Scontro sulla sicurezza durante il Consiglio comunale a Vinci di ieri, 28 settembre. Il centrodestra ha portato in aula una mozione sul fenomeno delle cosiddette 'baby gang' e dei 'maranza'. Il gruppo Insieme per Vinci ha presentato un emendamento chiedendo di intervenire soprattutto su prevenzione, Forze dell'Ordine, scuola, servizi sociali e politiche giovanili. L'emendamento è stato respinto e il centrodestra ha votato contro la mozione emendata.
"Quanto realmente sta a cuore la sicurezza al centrodestra a Vinci?. La sicurezza è un tema troppo importante per essere ridotto a slogan o alla ricerca di un nemico - si legge in una nota del Gruppo consiliare PD Insieme per Vinci -. Per questo, di fronte alla mozione presentata dal centrodestra a Vinci, durante la seduta del Consiglio comunale del 28 settembre, sul fenomeno delle cosiddette 'baby gang' e dei 'maranza', abbiamo presentato un emendamento per affrontarlo da un’altra prospettiva: con strumenti concreti, strutturali e orientati alla prevenzione.
La mozione del centrodestra concentra la propria impostazione su immigrazione, identità nazionale e simboli patrii, arrivando a proporre percorsi obbligatori sulla Storia nazionale e sulla Costituzione rivolti prioritariamente ai giovani di origine straniera, oltre a giornate dedicate alla Bandiera e all'Inno di Mameli.
Il nostro emendamento chiedeva invece di parlare di ciò che davvero serve per costruire sicurezza: più personale per le Forze dell’Ordine, risorse per gli enti locali, scuola, servizi sociali, politiche giovanili, sport, spazi di aggregazione, politiche abitative e prevenzione.
"Ci è stato contestato che fosse squallido chiamare in causa il Governo – spiegano Cristina Bortolai, capogruppo, e Francesco Redditi, segretario –. Ma quando si parla di sicurezza è inevitabile parlare anche delle responsabilità dello Stato. Se si chiede ai Comuni di garantire sicurezza e prevenzione, bisogna me6erli nelle condizioni di poterlo fare".
La sicurezza pubblica è infatti una competenza dello Stato. I Comuni possono contribuire a6raverso la Polizia Municipale, i servizi sociali, la scuola e le politiche giovanili, ma non possono sostituirsi alle Forze dell'Ordine né colmare da soli le carenze del sistema nazionale.
"La nostra idea è semplice: se vogliamo prevenire il disagio e la devianza giovanile dobbiamo costruire un tessuto sociale, scolastico e territoriale forte. Una scuola che funziona, servizi presenti, sport, cultura, spazi di aggregazione e opportunità sono strumenti di sicurezza tanto quanto il presidio del territorio".
È qui che sta la differenza tra la nostra idea di sicurezza e quella proposta dal centrodestra: la loro è una visione palliativa e miope, perché interviene sopra6u6o sugli effetti del problema senza affrontarne le cause.
Non basta chiedere più controlli quando il problema è già esploso. Bisogna costruire le condizioni perché quel problema si manifesti meno.
"Abbiamo mantenuto nel nostro emendamento il rispe6o della legalità, dei doveri costituzionali e della convivenza civile. Quello che contestiamo è l'idea che la sicurezza si possa costruire a6raverso simboli e retorica identitaria. La sicurezza si costruisce prima che il disagio diventi emergenza".
La domanda, allora, resta: quanto realmente sta a cuore la sicurezza al centrodestra? Perché se la sicurezza è davvero una priorità, dovrebbe esserlo anche il rafforzamento delle Forze dell'Ordine, il sostegno ai Comuni, alla scuola, ai servizi sociali e alle politiche giovanili.
Alla fine della seduta, il centrodestra ha votato contro alla mozione emendata".
