Taglio bollo auto, Giani: "La Regione privata di 200 milioni". Monni: "Preoccupati per Sanità"

Il provvedimento sul bollo auto preoccupa la Regione Toscana per le conseguenze sulle risorse disponibili e, in particolare, sul finanziamento della sanità pubblica. Il presidente Eugenio Giani, a margine di un'iniziativa a Firenze, ha quantificato in 200 milioni di euro la riduzione delle risorse regionali.
"Con il provvedimento sul bollo auto la Regione sarà privata di 200 milioni di euro: io non so dove trovarli, dovrò solo decidere dove far venir meno i 200 milioni", ha dichiarato Giani.
Il presidente è intervenuto anche sulla situazione della Rsa Le Civette, nell'area di San Salvi, e sulle risorse necessarie per la ristrutturazione dell'immobile, ribadendo la posizione della Regione sul ruolo della sanità pubblica. "Noi difendiamo la sanità pubblica - ha aggiunto -, ovvero il fatto che la Regione interviene dando 59 euro ogni giorno per gli anziani delle rsa".
Sul tema è intervenuta anche l'assessora regionale alla Sanità Monia Monni, che ha espresso preoccupazione per gli effetti del provvedimento. "Siamo molto preoccupati", ha affermato a margine di un convegno al Meyer di Firenze, sostenendo che la sospensione del bollo auto, presentata come una misura di sostegno alle famiglie, rischierebbe di incidere sulle risorse destinate al sistema sanitario pubblico.
Monni ha riferito inoltre che, nella Commissione Sanità alla quale ha partecipato il giorno precedente, tutte le Regioni hanno sottoscritto un documento con la richiesta al Governo di almeno 6 miliardi di euro aggiuntivi per la sanità nel corso dell'anno.
"Si tratta, più o meno della cifra chiesta anche dal ministro Schillaci. Ha detto che senza questi soldi il sistema pubblico per come lo conosciamo non ha più capacità di resistere", ha dichiarato l'assessora.
Secondo Monni, la Toscana sta cercando di intervenire sull'organizzazione dei servizi nonostante una situazione finanziaria che, a suo giudizio, non riesce a tenere il passo con l'aumento dei bisogni, legato anche all'invecchiamento della popolazione. Tra le criticità indicate figura inoltre la carenza di personale sanitario.
"Servirebbe una politica nazionale di attrazione delle ragazze e dei ragazzi verso le professioni che riguardano la sanità", ha aggiunto Monni. "Mancano tutte le figure che possono tenere in piedi il sistema e sappiamo benissimo che la motivazione è soprattutto economica".