"Alla Biancoforno di Fornacette (Calcinaia) è l’ora di alzare la testa. Sciopero, manifestazione e corteo dei dipendenti dell’azienda nel Pisano per chiedere dignità, rispetto dei diritti, il reintegro di un lavoratore e di una lavoratrice sospesa".
La mobilitazione, organizzata da Flai Cgil Pisa e Toscana col supporto della Cgil Toscana, ha visto la partecipazione di Giovanni Mininni (segretario generale Flai Cgil nazionale). A sostegno dell’iniziativa anche Uil, esponenti di Pd, M5S, Avs, Prc, esponenti dell’amministrazione locale, il consigliere regionale Massimiliano Ghimenti e l’assessora regionale Alessandra Nardini.
Davanti ai cancelli dello stabilimento di via Mazzei molte persone hanno fatto sentire la propria voce per chiedere il reintegro un lavoratore licenziato dopo 30 anni di servizio, e di una lavoratrice sospesa da quattro mesi per fatti privati.
Nardini: "Bisogno di dialogo"
"Stamani ho iniziato la giornata dove era giusto essere, davanti alla Biancoforno, con le lavoratrici e i lavoratori, aderendo quindi al presidio promosso da FLAI CGIL e CGIL a cui ha partecipato anche la UIL". Lo dichiara l'assessora regionale di Regione Toscana Alessandra Nardini, che prosegue: "Mi ha fatto male ascoltare le parole di Fabio, parole di grandissima dignità di uomo che lavora lì da fine anni '90, che è stato tra i primi a prendere la tessera della CGIL e che, alcuni giorni fa, è stato licenziato. Come mi ha fatto male assistere all'ennesimo tentativo di dividere le lavoratrici e i lavoratori. Lo voglio dire ribadire al Presidente Lami: non è questa la strada per superare il clima che si è creato. Ha annunciato a mezzo stampa investimenti e ha dichiarato che questi renderanno possibile definire, finalmente, un orario di lavoro, confermando quindi che ad oggi questo non c'è. Se davvero esiste questa strada, se si vuole unire e non dividere, servono segnali di coerenza: reintegri Fabio. Allora sì che si potrà aprire quel tavolo di confronto con tutte le organizzazioni sindacali, che a mezzo stampa auspica possa realizzarsi".
"C'è bisogno di una disponibilità vera al dialogo e alla risoluzione delle tensioni, che non passa certo attraverso i licenziamenti, il mancato rinnovo dei contratti a chi è precario e ha una tessera in tasca e la divisione dei sindacati, delle lavoratrici e dei lavoratori. Seguo da mesi questa vicenda e ho ascoltato più volte le testimonianze di lavoratrici e lavoratori CGIL, non chiedono la luna. Chiedono ciò che dovrebbe essere normale. Fin da subito, ho convintamente aderito alle ragioni di queste rivendicazioni e continuo a farlo, oggi ero lì per testimoniarlo ancora una volta, perché la politica e le istituzioni non possono restare a guardare in silenzio" conclude Nardini.
Mininni: "Primo segnale di una mobilitazione che non si fermerà"
"In un’azienda fondata sulla professionalità delle maestranze, non è tollerabile che l’orario di lavoro venga comunicato anche la sera prima con un messaggio WhatsApp, senza certezze sull’uscita e senza rispetto per la vita delle persone".
La situazione denunciata dalla Flai Cgil non nasce oggi: negli ultimi mesi il sindacato ha dovuto ricorrere agli scioperi, alle vertenze e perfino alle vie legali per ottenere il riconoscimento di diritti fondamentali, a partire dal diritto di assemblea in fabbrica.
“Il licenziamento di un operaio che lavorava da trent’anni alla Biancoforno è un atto ritorsivo che trasforma questa vertenza in una battaglia nazionale per la democrazia nei luoghi di lavoro” ha dichiarato Giovanni Mininni, Segretario generale della Flai durante il presidio di questa mattina fuori i cancelli della fabbrica. Il segretario senza mezzi termini ha aggiunto: “Non metterò piede dentro la Biancoforno finché il lavoratore non sarà reintegrato e finché il dottor Lami non stabilirà corrette relazioni sindacali”.
“Lo sciopero e il presidio di oggi sono solo il primo segnale di una mobilitazione che non si fermerà. Questa vicenda non riguarda soltanto Pisa o la Toscana: riguarda il diritto di ogni lavoratrice e di ogni lavoratore a non subire ricatti, a conoscere i propri turni, a organizzare la propria vita, a partecipare all’attività sindacale senza timore di ritorsioni” così Mininni senza mezzi termini.
La Flai Cgil chiede il ritiro immediato del licenziamento, il pieno rispetto dei diritti sindacali, la definizione di turni certi e condizioni di lavoro dignitose. La mobilitazione proseguirà con tutti gli strumenti sindacali necessari, a partire dall’estensione della vertenza a livello nazionale e dall’attivazione di iniziative di solidarietà e informazione verso lavoratrici, lavoratori, consumatrici e consumatori.
