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Leonardo Packaging al Comitato No Amianto: "Disponibili a un confronto nel merito"

Il Comitato No Amianto di Sovigliana è intervenuto riguardo la copertura "contenente amianto" della Leonardo Packaging di Mila Alfaroli & C. s.n.c., proprietaria dello Scatolificio Leonardo di Via Galilei a Sovigliana.

L'azienda ha decido di rispondere con una nota, in cui si è detta disponibile a chiarire alcuni punti.

La valutazione riportata nell’ordinanza sindacale e citata dal Comitato è nata da un sopralluogo svolto da un’abitazione vicina, a circa dieci metri dal capannone. In quell’occasione non sono stati fatti campionamenti del materiale, analisi di laboratorio né verifiche dirette sulla copertura. Si è trattato di un esame solo visivo e a distanza, che non può dire in modo attendibile in che stato siano le lastre né se ci sia un rischio concreto che rilascino fibre.

L’azienda, invece, ha affidato la valutazione della copertura a ingegneri specializzati nell’amianto, che dopo una verifica tecnica hanno attestato che la copertura, nel suo complesso, non presenta un rischio reale. Anche alcuni elementi indicati dal Comitato vanno chiariti. Il muschio presente sulle lastre è stato trattato e contribuisce a trattenere il materiale, non a disperdere fibre nell’ambiente.

La colorazione grigia che si vede in alcuni punti sotto lo strato rosso non è la lastra in cemento-amianto scoperta, ma un ulteriore strato di vernice protettiva: la copertura, infatti, è stata trattata con tre strati di prodotto incapsulante proprio per evitare che le fibre si disperdano. L’azienda ha sempre svolto regolarmente i controlli e le valutazioni periodiche previste dalla legge e ne ha sempre inviato i risultati all’ufficio comunale competente.

Il ricorso al TAR contro l’ordinanza è l’esercizio di un diritto che la legge riconosce a chiunque ritenga illegittimo un provvedimento. Non significa ignorare le preoccupazioni dei residenti, ma nasce dalla convinzione che le misure imposte debbano basarsi su un accertamento tecnico completo e non solo su un esame visivo, e le decisioni dei giudici amministrativi saranno naturalmente rispettate. Comprendiamo e rispettiamo le preoccupazioni del vicinato.

Riteniamo però scorretto portare il confronto sul piano personale, con ripetuti riferimenti alle opinioni e alle attività pubbliche della titolare, perché questo non aggiunge nulla all’accertamento dei fatti e non aiuta a risolvere il problema. Ci dispiace inoltre, che nessuno ci abbia mai chiesto un incontro in quanto se lo avessero fatto, saremmo stati ben lieti di spiegare gli interventi eseguiti e di mostrare la documentazione tecnica disponibile.

Questa disponibilità resta, ribadendo che quelli di via Galilei sono capannoni costruiti circa sessant’anni fa, quando intorno c’erano soltanto campi, e che oggi si trovano in mezzo a una zona residenziale. Si tratta di una situazione complessa, da affrontare con serietà, competenza tecnica e dialogo, non a colpi di proclami.

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