Giovedì 24 settembre numerosi commercianti hanno chiuso le saracinesche e sono scesi in strada, in una mobilitazione nata autonomamente e sostenuta da decine di adesioni, per chiedere all'Amministrazione risposte sulle condizioni del centro storico. Il corteo è partito da via Chiara, ha attraversato via del Giglio, via Salvagnoli, la zona del cinema Excelsior e del Museo del Vetro, piazza della Vittoria e via del Papa, fino al Comune.
Il gruppo consiliare Centrodestra per Empoli — in Consiglio comunale i consiglieri Andrea Poggianti, capogruppo, e Gabriele Chiavacci, vicecapogruppo e vicepresidente della Commissione Ambiente e Territorio — era tra i commercianti. Non per intestarsi una protesta nata da chi lavora ogni giorno in quelle strade, ma perché quanto denunciato ieri è, punto per punto, ciò che i due consiglieri segnalano in Consiglio da un anno e mezzo.
L'11 marzo 2025 scrivevamo che la maggioranza aveva per anni ridotto la sicurezza a una "questione di percezione". Lo scrivevamo perché a gennaio avevamo già segnalato un'insicurezza che dal centro storico si stava estendendo alle frazioni, e ad aprile denunciavamo il consumo di droga davanti a una scuola cittadina, chiedendo più controlli e un ruolo più operativo della Polizia Municipale. Ad aprile 2026 dimostravamo, con un'interrogazione in Consiglio, che il sistema di videosorveglianza HUGO si era rivelato inefficace. A maggio 2026, dopo la raffica di furti in via Ridolfi, piazza della Vittoria e al Dopolavoro Ferroviario, annunciavamo un'interrogazione consiliare per il Consiglio comunale del 3 giugno 2026, chiedendo azioni urgenti contro l'escalation. A luglio 2026 riportavamo in Consiglio le carenze di personale e di alloggi del Commissariato, denunciate dagli stessi sindacati di polizia SAP e SIULP da oltre un anno senza soluzione. Ogni volta la stessa risposta: rassicurazioni, non interventi. Oggi, all'indomani della protesta, la sicurezza non è più un argomento da derubricare a percezione: è la prima richiesta dei commercianti scesi in piazza ieri.
Lo stesso schema vale per gli allagamenti. Dopo l'alluvione del 14-15 marzo 2025, che ha colpito Ponzano, Carraia, Corniola e Santa Maria, abbiamo presentato un'interrogazione su allerta, cateratte e stato della rete fognaria, ottenendo una Commissione straordinaria con Acque S.p.A. e il Consorzio di Bonifica. A giugno 2025 proponevamo strutture pubbliche resilienti alle alluvioni: respinta. A febbraio 2026 tornavamo in Commissione a chiedere conto delle tempistiche di chiusura delle cateratte, perché a Ponzano l'acqua era già a livelli critici prima che venissero azionate. Il 17 settembre 2026, circa 75 millimetri di pioggia in un'ora hanno di nuovo allagato il centro storico e i sottopassi. Stesso copione, stesso esito: senza manutenzione programmata e un piano strutturale, ogni pioggia forte tornerà a fermare le attività del centro.
Anche sul degrado urbano la richiesta dei commercianti nasce da un problema concreto e ricorrente. Durante il corteo di ieri diversi esercenti hanno segnalato, non per la prima volta, la presenza nelle vie del centro di soggetti che creano disagio alla loro attività e alla vivibilità della zona, con episodi che si ripetono in più punti del centro storico. È la stessa criticità che a maggio 2026 avevamo denunciato dopo la raffica di furti in via Ridolfi, piazza della Vittoria e al Dopolavoro Ferroviario: episodi diversi, la stessa matrice. Un centro storico che non è vigilato e tutelato smette di essere attrattivo, e un centro che perde attrattività fatica a restare vivo: rivitalizzarlo significa prima di tutto proteggerlo. Resta segnalato da anni, su una deriva simile ma più periferica, il caso dell'ex Montevivo a Ponzano: dopo interrogazioni e mozioni senza provvedimenti definitivi, un'ordinanza contro gli accessi abusivi è arrivata solo a febbraio 2026, e a luglio, non bastando, abbiamo presentato un esposto al prefetto.
Il Comune ha reso noto di aver effettuato 130 interventi di pulizia e ispezione delle caditoie tra maggio e settembre: è un dato, non una soluzione, perché il problema segnalato ieri dai commercianti riguarda la continuità della manutenzione nei punti critici, non l'intervento isolato dopo l'emergenza.
Per questo chiediamo che il tavolo permanente annunciato ieri produca un cronoprogramma pubblico, con interventi, responsabilità e tempi verificabili, su: un presidio del territorio più stabile, con più controlli e una videosorveglianza realmente funzionante; pulizia e decoro del centro; manutenzione programmata della rete fognaria e piano pluriennale contro gli allagamenti; investimenti veri in sicurezza e decoro in vista del Natale, il periodo più importante per il commercio di prossimità.
Il centro storico non ha chiesto privilegi. Ha chiesto quello che Poggianti e Chiavacci chiedono da un anno e mezzo: sicurezza, pulizia, manutenzione, una prospettiva. Non lo diciamo perché conviene dirlo oggi. Lo dicevamo quando costava dirlo.
Centrodestra per Empoli
