolo di corruzione elettorale, illecita gestione e illecito smaltimento e sversamento dei rifiuti e per quattro aziende per la responsabilità amministrativa delle imprese, riprenderà a dicembre.

Il ricorso della procura

Come riportato da La Nazione la procura, in particolare per il reato associativo, sostiene che vi siano indizi gravi, precisi e concordanti che emergerebbero da conversazioni intercettate, accertamenti ed elementi acquisiti nel corso dell'inchiesta della procura distrettuale antimafia di Firenze, emersa nel 2021 sullo smaltimento degli scarti tossici delle concerie. La procura, riporta ancora il quotidiano, chiede ai giudici di secondo grado di riformare la sentenza del gup e di emettere il decreto che dispone il giudizio.

Deidda: "Mi affido di nuovo alla giustizia, con serenità"

"Sono stata raggiunta ieri sera dalla notifica dell’appello presentato dal pubblico ministero contro la sentenza di proscioglimento. Era una possibilità che mettevo in conto". Così, in un post pubblicato sulla propria pagina facebook, l'ex sindaca di Santa Croce sull'Arno Giulia Deidda. "Un’inchiesta come quella sul Keu, che ha avuto una grandissima esposizione mediatica e che ha coinvolto persone, istituzioni e territori difficilmente poteva considerarsi conclusa con una sola sentenza. L’appello è una facoltà del pubblico ministero e fa parte del percorso della giustizia. Ma c’è una cosa che per me resta, ed è quella che conta di più. Quando un giudice ha finalmente messo mano alle carte, ha esaminato i fatti e ha valutato la mia condotta, mi ha prosciolta. E lo ha fatto riconoscendo anche che non c’era una responsabilità di Santa Croce in quella vicenda. Per me questo ha un valore enorme: significa che, quando qualcuno ha guardato davvero alle carte, ha trovato una realtà diversa da quella che per anni era stata raccontata. Ora si apre un nuovo capitolo e l’impugnazione passerà alla Corte d’Appello. Io mi affido di nuovo alla giustizia. Con la serenità di chi sa di aver fatto il proprio dovere e con la fiducia che, anche quando il cammino si allunga, la verità sa trovare la sua strada".

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