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Presunto racket all'ex hotel Astor, gli imputati negano di aver chiesto soldi per le camere

Ex Hotel Astor,lo sgombero del 2023 (foto gonews.it)

Tra questi lo zio materno di Kata, la bambina scomparsa tre anni fa dall'edificio in via Maragliano a Firenze

Lo zio materno di Kata, la bambina scomparsa il 10 giugno 2023 dall'ex hotel Astor di via Maragliano a Firenze, nel processo sul presunto racket all'interno dell'ex albergo occupato e poi sgomberato, ha negato di aver estorto denaro agli occupanti delle camere. Lo zio è imputato, insieme ad altre tre persone: nel processo ha riferito di non aver mai minacciato per ottenere una camera e di aver acquistato ad un uomo rumeno due stanze, una in cui viveva lui e una doppia dove abitavano Kata con la mamma e il fratellino. Anche un altro imputato, che secondo l'accusa avrebbe costretto a pagare fino a 700 euro per una stanza, ha detto di non aver mai chiesto denaro aggiungendo che l'ex Astor era occupato da peruviani e rumeni e che lui si occupava della comunità peruviana, raccogliendo "piccole somme di denaro" per faccende. Un'altra persona, sempre da quanto riferito, si occupava della raccolta di denaro per la comunità rumena. Lo stesso imputato e lo zio hanno inoltre affermato di non essere mai entrati nella stanza dove un uomo, ecuadoregno, si lanciò dalla finestra del secondo piano dell'edificio, secondo quanto emerso, per scappare da un'aggressione.

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