Corteo a Firenze contro il sionismo e le basi militari in Toscana: 500 persone in piazza

The Duomo, Basilica di Santa Maria del Fiore, Florence, Tuscany, Italy
Circa 500 persone hanno partecipato nel pomeriggio di oggi, 26 settembre, a Firenze a una manifestazione regionale dedicata ai temi della guerra, del sionismo e della difesa del territorio. Il corteo, promosso da diverse realtà tra cui Firenze per la Palestina, Usb, Carc, Pmli e alcuni centri sociali, si è svolto senza disordini attraversando alcune delle principali strade del centro cittadino.
La mobilitazione è partita da piazza di Beslan, nei pressi della Fortezza da Basso, e ha attraversato via Valfonda, passando davanti alla sede di Confindustria, per poi proseguire verso piazza Adua, piazza Indipendenza, piazza San Marco e via Cavour. Durante il percorso sono state esposte bandiere palestinesi e vessilli rossi con falce e martello.
Nel corso degli interventi iniziali sono state illustrate le principali ragioni della protesta. I manifestanti hanno contestato quelli che definiscono gli interessi industriali e finanziari israeliani presenti in Toscana, tornando a criticare anche il console onorario Marco Carrai e alcuni progetti di impianti fotovoltaici ipotizzati sul territorio regionale.
Al centro delle contestazioni anche la presenza e il potenziamento delle infrastrutture militari statunitensi. In particolare, sono stati citati Camp Darby, i lavori sulla ferrovia nella zona di San Rossore e il dragaggio del canale dei Navicelli. I manifestanti hanno inoltre espresso contrarietà al potenziamento dell'aeroporto militare di Pisa e alla realizzazione del comando Nato a Rovezzano, a Firenze.
Durante il corteo hanno preso la parola anche esponenti di realtà provenienti da altre zone della Toscana. Attivisti della provincia di Grosseto hanno contestato il progetto di un impianto agrifotovoltaico da 20 megawatt nell'area di Ribolla, mentre rappresentanti di Massa Carrara hanno ricordato l'avvio, previsto a metà ottobre, del processo che coinvolge circa 90 militanti in relazione al blocco della stazione di Massa e del porto di Marina di Carrara.
La manifestazione si è conclusa davanti a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della Presidenza della Regione Toscana. Qui sono stati accesi alcuni fumogeni e si è svolto un ulteriore comizio. Nel mirino dei manifestanti è finito anche il presidente della Regione Eugenio Giani, contestato per la gestione della posizione di Marco Carrai alla presidenza della Fondazione Meyer e per l'autorizzazione del progetto agrifotovoltaico nell'area delle ex miniere di Ribolla.
Al termine degli interventi il presidio è stato sciolto.