In Comune per Vinci contro il nuovo impianto fotovoltaico a Sovigliana

Il gruppo di opposizione In Comune per Vinci ha votato contro la variante urbanistica proposta per consentire la realizzazione di un impianto fotovoltaico su circa 1,8 ettari di terreno agricolo di proprietà Bitossi. Il gruppo si dice favorevole all'elettrificazione dei forni aziendali, ma contesta la scelta di utilizzare suolo agricolo per i pannelli a terra: "Siamo però contrari alla occupazione di suolo agricolo". Per il gruppo sarebbe "un modo sbagliato di attuare la transizione energetica", in particolare, sottolinea il gruppo, perché "l'area è classificata come P3 dal punto di vista della pericolosità idraulica", e denuncia anche "forzature procedurali".
Nel mirino anche le modalità urbanistiche adottate, definite una "variante ad hoc", e la possibilità, secondo il gruppo, di utilizzare maggiormente tetti, piazzali e parcheggi degli stabilimenti per l'installazione del fotovoltaico.
La nota completa
"IN COMUNE PER VINCI" HA VOTATO CONTRO ALLA VARIANTE AL REGOLAMENTO URBANISTICO PROPOSTA DALLA SOCIETÀ BITOSSI per togliere il vincolo di conservazione che impediva la realizzazione di una parte del vasto campo solare che in parte sta già realizzando sui terreni di proprietà: un totale di 1,5 MW di potenza con pannelli che occupano 1,8 ha di terreno agricolo fertile di pianura prossimo alla città, sfruttando la possibilità consentita dal Dlgs 190/2024 che definisce come “area idonea” alla collocazione di impianti FV le aree agricole in un perimetro di 350 m dalla destinazione aziendale dell’impianto.
SIAMO FAVOREVOLI ALLA ELETTRIFICAZIONE DEI FORNI AZIENDALI, motivanti la realizzazione del campo solare, che porteranno di sicuro a diminuire il contributo aziendale all’inquinamento dell’aria. Proprio noi avevamo sottolineato questa criticità della cattiva qualità dell’aria a Empoli e Sovigliana quando questa amministrazione ha portato al voto in consiglio il Piano Operativo che sull’area agricola in questione prevedeva allora espansione produttiva con realizzazione di un nuovo capannone di 1 ha di superficie, ed in accordo con i comitati del territorio avevamo detto, inascoltati, che prima di potenziare il polo chimico Colorobbia-Bitossi si doveva pensare a migliorare l’ambiente.
SIAMO PERÒ CONTRARI ALLA OCCUPAZIONE DI SUOLO AGRICOLO PER REALIZZARE IMPIANTI FOTOVOLTAICI A TERRA, sia perché si tratta di suolo sottratto alla produzione potenziale di cibo, sia perché l’area in questione fa parte del fondovalle del rio S.Ansano ed è classificata come P3 dal punto di vista della pericolosità idraulica (battente di acqua in caso di esondazione sino a 1m). lì sarebbe saggio che rimanessero utilizzazioni agricole che tollerano queste sommersioni, facendo funzionare l’area per la LAMINAZIONE delle acque prima del centro abitato, invece l’impianto dovrà in qualche maniera essere protetto e non tollera di sicuro permanenza di battenti d’acqua.
RITENIAMO CHE SI DOVEVA ORIENTARE L’AZIENDA AD UTILIZZARE APPIENO TUTTE LE SUPERFICI INDUSTRIALI DEL GRUPPO PER SOLARIZZARE PIAZZALI, PARCHEGGI, TETTI (solo parzialmente utilizzati per fv). Questa strada avrebbe impedito il consumo di suolo agricolo, avrebbe richiesto meno tempo all’azienda (perché sulle aree industriali il DL190/2024 consente di realizzare tettoie e coperture solari anche in deroga agli strumenti urbanistici comunali) e avrebbe migliorato la vivibilità dello stabilimento per i dipendenti in quanto l’ombreggiamento avrebbe abbattuto le temperature estive. Sarebbe costata di più rispetto ai pannelli a terra e forse proprio qui sta il motivo della scelta aziendale, sulla quale la AC poteva intervenire con una interlocuzione attiva e non semplicemente acquiescente.
QUESTA NON È UNA SCELTA VIRTUOSA come rivendicato dal sindaco, se tutte le aziende industriali la seguissero, a Sovigliana, a S. Ansano, a Mercatale, a Bagnolo, avremmo un assalto ai terreni agricoli per collocare impianti (di fatto) industriali. Ricordiamo che addirittura il governo con il Dlgs 63/2024 ha tentato di porre un argine alla perdita di suolo agricolo limitando la possibilità di fare impianti FV in territori agricoli alle sole aziende agricole, e con la tecnica dell’AGRIVOLTAICO che teoricamente consente comunque di mettere colture ombreggiate.
PER CONSENTIRE IN TEMPI RAPIDI LA REALIZZAZIONE DELL’IMPIANTO SI SONO FATTE DELLE FORZATURE PROCEDURALI: a pochi mesi dalla approvazione definitiva del Piano Operativo Comunale, che ora prevede la destinazione semplicemente agricola dei terreni e quindi consentirebbe a Bitossi di procedere con l’impianto a terra, si è confezionata una variante ad hoc del Regolamento Urbanistico vigente utilizzando in maniera abbastanza elastica norme transitorie della LR65 (art 231 richiamato nella proposta di variante) o articoli nei quali non sono contemplati trasformazioni come quella in oggetto (art 252 ter punto a) ma solo interventi sul patrimonio edilizio esistente. Si è giustificato questo come una urgenza dovuta al rischio per la azienda di perdere finanziamenti, salvo che nessuno ha saputo dire quali sarebbero tali finanziamenti. Insomma, l’ennesimo caso dell’urbanistica che si assoggetta volta per volta a istanze del privato senza cercare di commisurarle e compendiarle con l’utilità pubblica.
IN COMUNE PER VINCI