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Uccisione lupi in Toscana, Bani: "La specie va gestita, non demonizzata né santificata"

"Il decreto governativo che prevede l'uccisione fino a 22 esemplari in Toscana è demagogia e non risolve i problemi"

Dopo decenni durante i quali i lupi erano quasi scomparsi, da qualche anno stanno aumentando sia sul territorio nazionale sia in Toscana, questo il dato confermato dagli esperti che monitorano i grandi mammiferi. "Dobbiamo riflettere attentamente e pianificare una corretta gestione di questa specie, senza rincorrere né il mito del lupo cattivo di Cappuccetto Rosso né il fascino del lupo buono di San Francesco, non dobbiamo né demonizzare né santificare" così il presidente del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli Lorenzo Bani.

L'Unione Europea ha aggiornato lo status del lupo con una direttiva recepita anche dall'Italia: dalla protezione rigorosa si passa a specie soggetta a misure di gestione. «Il fatto che non sia più giudicato in pericolo di estinzione è positivo per la biodiversità, ma ci pone di fronte a nuove sfide, in particolare quella della convivenza con l'uomo e con le attività umane - continua Bani - È importante non generalizzare. Ogni famiglia di lupi sviluppa comportamenti diversi, principalmente in funzione della fonte di cibo che trova a disposizione. Gestire significa proprio cercare di rinforzare o modificare questi comportamenti in modo che non siano rischiosi per l'uomo e non danneggino le attività agrozootecniche, ricordando che il rischio zero non esiste ma che i casi di contatti con gli esseri umani sono molto rari. I più grandi problemi si sono verificati quando i lupi sono stati alimentati dall'uomo, come è successo ad Arena Metato dove a causa di un comportamento scorretto da parte di un abitante sono diventati più confidenti con gli essere umani abituandosi a ricevere cibo. Sono situazioni che vanno evitate, fornendo informazioni corrette ai cittadini».

"La decisione di permettere con un decreto del governo l'uccisione, chiamata in maniera edulcorata prelievo, di lupi fino ad un massimo di 180 sul territorio italiano e 22 sul territorio toscano è pura demagogia, che non risolve affatto i problemi ma contribuisce solamente a nutrire uno scontro ideologico tra chi è contro e chi è a favore del lupo. Così come il corso di formazione per 'Operatori Grandi Carnivori': facciamolo ma solo per operatori istituzionali come Carabinieri Forestali e Guardiaparco".

"In questo contesto noi possiamo mettere a disposizione l'esperienza della Tenuta di San Rossore. Da una situazione nella quale la sovrappopolazione di daini stava mettendo in pericolo il rinnovo della vegetazione, l'arrivo dei lupi e la loro presenza costantemente e correttamente gestita e monitorata ha permesso di riportare la natura in equilibrio".

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